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Torino-Lione

TAV: a che punto siamo?

gennaio-giugno 2019

In questa pagina presentiamo documenti e articoli riferiti in particolare alla nuova linea ferroviaria Torino-Lione

Gli articoli e i documenti sono presentati in ordine cronologico (i più recenti per primi)

 

Per documenti relativi ad un altro periodo vedi:


 


 

 

[23-04-2019] Francia: parlamentari e sindaci chiedono lo stop al Tav Torino-Lione

In Francia diversi deputati, senatori, sindaci e consiglieri regionali di tutti i partiti indirizzano una lettera aperta (qui la traduzione italiana) al Presidente della Repubblica ed al Governo per chiedere di continuare ad utilizzare le linee esistenti e rinviare il progetto della nuova Torino-Lione: vista la sua difficile sostenibilità finanziaria (come ripetutamente asserito dalla Corte dei Conti) propongono di ri-allocare gli investimenti  in opere realmente generatrici di occupazione, miglioramento ambientale e della salute pubblica. Vedi l'articolo di Reporterre del 20 Aprile


 

[13-04-2019] Tav: tratta francese verso Lione o verso Digione?

Da una recente lettera della ministra dei trasporti Borne al prefetto di Lione (vedi l'originale francese e la traduzione italiana) si deduce che la Francia intenda tuttora rinviare di decenni la tratta nazionale Tav verso Lione, ammodernando in alternativa la linea esistente tra Modane e Digione, da dedicare in special modo alle merci. Una ben diversa direzione! Questa scelta farebbe per ora risparmiare ai Francesi buona parte di quegli 11 miliardi di costo della tratta con 5 gallerie verso Lione (si, ma al di qua delle Alpi "nessuno è fesso": così verrebbe meno il motivo utilizzato per far pagare di più all'Italia il tunnel di base!). A sostegno della nuova proposta la ministra Borne fa sfoggio, fuori tempo massimo, di un principio di buon senso: prima modernizzare la rete esistente, poi, se l'aumento di traffico lo richiederà, costruire nuove sezioni. (Leggi)


 

 

 

 

[10-04-2019] Improvvisamente la Francia avvia studi per la sua tratta Tav nazionale. E' un bluff?

All'Italia che oggi le chiede di rivedere la ripartizione dei costi del tunnel internazionale, la Francia dice di voler studiare i costi della sua tratta nazionale: sono gli studi che ha ripetutamente rimandato ad anni successivi al 2038. Mentre continua a non stanziare nemmeno un euro per l'opera, con questa mossa Parigi probabilmente spera di poter mantenere l'alibi che impone un maggior onere ai contribuenti italiani. Vedi i dettagli


 

[08-04-2019] Quanto e come i media manipolano l'opinione pubblica

Domenica 31 Marzo si è svolto a Torino, nella sala grande del cinema Massimo, il convegno "La fabbrica del consenso" promosso da Presidiare la democrazia - Controsservatorio Valsusa. E' stato un incontro molto partecipato in cui sono stati illustrati dati impressionanti sulla campagna pro-Tav condotta nei mesi scorsi da Stampa, Repubblica e Tg3 Piemonte; è quindi stata presentata un'analisi dei meccanismi di una manipolazione dell'informazione volta ad orientare l'opinione pubblica, con esempi assai significativi. Molto apprezzate le riflessioni svolte sul tema della giornata dagli ospiti Wu Ming1 e Tomaso Montanari. Pubblichiamo anche su questo sito gli atti del convegno, resi disponibili dal Controsservatorio. Rappresentano un ideale coronamento delle nostre anticipazioni del 13 Gennaio , del 30 Gennaio e 7 Marzo di quest'anno.


 

[07-04-2019] La politica taglia il numero dei Si Tav in piazza

Le madamin e Mino Giachino ci hanno provato in ogni modo, ma alla fine l'imminente campagna elettorale ha limitato la partecipazione alla nuova manifestazione Si Tav a Torino. Allestita con cura a supporto della ri-candidatura regionale di Chiamparino, l'unica presenza partitica era quella del Pd con qualche ancella di "+ Europa". Assenti la Lega, con le sue contraddizioni, e Forza Italia che ha preferito non misurarsi sulla piazza (promette un flash-mob con Berlusconi al cantiere di Chiomonte). Il grosso del corteo era rappresentato da anziani sabaudo-borghesi, associazioni imprenditoriali e sindacati edili di Cisl (numerosi) e Cgil (pochi e un po' imbarazzati) pronti a cementificare anche il mare in nome del lavoro. In scena i soliti slogan vuoti e fantasiosi, riassumibili in "Tav panacea di tutti i mali d'Italia e d'Europa".


