NO TUBO Stampa
Venerdì 25 Gennaio 2008 00:00

NO TUBO
CARTA settimanale 25/31 Gennaio 2008

No Tubo, già il nome di questo comitato vale un premio. Ci troviamo fra le Marche e l’Umbria. In altre zone d’Italia capita che il “tubo” venga festeggiato: la Festa del Tubo, quando questo permette di collegare una sorgente alla borgata, acqua fresca e neanche da dire gratuita. Oppure il tubo trascinato e posizionato da uno dei tanti consorzi irrigui promossi da volontari che si riuniscono in associazione e si attrezzano per gestire l’acqua. Altra storia. In questo caso il tubo (un metro e venti di diametro) dovrebbe trasformarsi in un gasdotto da Minerbio in provincia di Bologna a Brindisi, attraversando tutti gli Appennini e producendo uno slargo di trenta metri. Ennesima grande opera. Poi qualcuno se n’è accorto. Per primo un comitato di cittadini nato ad Apecchio, siamo in provincia di Pesaro Urbino, a questo si uniscono altri cittadini di comuni interessati Città di Castello, provincia di Perugia. Per una volta tanto invece di fondare un comitato nuovo (miracolo), racconta Stefano, si mettono in contatto con quello già esistente e lavorano insieme. La miscela è sempre la stessa e continua a funzionare: cittadini che fungono da pungolo agli amministratori,  tecnici in grado di sostenere un confronto sulla stessa base di chi propone l’opera, un pool di avvocati perché sempre bene avere anche un parere legale. Si fa informazione (al solito nessuno sa niente o molto poco), e si fa rete con chi ci sta, in questo caso il Cai, l’Arci caccia, il Wwf. Chi insomma conosce il territorio perché lo pratica, va in montagna, conosce quei luoghi come le sue tasche e non osa immaginare uno scempio ambientale così grande. Tanto che la stessa Regione Umbra, pur favorevole, nella Determina mette le mani avanti e parla di territorio “estremamente delicato e di pregio dal punto di vista paesaggistico e ambientale”. Ci vorranno secoli per ripristinare quel tipo di vegetazione, alberi secolari, parliamo di aree protette. Poco prima di Natale il consiglio comunale di Città di Castello approva all’unanimità una mozione sul gasdotto e si propone di impegnare l’amministrazione ad approfondire le tematiche dell’opera e a convocare una specifica seduta della Commissione Assetto del Territorio alla quale saranno invitati tutti a partecipare, cittadini, comitati e associazioni interessati. E’ un primo passo per uscire dagli atti blindati del Municipio e partecipare. Inoltre la Giunta si impegna a partecipare al tavolo di concertazione che ha promosso il comune di Pietralunga. Scrivono sul comunicato: “un segnale positivo e di speranza alla cittadinanza attiva”, quella cittadinanza che si adopera per andare a fondo e capire i progetti. Non solo modifica radicale del territorio, ma nuove strade per raggiungere siti di scavo, perdita di valore immobiliare, sorgenti intercettate. L’opera sembra apportare benefici solo alla Snam Rete Gas. Il 15 gennaio la Nazione riporta la notizia: il sindaco del comune di Pietralunga ferma tutto: stop al progetto gasdotto. Blocca le autorizzazioni per il passaggio sul suo territorio. Per ora non ci sono le condizioni. Il  28 gennaio al tavolo di concertazione si incontreranno altri sindaci,  più sono possibilisti, si tratta di continuare a fare informazione e far sentire la pressione dei cittadini. Chiara Sasso

Comitato No Tubo 
Apecchio - Borgo Pace - Città di Castello – Gubbio – Mercatello sul  Metauro – Pietralunga - Alta Valmarecchia
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 www.comitatonotubo.it