Agli atti dell’osservatorio e allegata al Q.03

 

Declino di responsabilità

 

La discussione del nodo di Torino all’interno dell’Osservatorio ha senso in relazione alla sua collocazione lungo un collegamento internazionale parte del denominato corridoio n. 5 delle grandi reti europee. In tal senso l’aspetto centrale diviene la capacità del nodo di supportare flussi di traffico più o meno elevati. Tale capacità dipende ovviamente dall’assetto interno del nodo e dalle funzioni che gli vengano attribuite in relazione al territorio in cui è inserito.

 

Le valutazioni quantitative rispetto alla capacità del nodo di Torino non sono, fino a questo momento, state effettuate, mentre viceversa vengono riaffermati dei “punti fissi” che sono lo scalo intermodale di Orbassano e l’asse di Corso Marche inteso come corridoio metropolitano fortemente infrastrutturato. L’individuazione di tali punti fissi e la loro connotazione si basa essenzialmente su valutazioni politico-ideologiche, in assenza di analisi quantitative.

 

D’altra parte tutte le espressioni di volontà e gli atti riportati nel quaderno relativi all’asse di Corso Marche e al Centro Intermodale di Orbassano, si basano sull’assunto indiscusso della realizzazione di una nuova linea ferroviaria internazionale attraverso la Valle si Susa. Tale assunto, alla luce delle risultanze dei lavori di questo osservatorio, è tutt’altro che scontato.

 

Alla luce di quanto sopra, il prof. Tartaglia  non intende assumere responsabilità né dirette né indirette nell’affermazione della centralità dello scalo di Orbassano e dell’asse di corso Marche, in quanto:

a)       la piattaforma di Orbassano fu a suo tempo frutto di una scelta inopportuna tanto dal punto di vista della collocazione che del tipo di terreni compromessi. Non avendo avuto alcuna parte o corresponsabilità in tale scelta il prof. Tartaglia non intende assumerne a posteriori nemmeno in forma implicita.

b)       L’esigenza di una massiccia trasformazione di gran parte dell’area metropolitana torinese attorno all’asse del corso Marche con una sua pesantissima infrastrutturazione non è in alcun modo condivisa.

Quando e se saranno disponibili delle valutazioni quantitative della capacità del nodo di Torino nelle diverse possibili configurazioni queste verranno discusse in relazione al loro riflesso sul collegamento internazionale.