 

 

 

[03-04-2019] Tre libri "No Tav" freschi di stampa

Nei mesi di Febbraio e Marzo 2019 sono usciti tre testi che vanno ad arricchire la vasta produzione editoriale in tema di Tav Torino-Lione. Due di questi sono nuovi: Governare il conflitto di Xenia Chiaramonte e Perché No Tav di autori vari (anche in edicola con il Fatto Quotidiano). Il terzo testo è la riedizione di Resa dei conti alla Maddalena di Fabrizio Salmoni, aggiornato ed ampliato. Sono ora inseriti nella nostra selezione, oltre che nella più ampia bibliografia del centro di documentazione "Tracce No Tav"


 

 

[02-04-2019] Le grandi opere inutili fanno bene? Solo ai lobbysti del cemento, politici in primis.

L'analisi costi-benefici sul Tav è stata da subito attaccata violentemente da sedicenti esperti improvvisati e dall'arco partitico Lega, Pd, Forza Italia e Fratelli d’Italia. "Si Tav, si tutto!" è il principio con cui costoro intendono affermare il primato della politica sulla scienza nel decidere un'opera: "fa comunque il bene del Paese e porta lavoro". Sanno bene che simili slogan ottengono facilmente consenso tra la gente, specie in tempi di crisi nera; e sanno che quando in futuro (dopo decenni di cantieri) la realtà li avrà smentiti, loro saranno ormai personalmente arricchiti. Leggi


 

 

 

[27/03/2019] La setta di Foietta

La sua funzione di presidente dell'Osservatorio per la Torino-Lione è scaduta, ma l'architetto Paolo Foietta non si capacita. E la lobby del Tav lo appoggia, a cominciare dal governatore regionale Chiamparino. Così lunedì scorso l'Osservatorio si è provocatoriamente "autoconvocato" nominando Foietta suo "portavoce". Significativa sede della riunione la Camera di Commercio di Torino. Seguiranno, dicono gli adepti, altri incontri.


 

 

 

[24-03-2019] Roma: corteo per il clima e contro le grandi opere inutili

Si è svolta ieri pomeriggio a Roma una grande manifestazione per la tutela del clima e dell'ambiente e contro le grandi opere inutili ed imposte. L'incontro dei tanti movimenti italiani di difesa dei territori in una giornata di lotta comune ha espresso una forte potenzialità di opposizione a tutte le aggressioni che vengono portate alla salute ed all'ecosistema in nome di una crescita economica incompatibile con il futuro delle nuove generazioni. Vedi anche il video e guarda le foto di Diego Fulcheri


 

 

 

[23-03-2019] Macron fa il gradasso. Come chi sa di avere torto

La miglior difesa è l'attacco. A margine del brevissimo incontro italo-francese di ieri, chiesto dal premier Conte per avviare una revisione degli accordi sul Tav Torino-Lione, l'omologo Macron ha detto che non è un problema della Francia. Come dire: continuerete a pagare di più voi, anche se la giustificazione della maggior estensione della nostra tratta nazionale è caduta. Come dire: non preoccupatevi se non abbiamo ancora messo la nostra quota di finanziamento. Leggi qui


 

[22-03-2019] Si Tav: la grande ammucchiata

Le 7 avatar del'estabilishment sabaudo (le cosiddette. "madamin") ed i loro registi hanno fin dall'esordio sfruttato scientemente il "Si Tav" per aggregare facilmente il massimo di schieramenti politici contro l'amministrazione 5 Stelle torinese e riempire così facilmente piazza Castello. Ora però siamo in campagna elettorale e le bandiere di partito bisogna farle sventolare: difatti due recenti tentativi madamineschi di convocare nuove manifestazioni a-politiche per il Si (9 e 17 Marzo) sono stati un flop colossale. Capita l'antifona, ci riproveranno il 6 Aprile, stavolta con l'invito esplicito a portare i simboli di partito. Con due obiettivi: avere più gente, in una specie di gara a dimostrare chi davvero è più Si Tav, e forzare la Lega a schierarsi apertamente rompendo i lacci del contratto di governo.


