La procura fa appello su Aska e le proteste no Tav: “Sono professionisti della violenza”Il tribunale di Torino aveva assolto dall’accusa di associazione a delinquere gli esponenti del centro sociale
di Federico Gottardo da Repubblica - edizione di Torino del 20-09-2025
Per i giudici sono responsabili di singoli episodi di violenza ma non sono «in grado di esercitare una egemonia su fenomeni di massa come gli scontri durante le contestazioni cittadine e gli attacchi al cantiere Tav». Per questo lo scorso 31 marzo, il tribunale di Torino ha assolto dall’accusa di associazione a delinquere gli esponenti del centro sociale Askatasuna. Invece la procura li ha definiti «professionisti della violenza» e per i 26 imputati aveva chiesto condanne per un totale di circa 88 anni di reclusione. E adesso ha fatto ricorso alla Corte d’appello contro quell’assoluzione.
Si arricchisce di un nuovo capitolo la battaglia giudiziaria sul centro sociale di corso Regina Margherita 47, protagonista anche della discussione politica dopo che il Comune di Torino ha avviato un patto di collaborazione per regolarizzarne la gestione. Se n’è parlato anche sabato scorso alla Festa dell’Unità, quando il ministro della pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha attaccato Stefano Lo Russo dal palco: «L’unica cosa che ha fatto il sindaco per le periferie è stato legalizzare Askatasuna». Frase che ha innescato critiche dalla platea, con insulti, fischi e successive polemiche.
Ora arriva l’appello contro la sentenza dei giudici torinesi, in cui era arrivata l’assoluzione dall’associazione a delinquere ma anche 18 condanne per reati come estorsione, rapina, sequestro di persona, violenza privata, incendio, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale: le pene vanno dai 5 mesi per i “semplici” militanti ai 4 anni e 9 mesi per Umberto Raviola, con in mezzo i 3 anni e 4 mesi per lo storico leader del centro sociale, Giorgio Rossetto. «La procura ha fatto bene — commenta proprio il ministro Zangrillo — Parliamo di soggetti che da anni si rendono protagonisti di aggressioni, intimidazioni e atti violenti contro le forze dell’ordine. Askatasuna non è un centro sociale ma una fucina di illegalità ed eversione, un luogo in cui si organizzano azioni contro lo Stato». Aggiunge Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia in Senato: «La sentenza che ha escluso l’associazione a delinquere è vergognosa. Questi violenti andrebbero privati di ogni sede concessa. Dobbiamo garantire la sicurezza dei nostri cittadini contro chi agisce fuori dalla legalità e contro le istituzioni». |