COMPRA UN POSTO IN PRIMA
FILA
(Acquisto di terreni su cui, per realizzare il TAV
Torino-Lione, dovrebbero installare alcuni cantieri)
Lo scopo principe
è coinvolgere e motivare più gente possibile in questa lotta.
Poi c'è l'obiettivo
di rendere la vita difficile a chi vuole venirci a prendere la nostra terra.
E anche qui l'obiettivo è duplice:
complicare le azioni burocratiche relative a espropri e a
occupazioni temporanee e poi garantirci un posto in prima fila
al momento della "constatazione della consistenza del fondo" che deve
essere fatta alla presenza del o dei proprietari.
Questa constatazione alla presenza
dei proprietari è prevista per legge e non può essere limitata per motivi di
ordine pubblico. Perché è un diritto di natura patrimoniale e reale. Se ci sono
motivi di ordine pubblico si deve rimandare l'operazione. Cosa che a Venaus è
accaduta almeno due volte nel 2005 e precisamente il 29/6 e il 6/10.
La notte tra il 5 e il 6 dicembre
le forze di polizia hanno sgomberato i terreni di Venaus con inaudita brutalità
e nella foga hanno sgomberato anche il proprietario di un appezzamento di
terreno rompendogli un dito con una manganellata e mandandolo all'ospedale. Il
proprietario era sul suo terreno per esercitare un diritto reale sancito dalla legge;
impedendogli di esercitarlo, la successiva acquisizione è stata viziata da
falsità in atto pubblico. Questo fatto è risultato subito molto grave e ha
permesso al giudice Boggetti della procura contabile di Torino di inviare gli
atti alla Procura penale di Torino relativi alle false attestazioni delle
constatazioni delle consistenze dei fondi e dell'occupazione dei terreni.
D'altro canto al Seghino (il
31/10/05) avevamo le deleghe dei proprietari dei terreni per restare sui fondi.
Poi tutto è andato come è andato, ma abbiamo vinto noi, per ora, e sono passati
due anni e un pezzo.
Siamo convinti che non sarà questa operazione che fermerà il TAV, ma sarà, sicuramente, un altro po' di
sabbia messo negli ingranaggi delicati di questa grande macchina mangiasoldi.
Solo la gente, con la
sua tenacia, la sua intelligenza, la sua forza,
la sua determinazione, la sua presenza sui luoghi
che vogliono depredarci (come abbiamo fatto al Seghino e a Venaus) possono
impedire la distruzione della Valle.
Dobbiamo
crederci e dobbiamo saper lottare per
ottenere la fine del TAV.
I Comitati No-TAV
Valle di Susa, Febbraio 2008