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No Tav, la denuncia di Amnesty: “Gas su manifestanti in fuga, colpito un nostro osservatore”

Secondo l’Ong il 26 luglio scorso in Valsusa non ci sarebbero solo stati gli attacchi ai cantieri ma anche il lancio di 200 lacrimogeni contro manifestanti in fuga in violazione degli standard internazionali

 

da La Stampa del 31-07-2025 - edizione di Torino

https://www.lastampa.it/torino/2025/07/31/news/amnesty_no_tav_lacrimogeni_denuncia_polizia-15254424/

 

Non solo violenze No Tav ma anche un uso eccessivo e indiscriminato di lacrimogeni da parte della polizia tanto da chiedere una «revisione critica dell’operato delle forze dell’ordine per garantire legalità, proporzionalità e rispetto dei diritti umani».

 

Amnesty in Val di Susa il 26 luglio

È quanto sostiene Amnesty International Italia che sabato scorso, 26 luglio, era presente con i suoi osservatori alla marcia No Tav in valle. Una manifestazione, secondo quanto riferisce l’organizzazione, con dinamiche più complesse del semplice attacco ai cantieri da parte dei manifestanti.

 

Fasi pacifiche e tensioni nella marcia

Secondo quanto riferisce l’Ong che si occupa della difesa dei diritti umani, la marcia sarebbe stata infatti caratterizzata da momenti pacifici e fasi di tensione. E proprio in questi momenti tranquilli si sarebbe registrato «l’uso sproporzionato» della forza da parte della polizia «con il lancio di 180-200 lacrimogeni in un’ora all’indirizzo di circa 500 manifestanti». Gas che sarebbero stati usati contro «persone in fuga non violente» con granate sparate «ad altezza uomo», tanto da provocare feriti. In particolare Amnesty Italia denuncia che proprio uno dei suoi osservatori sarebbe stato colpito alla schiena nonostante indossasse la pettorina identificativa. Altre due persone sarebbero rimaste ferite: una alla nuca e l’altra alla fronte.

 

Focus sui cantieri di Traduerivi e San Didero

Gli osservatori di Amnesty International hanno seguito gli sviluppi della manifestazione in due dei tre luoghi teatro degli episodi su cui sta indagando la procura di Torino: il cantiere di Traduerivi e il cantiere di San Didero. Proprio in quest’ultimo si è verificato il lancio di lacrimogeni.

 

Lancio contro manifestanti pacifici

Secondo quanto racconta il report di Amnesty International il lancio sarebbe stato effettuato contro persone che si stavano allontanando pacificamente e che non rappresentavano alcuna minaccia. Proprio su questo aspetto, oltre che sul numero di granate lanciate in un breve lasso di tempo, si concentra la denuncia dell’Ong che richiama l’attenzione sugli standard internazionali riguardanti l’uso della forza, secondo i quali anche una protesta attraversata da episodi di violenza isolata può mantenere il carattere di manifestazione pacifica.

 

Richiamo agli standard internazionali

In tale contesto – ricorda Amnesty – le forze dell’ordine hanno l’obbligo di tutelare i manifestanti e permettere l’esecuzione dell’evento intervenendo solo come ultima risorsa. L’uso dei lacrimogeni dovrebbe avvenire solo in presenza di violenza diffusa, mai per disperdere un’assemblea pacifica o come risposta a singoli atti di disordine.

 

Uso corretto e preavviso obbligatorio

«Nel caso si renda necessario l’impiego di lacrimogeni – precisa Amnesty – deve essere dato un preavviso e le granate non vanno mai direttamente indirizzate contro le persone né utilizzate contro manifestanti in fuga, poiché possono provocare gravi lesioni o la morte».

 

Appello finale per legalità e diritti

L’Ong ha ricordato come già in passato l’uso dei lacrimogeni, in modo indiscriminato e massiccio, sia stato denunciato dalla stessa Amnesty. Per questa ragione l’organizzazione ha chiesto un’attenta valutazione sull’operato delle forze dell’ordine affinché ogni intervento rispetti i principi di necessità, proporzionalità e legalità, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini.