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I RITARDI DEL CANTIERE TAV IN VALSUSA. CAVARGNA:
“CHE CREDIBILITÀ HA TELT SU TEMPI E COSTI DELL’OPERA?”
di Mario Cavargna (Presidente di Pro Natura Piemonte) da valsusaoggi del 21-09-2026
https://www.valsusaoggi.it/i-ritardi-del-cantiere-tav-in-valsusa-cavargna-che-credibilita-ha-telt-su-tempi-e-costi-dellopera/
Quale credibilità ha TELT per parlare di tempi e di costi?
Due mesi fa da “Le Monde” ha denunciato che la TBM (la “talpa meccanica”) che sta scavando un primo tratto di uno due tunnel principali della Torino Lione dal lato francese, è avanzata solo di 250 metri in 275 giorni, cioè 90 centimetri al giorno invece dei 12 metri previsti.
Questo ha innescato polemiche sui ritardi che avverranno nella messa in servizio dell’opera, ma il direttore generale di TELT ha riconfermato sul quotidiano che la messa in esercizio della nuova linea Tav avverrà tra 7 anni, nel 2033, e che l’aumento dei costi non li preoccupa, perché godono della revisione automatica.
La stessa cosa è stata detta dal vicedirettore generale nell’incontro a Susa del 15 settembre scorso.
I tempi nascosti della durata dei lavori
Gli esponenti più in vista della Tav Torino Lione, a partire da Virano e Foietta, hanno sempre dichiarato date per la entrata in servizio di 7-8 anni dopo l’avvio dei lavori di scavo definitivi con le TBM, che a loro volta sono seguiti ai lavori di sondaggio, di allestimento e di scavi preparatori. Si tenga conto che per il Gottardo ed il Brennero i lavori preparatori sono durati 10 anni e, per la Torino Lione, 24 anni.
Ma tali tempi di messa in esercizio non sono veri!
Dopo il termine dello scavo occorrono almeno 6 anni per attrezzare le fasi tecnologiche ed i collaudi, prima di poter far passare regolarmente i treni: questo periodo TELT non lo ha mai calcolato e la politica ha sempre fatto finta di non saperlo!
Il tunnel del Gottardo ha iniziato lo scavo definitivo con le TBM nel 2002 e lo ha terminato nel 2010, ma è entrato in esercizio a luglio 2016, dopo 15 anni.
Il tunnel del Brennero ha iniziato lo scavo definitivo con le TBM nel 2018, lo ha terminato nell’agosto 2026 e prevede la messa in esercizio nel 2032, ma Wikipedia lo dà già per il 2036. dopo 18 anni.
Che credibilità può avere TELT che, dopo aver impiegato 24 anni anziché 10 per la fase preliminare, dice che la Torino Lione entrerà in esercizio in 7 anni invece che in 14-18 anni?
I costi nascosti
Naturalmente tutte le altre previsioni di TELT vanno giudicate con lo stesso metro, a partire dai costi dell’energia: ogni TBM consuma circa 66 milioni di kwh all’anno, e 7 TBM consumeranno 420.000 kwh all’anno, cioè come una metropoli di 350.000 persone; ma i costi energetici globali saranno probabilmente il doppio, a partire da quelli per la produzione di ferro e cemento.
Per questo, oltre che di costi in termini energetici bisogna parlare di costi effettivi: la correzione del preventivo a 14,7 miliardi di euro, fatta nel 2025, è stata solo un adeguamento alla inflazione reale e non ha riguardato gli aumenti delle materie prime. Su Wikipedia si può verificare che il ferro per l’edilizia è aumentato del 50-70% dal 2021 ad 2025 e che il cemento, il più energivoro dei materiali, è cresciuto di oltre il 60% ancora prima delle future grandi ricostruzioni postbelliche.
E non si tratta di volumi da poco: su 160 km di galleria complessivi della tratta internazionale, il ferro sarà impiegato in misura di 12.000 tonnellate al km ed il cemento in 25.000 mc al km.
Il conto è presto fatto, ed è spaventoso anche senza aggiungere le 40.000 tonnellate di additivi speciali gravemente sospetti di contenere PFAS.
Le altre incognite dello scavo
A parte i dati che abbiamo evidenziato, ci sono altre enormi incognite aggiuntive. Finora Telt (la società del tunnel) sta lavorando in Francia, in Maurienne, a poche centinaia di metri sottoterra, ma sarà diverso quando dovrà affrontare le enormi coperture sino a 2.800 metri di roccia del tratto di 26 km tra Modane e Susa, sotto il massiccio montuoso dell’Ambin, dove le pressioni dell’acqua di 200-250 atmosfere potranno creare enormi problemi ed, in combinazione con altri fattori, rendere impossibile lo scavo.
Sia il Gottardo che il Brennero non hanno avuto tratte di scavo altrettanto lunghe, né coperture altrettanto alte.
Le coperture del Brennero sono circa la metà della Torino Lione e questo ha voluto anche dire che le temperature massime della roccia riscontrate hanno avuto una punta massima di 40°C invece dei 75°C previsti sotto l’Ambin.
Il Gottardo ha avuto pochi problemi per l’amianto e nessuno per la radioattività di uranio e radon; il Brennero, per nessuno dei due.
I problemi per rocce “carsiche” sono stati limitati alla sacca di Priora per il Gottardo e quasi nulli al Brennero, mentre saranno estesissimi e non sufficientemente indagati nel massiccio del Moncenisio.
E’ per questo e per molte altre cose, come la misteriosa ragione che impedisce ad esseri viventi di raggiungere il fondo della galleria esplorativa di Chiomonte, o la firma del contratto per lo scavo della parte italiana che non contiene l’indicazione di una data di fine lavori, che non ci sentiamo di condividere quanto dichiarano i responsabili della Torino Lione.
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