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I PRESIDI NO-TAV:
osservatori sul territorio, laboratori della partecipazione informata,

case accoglienti del movimento,
scuole di un modello alternativo di futuro






I primi presidi No-Tav si installano in Val di Susa nell'estate 2005, per contrastare i tentativi di effettuare sondaggi propedeutici alla realizzazione della ferrovia ad Alta Velocità Torino-Lione; ovunque, all'approssimarsi delle stagione fredda, si rende necessario sostituire le tende iniziali con strutture in legno, dotate di stufe e putagé (cucina a legna e carbone).

Il consolidamento strutturale dei presidi va di pari passo con l'affermarsi del loro ruolo di centri di aggregazione sociale: quotidiane sedi di incontro dei pensionati del luogo, di sera ospitano cene, conferenze, studio dei progetti, canti, cineforum, riunioni del movimento. Lo scambio inter-generazionale, l'aprirsi a tematiche sempre più ampie, il condividere cibo e lavoro sono ingredienti che rinsaldano ed arricchiscono di stima ed affetto i legami; rendono sempre più gratificante stare in compagnia, sempre più bello e convincente lottare insieme.

Sgomberati violentemente di notte dalla polizia, bruciati da attentati di stampo mafioso, sequestrati dalla magistratura, i presidi resistono, rinascono, si spostano seguendo le variazioni di tracciato dei nuovi progetti...

 


 



LA PRIMA GENERAZIONE


In tre Comuni valsusini, tra il 20 ed il 29 Giugno 2005, devono dunque essere installati i cantieri per sondaggi contemplati nei progetti TAV; in ciascuna delle date fissate viene convocato, per l'intera giornata, il Consiglio comunale esattamente sul terreno interessato. Fin dal primo mattino arrivano centinaia di persone, comitati, sindaci ed amministratori degli altri Comuni della valle.
Poi la zona non viene più lasciata.

Borgone, 20/6/2005

Bruzolo, 27/6/2005

 

VENAUS ad inizio del Dicembre 2005 diventa il luogo cruciale della lotta: lì vogliono installare il cantiere di quel "cunicolo esplorativo" che in realtà sarebbe galleria a servizio del TAV. Pur nel contesto di una valle militarizzata da un mese, con posti di blocco permanenti di polizia e carabinieri, la volontà del movimento è di impedire l'avvio, di fatto, della realizzazione della Torino-Lione. Attorno alla casetta in legno del presidio, nella neve e di fronte al permanente schieramento degli agenti, vengono anche montate delle tende che notte e giorno ospitano chi si alterna nei turni di vigilanza.
Nella notte tra il 5 ed il 6, è cronaca nota, le forze di polizia irrompono violentemente, picchiando la gente e rovesciando le strutture: solo così riescono a sgombrare il presidio ed impossessarsi dei prati su cui viene rapidamente issata la delimitazione del cantiere; dall'alba l'intera Valle di Susa è bloccata da migliaia di manifestanti che si riversano su tutte le vie di comunicazione. L'eco mediatico è enorme, in varie città si tengono sit-in di solidarietà con i NO-TAV, arrivano in valle gruppi di persone da ogni parte d'Italia.
Il giorno 8 ben 30-40 mila manifestanti aggirano i blocchi polizieschi ed attraversando i boschi scendono a riprendersi i prati e ad erigere l'embrione di quello che in pochi giorni diventa il nuovo presidio di Venaus.
E' qui che presto iniziano assemblee partecipate da folle mai viste, e le festività di fine anno diventano riti dell'orgoglio NO-TAV. E' qui che si tengono le prime riunioni con altre realtà nazionali in lotta per la difesa del territorio, gettando le basi di quel che l'estate seguente diventa il "Patto di Mutuo Soccorso" . E' qui che nel Giugno 2008 i militanti acquistano, un metro quadro ciascuno, i terreni contesi con l'operazione Un posto in prima fila.
L'edificio beneficia di diverse migliorie, e viene anche dotato di un pannello solare che scalda l'acqua e di una vasca di fitodepurazione che tratta gli scarichi dei servizi, giusto per non limitarsi ad apprendere la teoria del risparmio energetico e del basso impatto; altre regole fisse a questo proposito: acqua di rubinetto, rifiuti rigorosamente differenziati e niente plastica usa-e-getta.
Il presidio di Venaus è conosciuto anche all'estero, è base di appoggio ogni mese di Luglio del campeggio NO-TAV; il falò del 10 Agosto accende ogni anno "la notte dei fuochi di resistenza". La nuova installazione accoglie stabilmente due abitanti, Biagio e Raul: il presidio diventa la loro casa, il movimento la loro famiglia. Disgraziatamente il 28 Dicembre 2009 Raul morirà, tradito dal suo cuore, lasciando a tutti il ricordo di un uomo limpido, di rara generosità.

BORGONE: si può dire che sia stata, fra i tre presidi, la sede di rappresentanza diplomatica del movimento. Ha infatti ospitato vari incontri con segretari dei partiti della "sinistra radicale" (che nel 2006 sostenevano ancora la causa NO-TAV), con europarlamentari, sindaci della Recosol - Rete Comuni Solidali, con esponenti di movimenti di base di altri Paesi ed altri continenti. Tutto ciò senza trascurare serate musicali, corsi di canto, di balli popolari, di ricamo.
Per oltre quattro anni e mezzo non c'è giorno che non sia frequentato.
A Gennaio 2010 arrivano le trivelle per i sondaggi legati ad un nuovo progetto della Torino-Lione, anche stavolta accompagnate da spropositati schieramenti di polizia: in vari luoghi della valle di Susa e della cintura torinese si svolgono forti manifestazioni contro questi sondaggi, la tensione sale e si verificano alcuni episodi di provocazione contro il movimento. La notte tra il 23 ed il 24 Gennaio, che sta tra una possente manifestazione NO-TAV a Susa ed un convegno SI-TAV promosso dal PD al Lingotto di Torino, un attentato incendiario di chiaro stampo mafioso distrugge il presidio di Borgone: l'unica cosa che rimane in piedi è la stufa in ghisa al centro della struttura. Varie scritte Si-Tav firmano l'attentato: mentre i carabinieri pongono sotto sequestro penale l'area, gli indizi raccolti a livello popolare individuano oggettivamente i mandanti fra alcune imprese edili della valle. Già nella notte, al propagarsi degli sms, accorrono sul posto molti militanti sgomenti di fronte alla violenza dell'atto, ma ben determinati a non darsi per vinti; alle prime luci del giorno compare un "gabbiotto di cantiere" nel prato di fronte: è l'embrione della ricostruzione del presidio.


BRUZOLO
: il presidio è in un prato sul ciglio della statale 25: una casetta in legno, anche qui. E' regolarmente frequentato dallo storico Comitato di Lotta Pololare di Bussoleno, oltre che dai NO-TAV di Bruzolo, San Didero e Chianocco, ma è anche sede del gruppo delle Donne NO-TAV, oltre che base logistica del GAS - Gruppo di Acquisto Solidale - più numeroso tra quelli formatisi in valle. L'età media dei presidianti è più bassa, e di conseguenza il tono della militanza più grintoso.
Ad una settimana di distanza dall'attentato a Borgone, e sempre in una notte tra sabato e domenica, il 31 Gennaio 2010 anche questa struttura viene distrutta da un analogo incendio doloso: ci avevano già provato un paio di volte, l'ultima solo due settimane prima, ma la vicinanza alla statale aveva sempre fatto immediatamente scattare l'allarme e l'intervento dei pompieri.
Nella stessa notte dell'incendio alcuni monumenti dedicati ai partigiani della valle di Susa vengono imbrattati con una scritta "Si Tav", indicando una volontà di collegare tra loro i vari attentati e di alzare il tono politico della provocazione.
L'area di Bruzolo, al pari di quella di Borgone, rimane sotto sequestro indefinitamente e liberata solo a Marzo 2013, quando la procura di Torino archivia l'nchiesta sull'attentato incendiario senza aver trovato i colpevoli.


