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Cronologia delle assegnazioni di fondi delle compensazioni per la Torino-Lione

Gli stanziamenti Cipe per “opere di accompagnamento alla Torino-Lione sono 2:

  • il primo risale alla delibera 23 del 2012 ed è di 9,6 milioni (c.d. "prima fase");
  • il secondo è fissato dalla delibera 19 del 2015 di approvazione del progetto definitivo in 32,1 milioni (c.d. "seconda fase").

 

Il “soggetto aggiudicatore” intermedio, quello che di fatto eroga i soldi ai Comuni, è la Regione Piemonte 

 

  • PRIMA FASE

 

Della prima fase hanno beneficiato Chiomonte (4 milioni per rete metano, paravalanghe ...) e Susa (5,6 milioni per un ponte, varie viabilità, ristrutturazioni Itis e teatro civico…)

 

  • SECONDA FASE

 

Ecco il quadro dei progetti ammessi a ricevere i fondi delle compensazioni di fase 2 con l'indicazione del rispettivi promotori e degli importi concessi. I progetti erano stati presentati all'Osservatorio tecnico sulla Torino-Lione, incaricato di fare selezione. Si noti che tra i promotori/beneficiari compaiono Comuni ed Unione Comuni dell'Alta valle di Susa, ma anche alcune associazioni di categoria (Ascom, Coldiretti, Cna. Non stupisce più di tanto che delle associazioni si infilino candidandosi a beneficiari: basti ricordare la vicenda della Imprend'oc di Chiomonte il cui presidente, Roberto Garbati, nel 2019 è diventato sindaco)

Ultima notazione: 4,5 milioni restano in mano alla Regione Piemonte, che dichiara di volerli spendere a vantaggio di alcuni Comuni della bassa valle di Susa (Bussoleno, Mompantero, Venaus).Vediamo successivamente in che modo.

 

Quanto ai passi attuativi di questo programma di fase 2:

 

Comuni dell’alta valle (che avevano presentato elenchi di richieste per opere compensative)

 

 

Comuni della bassa valle

    • La Regione ricatta Comuni che hanno subito negli scorsi anni gravi calamità, come Mompantero (incendi devastanti nel 2017) e Bussoleno (alluvioni del 2018): potete avere i fondi per la risistemazione del territorio solo se li accettate come compensazioni  del Tav. I due Consigli comunali approvano un ordine del giorno che respinge questo ignobile ricatto ed evidenzia come le opere di messa in sicurezza del territorio, i servizi essenziali, la sanità e la scuola non possano diventare merce di scambio