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TAV, I SINDACI CONTRO LA NUOVA LINEA AVIGLIANA-ORBASSANO:
“RISCHIO IDRICO E CONSUMO DI SUOLO”
da Valsusaoggi del 12-02-2026
https://www.valsusaoggi.it/tav-i-sindaci-contro-la-nuova-linea-avigliana-orbassano-rischio-idrico-e-consumo-di-suolo/
AVIGLIANA / ORBASSANO – Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS), d’intesa con il Commissario straordinario, Calogero Mauceri, ha convocato l’11 febbraio la Conferenza di Servizi per l’approvazione del progetto definitivo della “Tratta Avigliana – Orbassano dell’Asse ferroviario Torino-Lione”.
Il progetto definitivo della tratta nazionale Avigliana-Orbassano bivio Pronda prevede, infatti, la realizzazione – da Avigliana – di una nuova linea in variante, lunga complessivamente 24 km, fino allo scalo merci di Orbassano.
È previsto un tracciato di attraversamento in galleria naturale, lunga 8 km al di sotto della Collina Morenica, che prosegue poi attraverso una galleria artificiale di circa 4 km. La linea termina con un tratto allo scoperto di ingresso e attraversamento dello scalo di Orbassano per poi congiungersi alla linea esistente di accesso al nodo di Torino.
Il costo aggiornato dell’intera opera è di circa 3 miliardi di euro di cui finanziati 827 milioni di euro.
Ma l’Unione Montana Valle Susa, con i comuni di Avigliana, Caselette e Sant’Ambrogio di Torino, esprime una forte preoccupazione in relazione al progetto definitivo di nuova linea ferroviaria da Avigliana allo scalo di Orbassano presentato da RFI.
Nel corso della conferenza di servizi svoltasi mercoledì mattina presso la sede di Città Metropolitana di Torino i sindaci hanno segnalato le notevoli criticità che emergono dal progetto attuale. In primis per le sue importanti carenze per quanto concerne gli approfondimenti tecnici e ambientali che erano stati già richiesti dal Ministero dell’Ambiente, già 13 anni fa in sede di valutazione del progetto preliminare.
“Si rende quindi ineludibile un intervento di Regione Piemonte (unico ente locale a cui compete un parere vincolante) affinché sia posta la massima attenzione nella VIA, la Valutazione di Impatto Ambientale dell’opera che, diversamente, rischia di essere declassata a mero adempimento amministrativo senza il dovuto coinvolgimento dei territori” dicono i sindaci valsusini.
L’Unione Montana Valle Susa, i comuni di Avigliana, Caselette, e Sant’Ambrogio di Torino chiedono pertanto alla Regione Piemonte di convocare una sua conferenza di servizi, avvalendosi della facoltà presente nella legislazione VIA regionale.
Come sottolineato anche da Città Metropolitana di Torino, le motivazioni addotte per la realizzazione dell’opera riguardano esigenze di traporto ferroviario (modello di esercizio) stimate quasi vent’anni fa e che devono essere aggiornate all’attuale stato del servizio ferroviario metropolitano, evolutosi in termini fortemente differenti da quanto indicato nel progetto di RFI.
“Sono anche altri i profili molto critici a preoccupare i territori come il consumo di suolo estremamente rilevante (pari a circa 1,2 milioni di metri quadrati di cui più della metà espropriati definitivamente) che va a discapito delle attività agricole locali. Inoltre gli enormi volumi di detriti di scavo e materiali da costruzione da movimentare, con centinaia di mezzi di cantiere al giorno che interferiscono con la già critica viabilità di tutta la zona ovest, in particolare nel centro di Avigliana” aggiungono dall’Unione Montana.
“Il rischio idrico del progetto è poi potenzialmente molto elevato. I forti consumi di acqua dei cantieri rischiano di depauperare le falde o gli acquedotti locali. Inoltre RFI prevede di riversare gli scarichi nei canali irrigui utilizzati dalle coltivazioni agricole della zona. L’effetto più pesante è però sulle risorse di acqua potabile: 7 campi pozzi sono fortemente impattati dal progetto, tra questi alcuni alimentano l’acquedotto di Torino. Smat ha già quantificato in 50 milioni di euro il costo per lo spostamento dei pozzi interferiti. RFI, inoltre, vorrebbe scavare tra Rivoli e Avigliana 8 km di doppia galleria, con il rischio di compromissione permanente del delicatissimo equilibrio delle acque dentro la Collina Morenica”.
L’ipotesi di realizzazione della Avigliana-Orbassano ha un costo stimato di 3 miliardi di euro, ma RFI ha dichiarato che gli stanziamenti statali ne coprono meno del 30%. Si tratta di fondi pubblici che rischiano di restare congelati e sottratti al finanziamento di infrastrutture urgenti per il trasporto pubblico locale, quale la Metropolitana di Torino (completamento cantieri linea 1 in corso Francia e costruzione linea 2), mentre appare chiaro che a oggi la restante parte dei finanziamenti non è individuata.
Si tratta di un aspetto tutt’altro da trascurare, posto che i vincoli urbanistici conseguenti all’approvazione del progetto definitivo sarebbero, anche in assenza di risorse, immediatamente esecutivi e vincolanti a tempo indeterminato limitando così le politiche urbanistiche di iniziativa, non solo pubblica, ma anche privata, con un pericolo concreto di paralisi sullo sviluppo strategico dei territori.
All’incontro hanno partecipato anche la vicepresidente della Regione Piemonte, Elena Chiorino, l’assessore alle Infrastrutture Strategiche della Regione Piemonte, Enrico Bussalino, il vicesindaco della Città Metropolitana, Jacopo Suppo, oltre a RFI e FS Engineering (Gruppo FS).
L’obiettivo dei lavori è il completamento e il funzionamento dell’intero Corridoio Europeo Mediterraneo della rete TEN-T, il conseguimento dello shift modale del trasporto merci dalla strada alla ferrovia e lo spostamento dei treni merci dalla linea storica.
Nell’ambito della Conferenza dei Servizi, tutti i soggetti interessati e coinvolti potranno esprimere il proprio parere, segnalare criticità, formulare prescrizioni e proporre eventuali adeguamenti progettuali.
La progettazione ha ricevuto il parere positivo del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ed è in fase di approvazione la Procedura di Valutazione di Impatto Ambientale; a conclusione dell’iter approvativo, RFI proseguirà con le necessarie attività ai fini dell’avvio delle procedure negoziali una volta garantita la completa copertura economica.
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