Breve storia del Presidio No Tav dI BorgoneI primi presidi No-Tav nascono in Val di Susa nell'estate 2005, per contrastare i tentativi di effettuare sondaggi propedeutici alla realizzazione della ferrovia ad Alta Velocità Torino-Lione
In tre Comuni valsusini (Borgone, Bruzolo e Venaus) tra il 20 ed il 29 Giugno 2005, devono essere installati i cantieri per sondaggi contemplati nei PRIMI progetti TAV; in ciascuna delle date fissate viene convocato, per l'intera giornata, il Consiglio comunale esattamente sul terreno interessato. Fin dal primo mattino arrivano centinaia di persone, comitati, sindaci ed amministratori degli altri Comuni della valle. Si inizia il 20 giugno da Borgone.
Si può dire che Borgone sia stata, fra i tre presidi, la sede di rappresentanza diplomatica del movimento. Ha infatti ospitato vari incontri con segretari dei partiti della "sinistra radicale" (che nel 2006 sostenevano ancora la causa NO-TAV), con europarlamentari, sindaci della Recosol - Rete Comuni Solidali, con esponenti di movimenti di base di altri Paesi ed altri continenti. Tutto ciò senza trascurare serate musicali, corsi di canto, di balli popolari, di ricamo.
Poi la notte tra il 23 ed il 24 Gennaio 2010, che stava tra una possente manifestazione NO-TAV a Susa ed un convegno SI-TAV promosso dal PD al Lingotto di Torino, un attentato incendiario di chiaro stampo mafioso distrugge il presidio di Borgone: l'unica cosa che rimane in piedi è la stufa in ghisa al centro della struttura. Varie scritte Si-Tav firmano l'attentato: mentre i carabinieri pongono sotto sequestro penale l'area, gli indizi raccolti a livello popolare individuano oggettivamente i mandanti fra alcune imprese edili della valle. Già nella notte, al propagarsi degli sms, accorrono sul posto molti militanti sgomenti di fronte alla violenza dell'atto, ma ben determinati a non darsi per vinti; alle prime luci del giorno compare un "gabbiotto di cantiere" nel prato di fronte: è l'embrione della ricostruzione del presidio.
Le indagini di polizia e Magistratura non portarono a nulla, esattamente come nei casi di incendio doloso di vari altri Presidi No Tav valsusini.
Nonostante la revisione del progetto Tav avesse spostato il tracciato della linea sul fianco opposto della valle il Presidio di Borgone fu mantenuto attivo fino al 2026 come sede di informazione ed aggregazione per l'ampia comunità degli oppositori delle grandi opere inutili imposte. |