 

 

 

[13-03-2019] Virano uomo per tutte le stagioni?

Nel '98, da AD della Sitaf diceva che puntare a spostare traffico da strada a ferrovia è velleitario ed illusorio. Poi, dopo un rimbalzo al vertice dell'Anas, è diventato Commissario di governo del Tav Torino-Lione, a predicare l'opposto su camion e treni. Grazie alle sue doti di architetto illusionista e suggestionatore sempre pagate profumatamente. Ora è direttore generale di Telt, nonostante sia una posizione che l'Antitrust ha dichiarato incompatibile col suo precedente incarico per conflitto di interessi. Di sicuro è un potente esponente del partito trasversale del cemento e tondino, ma davvero è insostituibile?


 

 

 

 

 

[13-03-2019] Migliorare l'attuale linea ferroviaria del Frejus: molto meno costoso del Tav e comunque indispensabile

Intervista ad Alberto Poggio, ingegnere componente della Commissione tecnica Torino-Lione nominata dai Comuni che si oppongono alla realizzazione di una nuova linea. Leggi


 

 

 

 

[12-03-2019] 6 mesi per dire come ammodernare la ferrovia esistente

Da sempre la proposta alternativa dei No Tav è ammodernare la linea Torino-Lione che già esiste. L'attuale pausa di 6 mesi può essere l'occasione per definire le linee di un progetto in tal senso. Dal Parlamento europeo anche Monica Frassoni sostiene l'esigenza di una prospettiva alla luce della priorità di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.


 

 

[12-03-2019] Il problema è il timoniere

Ieri Telt ha lanciato gli avis de marché per il tunnel di base secondo il mandato governativo, ossia inserendo la clausola della possibilità di revoca indicato dal premier Conte. Per il Tav si tratta dunque di un passo davvero reversibile? Si apre veramente una pausa di 6 mesi in cui ridiscutere l'opera con pari opportunità per il Si e per il No? Difficile credere che tutto resterà fermo, specie perché intanto al timone della società operativa (Telt) resta quel Mario Virano che non ha mai mostrato neutralità, neanche quando sarebbe stato suo compito istituzionale, negli anni di presidenza dell'Osservatorio sulla Torino-Lione.


 

[10-03-2019] Il Governo decide un rinvio per il Tav. Ma si è ben lontani da un vero stop.

Il nocciolo sta tutto in due lettere: una del premier Conte indirizzata a Telt e la risposta di quest'ultima. Il cavillo trovato ed utilizzato è questo: Telt può pubblicare un avviso che inviti le imprese a manifestare il proprio interesse per i lavori del Tav, ma non i capitolati d'appalto che determinerebbero vincoli giuridici tra le parti (mentre invece si vuole avere la possibilità di annullare i bandi, stante che Governo sostiene di voler a breve "rivalutare la realizzazione dell'opera"). Fin qui carta canta. Poi, nei commenti, il M5s afferma che entro 6 mesi sarà ridiscusso l'accordo con la Francia per la suddivisione dei costi, ora sbilanciata a sfavore dell'Italia, passando così oltralpe il cerino acceso della scelta per il si o il no. La Lega dice invece che va bene cercare di risparmiare, ma comunque si andrà avanti con la realizzazione della linea. In questo modo intanto si arriva oltre Maggio, mese delle elezioni regionali ed europee.


 

 

 

 

[10-03-2019] Le ditte che hanno già lavorato al Tav

Quelle di grandi dimensioni hanno avuto guai economici e giudiziari; quelle piccole e locali sono in genere fallite ed alcune di loro hanno fatto da cavallo di Troia per la 'ndrangheta. Lo hanno accertato le inchieste (processi "minotauro") e parlano chiaro le intercettazioni. Che evidenziano bene anche i contatti con i politici. Leggi


 

[09-03-2019] Tav, Tav, Tav: è in gioco il sistema di potere

Come si spiega la tempesta perfetta che da Novembre occupa ogni giorno l'apertura dei TG e le prime pagine dei giornali? E' il consolidato sistema di potere che usa tutte le armi a disposizione per salvare se stesso. Da chi è composto? Dalla cricca dei grandi costruttori che da sempre lucrano coi soldi pubblici, dagli innumerevoli politici a loro libro paga (pacchetti di voti o arricchimento personale), dalle imprese delle nuove mafie che coi subappalti riciclano il denaro della droga, ed infine da poveri Cristi abituati ad accontentarsi delle bricioline che cadono da una simile abbuffata. Tutti vogliono una sola cosa: arraffare il più possibile qui e subito: chi se ne frega del futuro, delle nuove generazioni, dell'ambiente, del clima sul pianeta.