I PRESIDI TEMPORANEI LEGATI AI SONDAGGI DI INIZIO 2010




Nella fase di elaborazione dei nuovi progetti della linea viene tentata un'esecuzione di carotaggi che non riuscirà, se non a livello mediatico: tra Gennaio e Marzo 2010 vengono eseguite solo poche operazioni simboliche, protette 24 ore al giorno da centinaia di agenti in tenuta antisommossa ed in aree logisticamente blindate, come quelle a ridosso di autostrada e stazioni ferroviarie. La campagna promossa dal movimento NO-TAV contro le trivelle si esprime in quotidiane manifestazioni sui luoghi di sondaggio: le temperature spesso sotto zero impongono la predisposizione almeno di tende in cui ripararsi, con fuochi per riscaldarsi e per preparare bevande calde. In valle di Susa ci si avvale anche di due strutture temporanee collocate presso l'autoporto di Susa (presidio Maiero-Meyer), la stazione FS di S.Antonino (presidio La trippa).
Qui turni continui garantiscono la presenza costante dei militanti per mesi, anche oltre il periodo dei carotaggi; solo l'autunno successivo sarà presa la decisione di smantellare queste installazioni, ma per un loro trasloco in nuove zone di conflitto che nel frattempo sono state delineate.

 


LA SECONDA GENERAZIONE


Nell'Agosto del 2010 viene pubblicato un nuovo progetto preliminare per la porzione italiana della tratta internazionale (confine di Stato-Chiusa S. Michele), il cui tracciato risulta traslato sul lato opposto della Valle di Susa rispetto al precedente; in contemporanea viene ridefinito anche un piano, correlato, di sondaggi preliminari . E' in base a questa nuova situazione che il movimento decide dove ricollocare i presidi permanenti: la scelta cade su Vaie, località Pradera, e Maddalena di Chiomonte dove ci sarà il tentativo di installare il primo cantiere operativo, quello per il nuovo "cunicolo esplorativo" (proprio come nel 2005 a Venaus).
Ma questa volta c'è, in più, anche una struttura del movimento fuori valle, tra Rivoli e Villarbasse nella seconda cintura di Torino, nota come Presidio Val Sangone: era già stata eretta nel periodo dei sondaggi di inizio anno, ma viene confermata, ampliata e migliorata.

"Baita Clarea" a Maddalena di Chiomonte

"Picapera" a Vaie

"Valsangone" tra Rivoli e Villarbasse

 

 


MADDALENA DI CHIOMONTE è il luogo deputato dai fautori dell'opera per provare a vincere, dopo 5 anni, il nuovo braccio di ferro con i NO-TAV: si tratta di un sito che comporta contraddizioni e difficoltà tecnico-progettuali (a partire dall'assurdità che disti 3,5 Km dal tracciato del tunnel di base), ma è stato probabilmente scelto nella convinzione che per le sue caratteristiche morfologiche offra la massima difendibilità "militare" di un cantiere. Una volta individuata nel progetto l'area interessata, i Comitati hanno provveduto ad acquisire alcuni dei terreni in questione, per erigervi "strutture di resistenza". Tra queste vi è la baita Clarea, costruita a fine 2010 in pietra e legno del luogo con la dichiarata intenzione di cederla, a lungo termine, al Comune affinché venga adibita a posto tappa sulla storica via Francigena che passa a pochi metri dal manufatto, adiacente ad un'mportante zona archeologica.
Con una rapidità inaudita in un Paese come l'Italia, già durante la costruzione il sindaco di Chiomonte emana un'ordinanza di demolizione della baita per violazione di norme urbanistiche, di vincoli paesaggistici ed idrogeologici; contemporaneamente il tribunale di Torino firma un decreto di sequestro preventivo del fabbricato di 35 mq. A questi provvedimenti si affiancano le denunce di una trentina di attivisti che hanno contribuito a terminare i lavori violando i nastri del sequestro posti dai carabinieri: sono i preliminari di quella che ormai si profila come "la madre di tutte le battaglie sul TAV Torino-Lione" attesa per la primavera 2011.

Nel corso della primavera 2011 la valletta della Maddalena si arricchisce di altre installazioni: una casetta sull'albero, costruita in legno su di un castagno secolare, che potrà essere utilizzata per la vigilanza sulla zona, ed un pilone votivo inaugurato il 14/5/11, dedicato alla Madonna del Rocciamelone, a S. Michele Arcangelo, S. Francesco e S. Maria Maddalena, avendo per ciascuno una precisa motivazione legata a storia e natura del luogo. Qui, tra l'altro, passa la Via Francigena che fin dal medio evo è stata itinerario di grandi pellegrinaggi cristiani d'Europa.

Casetta sull'albero

Pilone votivo sotto i viadotti della A32

Indicatore della Via Francigena
(raffigura un pellegrino con zaino e bastone)

Dal primo Gennaio 2012 l'area della Clarea diventa "Sito di interesse strategico nazionale" affidata all'esercito: la base militare installata fin dal 27/6/2011 a Maddalena aveva già allargato progressivamente il proprio recinto (abuso edilizio anche questo, su cui però la magistratura non ha mai avuto da ridire), ma la mattina del 27 Febbraio ha luogo il sequestro illegale (senza preventiva procedura di esproprio) e con la forza dei terreni privati destinati al cantiere della galleria.
In questo contesto di arbitrio impunito la nuova recinzione viene estesa fino ad includere la baita Clarea, il cui terreno non fa parte dell'area di cantiere in progetto: il presidio diventa così irraggiungibile per i liberi cittadini.

 

GIAGLIONE, località BREIDA Quella del presidio di Giaglione è una storia che dura meno di un anno.
Risale a metà Novembre 2011 la festa per la "posa della prima pietra": la progressiva militarizzazione della Val Clarea rende sempre più difficoltoso utilizzare la baita in pietra vicina al cantiere e si avverte la necessità di un'ulteriore base di appoggio in zona per le iniziative del movimento. Giaglione, dopo lo sbarramento a Chiomonte di via dell'Avanà, è la porta naturale di accesso alla Clarea e sorge spontanea la proposta di installare lì una casetta da giardino in legno; il locale comitato No Tav si assume l'onere di realizzarla, dando al presidio anche la funzione di punto informativo per gli abitanti del paese, in merito soprattutto alle tematiche dell'impatto di cantiere sulle risorse idriche e dei rischi di inquinamento da polveri pericolose per la salute, che la posizione sottovento rende particolarmente elevati.

Le varie borgate che formano il comune di Giaglione, sparse su un pendio ben esposto, hanno storicamente sempre avuto problemi di approvigionamento idrico (nel 1400 un canale fondamentale per l'irrigazione fu fatto costruire dalla nobildonna Maria Bona, ed è a lei, significativamente, che viene intitolato il presidio); se su questa vulnerabilità avevano già inciso negativamente, negli ultimi decenni, i lavori per la realizzazione dell'autostrada e della centrale sotterranea di Pont Ventoux, ora il progetto stesso della galleria di Maddalena dichiara l'elevata probabilità di disseccamento di sorgenti (Boscocedrino) vitali per l'acquedotto comunale.
Molti abitanti del paese sono però dipendenti dell'autostrada o della società elettrica ed anche l'amministrazione comunale, pur guidata da una lista civica di sinistra, risente del condizionamento dei due enti economici sul territorio locale: questi dati di fatto generano un'ostilità di fondo all'installazione del presidio che porterà il sindaco Ezio Paini ad emettere un'ordinanza di demolizione per abuso edilizio (cosa che gli costa l'espulsione dal Partito della Rifondazione Comunista).
La casetta in legno resiste in qualche modo fino alla fine di Settembre 2012, funzionando da base di partenza per numerosi cortei verso il cantiere della Val Clarea; poi viene smontata, anche per non coinvolgere oltre, nelle cause legali, l'ottuagenaria proprietaria del terreno concesso in comodato al comitato No Tav.

 

VAIE, località PRADERA

Nasce il 16 Settembre 2010, con una roulotte provvisoria in un'area comunale attrezzata (panchine, una fontana, i bagni pubblici e telecamere di sorveglianza) a servizio del percorso archeologico didattico nel sito neolitico tra i boschi. Nel giro di un mese la roulotte è sostituita da una solida casa in legno: inaugurazione ufficiale domenica 17 Ottobre.

Dopo aver svolto per oltre tre anni una funzione sociale molto intensa, la notte del 1° Novembre 2013 anche il presidio Picapera di Vaie viene distrutto da un incendio doloso.

Ma già l'8 Dicembre è pronta una soluzione provvisoria, costituita dalla struttura in legno smontata un anno prima a Giaglione.

