A San Giuliano non è finita: notificato avviso di conclusione indaginida notav.info del 24-01-2026 https://www.notav.info/post/a-san-giuliano-non-e-finita-notificato-avviso-di-conclusione-indagini/
Sulla piana di Susa si sta giocando una partita tra chi ama e difende la propria terra e chi invece se ne vuole appropriare per devastarla e farne profitto attraverso una gigantesca opera, pericolosa per la salute e per l’ambiente, che divora risorse pubbliche e denaro sporco.
Il 7 ottobre 2024, alle 2 di notte, un’enorme dispiegamento di forze dell’ordine era arrivato dall’autostrada per sgomberare con la forza il presidio permanente che era iniziato due giorni prima, in attesa dell’inizio delle operazioni di presa di possesso dei terreni. (Giusto per fare un appunto, ricordiamo che la proprietà degli intestatari dei terreni rimane tale fino alla conclusione di queste operazioni).
Nei fogli della conclusione delle indagini, viene completamente ribaltata la narrazione degli eventi: il tentativo di proteggere terreni e persone presenti allo sgombero attraverso la costruzione di barriere, viene venduto come interruzione di pubblico servizio dalle ore 2 alle ore 5, quando dall’una la statale SS25 e l’autostrada risultavano già bloccate da un igente spiegamento di forze dell’ordine.
Nei dieci giorni successivi a quella notte, la vera occupazione della statale 25 è stata messa in opera proprio da TELT e dalla polizia, attraverso la creazione di un fortino fatto da new jersey e filo spinato, rendendo difficoltosa la circolazione anche per i mezzi di soccorso, nel totale silenzio dell’amministrazione segusina. Tutto questo per rendere chiaro che la vita dei valsusini e le valsusine sono serenamente sacrificabili agli obiettivi di Telt e che le forze dell’ordine sono totalmente asservite agli interessi delle voraci ditte private sempre in cerca di profitto. Per noi, il diritto “inalienabile” di proprietà non vale più.
Leggendo le carte notificate questa mattina a diversi No Tav, un altro elemento salta subito all’occhio: a tutti e tutte le/gli indagate/i non sono imputati comportamenti specifici, ma specialmente il “concorso morale”. Per tradurre, la questione non è che queste persone abbiano commesso dei reati specifici, ma semplicemente erano lì. Ed ecco che l’effetto governo Meloni non tarda ad arrivare: ormai la questione non è manifestare secondo i principi “democratici”, ma arrivare all’obiettivo che le persone abbiano paura solo ad esserci, ad essere presenti.
Ci spiace, ma ormai è troppo tardi. L’enorme manifestazione dell’8 dicembre e i cortei oceanici degli scorsi mesi per la Palestina, hanno già messo in discussione questo tentativo maldestro di fare terrorismo psicologico su chi si batte per un mondo più giusto e per l’autodeterminazione dei popoli.
La Valsusa è partigiana! Avanti No Tav! |