La domenica che precede il 25 Dicembre si può già ospitare la tradizionale visita di Babbo Natale ai bambini.

 

bruvaie
picaprovv
pica

 

 

SUSA, FRAZIONE S. GIULIANO: si inaugura il "Nuovo presidio internazionale" NO-TAV [01/04/2012]
In un prato compreso tra lo svincolo della A32 per Susa e la ferrovia storica verso Bussoleno nasce un nuovo presidio NO-TAV. Il terreno è stato ceduto in comodato d'uso al locale comitato, che vi ha collocato una "mobil-home": per ora è spartana, ma diverrà via via più accogliente. S. Giuliano è la frazione che dovrebbe ospitare la futuribile "Stazione Internazionale del TAV" (da cui il nome del presidio) ed i relativi servizi, oltre alle pesanti interferenze con l'autostrada e la statale 25. I progetti di dettaglio non sono ancora del tutto elaborati, ma è già ben chiaro lo scempio che incombe sull'intera area e su alcune delle case in particolare.

 

 

Nonostante si tratti di una mobil-home su ruote, subito il sindaco Gemma Amprino ed i carabinieri di Susa fanno avviare una procedura di abusivismo edilizio contro militanti del comitato e proprietari del terreno. Nell'autunno 2012 la situazione evolve: con l'operazione "compra un posto in prima fila 4" il terreno diventa di proprietà collettiva di 1.100 No Tav, il presidio inizia a cambiare frequentemente posizione e prende il nuovo nome di "Gemma delle Alpi"

 

Coda per l'atto notarile di acquisto del terreno

Presidio mobile "Gemma delle Alpi"

 


SI AFFIANCA UNA NUOVA FORMA: IL PRESIDIO STAGIONALE

 

CHIOMONTE, CAMPEGGI ESTIVI IN LOCALITA' GRAVELLA [2011, 2012, ...]
Subito dopo l'occupazione militare di Maddalena e della val Clarea, ad inizio Luglio 2011 nasce un presidio in forma di campeggio nei pressi della centrale elettrica di Chiomonte; durerà fino all'autunno, finché che le condizioni climatiche lo consentono.
Per circa 3 mesi è la base in cui vengono ospitati centinaia di giovani provenienti dalla valle, dal resto d'Italia e dall'estero; è sede di assemblee del movimento, di numerose iniziative culturali e conviviali e soprattutto punto di partenza di momenti di lotta contro la militarizzazione.

 


Tra le varie iniziative si alternano: lezioni universitarie ai cancelli della base militare sulla nocività dei lacrimogeni al CS, incursioni dimostrative dentro il perimetro recintato (via dell'Avanà), digiuni di protesta adiacenti alle reti o in cima ad alberi inclusi nella base militare, azioni di disturbo diurne e notturne agli agenti di guardia.

 


Da Giugno a Settembre 2012 il campeggio estivo viene riaperto con le stesse caratteristiche e modalità di funzionamento e di lotta

 

 


 

CHIOMONTE, REGIONE GRAVELLA: LE COSTRUZIONI "STABILI"

Con l'autunno, tra le montagne chiomontine si impone l'esigenza di avere strutture più adatte al clima.

Nella stessa area che aveva ospitato il campeggio si procede allora alla costruzione di una casetta in legno dotata di riscaldamento: viene inaugurata il 3 Novembre 2012; parallelamente si monta un piccolo riparo per attrezzi da giardino, anch'esso in legno, al bordo di via dell'Avanà, dove sempre più spesso sono costretti a transitare i mezzi di cantiere più grossi che non posssono essere calati direttamente in Clarea dall'autostrada A32.

Neppure un mese dopo, il giorno 29, in contemporanea a perquisizioni ed arresti connessi ad altri fatti, con l'accusa di abuso edilizio la procura di Torino fa eseguire lo sgombero ed il sequestro delle due strutture: alla casetta di Gravella vengono divelti gli infissi, saldate pesanti grate in ferro su porte e finestre e vengono apposti i sigilli; la struttura su via dell'Avanà viene demolita.

 

Inaugurazione del presidio Gravella

Il riparo presso il cancello della centrale

Sigilli alla casetta