 

 

 

 

[09-03-2019] “La Torino-Lione è dannosa: Parigi e Ue la devono fermare”

Sono parole della presidente della Commissione trasporti del Parlamento europeo, intervistata in questo articolo. Che continua: "il mondo è cambiato. Se vogliamo migliorare il nostro ambiente e non portarlo allo sfascio come stiamo facendo, dobbiamo curarci dell’esistente"


 

[07/03/2019] Tav: una pressione mai vista sull'opinione pubblica (e contro i 5 Stelle)

Politici ed imprenditori del Partito Trasversale degli Affari aumentano a livelli parossistici le pressioni di lobby, a tutti i livelli, per cercare di garantirsi un Si governativo (ed eventualmente parlamentare) all'opera. Si va avanti ormai da 4 mesi ed è ancora un crescendo, un martellamento che la gente inizia a non sopportare più. In testa i media, protagonisti assoluti: solo Stampa e Repubblica, da inizio 2019 ad oggi, hanno pubblicato on-line oltre 270 articoli; sono 193 negli ultimi 36 giorni. C'è mai stato in passato un simile bombardamento su di un altro tema qualsiasi, per quanto grave fosse? Credo proprio di no. Ha ragione chi dice che il Tav Torino-Lione è l'affare del secolo! Che parla direttamente alle tasche di tangentisti, mafiosi, corrotti e corruttori. E smuove chi nel "sistema grandi opere" ne faceva le veci e vorrebbe continuare a farle.


 

 

 

 

[05-03-2019] Tav: i nodi cruciali di questa settimana

Il Governo italiano ha promesso che entro questa settimana prenderà una decisione sul Tav Torino-Lione. A questo fine ha in agenda una serie di riunioni di approfondimento tecnico e politico sui diversi aspetti del progetto in essere. In vista di tali approfondimenti la Commissione tecnica ha pubblicato un documento contenente gli elementi fondamentali da considerare.


 

[05-03-2019] La Francia ciurla nel manico

Macron è stato evasivo a proposito del Tav nell'intervista trasmessa domenica 3 a "Che tempo che fa". E c'è un motivo: detto in soldoni la Francia, che non mette un euro di finanziamento per il tunnel di base, aspetta che sia l'Italia a toglierle le castagne dal fuoco fermando l'opera. Così, caso mai, potrà anche chiederci dei risarcimenti per i lavori (tutti sondaggi geognostici) che finora ha svolto. E' la stessa Francia che già godrebbe di un minor costo del tunnel (60 milioni a Km contro i nostri 280), anche se il venir meno della sua tratta nazionale fino al 2038 in realtà avrebbe dovuto comportare di ri-negoziare la ripartizione degli oneri. Fanno i furbi alla grande, confidando sulla nostra dabbenaggine.


 

 

[02-03-2019] Telt non può e non deve lanciare gli appalti

Ribadiamo: è l'articolo 16 del trattato franco-italiano del 2012 ad impedire le gare: ad oggi manca infatti il finanziamento francese dell'opera, condizione indispensabile perché si possa procedere. Lanciarli comunque in una sorta di modalità esplorativa, come alcuni sofisti vorrebbero, sarebbe un'operazione che apre a possibili complicati contenziosi, nonostante norme di diritto francese sembrino consentire una successiva revoca. La Commissione tecnica che assiste i Comuni No Tav ha inviato al governo una nuova dettagliata lettera di chiarimenti tecnici e giuridici sulla delicatissima materia.


 

 

 

[02-03-2019] Foietta non è finito ad ingrossare le fila dei disoccupati

L'ex commissario ha dovuto dire addio al lauto stipendio governativo, ma per sua fortuna non è precipitato nella disoccupazione ed in povertà: il suo amico di partito (Pd) Chiamparino gli ha subito trovato un nuovo lavoro. Con la formale approvazione della giunta del Piemonte, da lunedì Foietta svolgerà per la Regione "un incarico di collaborazione per attività di presidio stategico e aggiornamento sugli sviluppi dell’adeguamento dell’asse ferroviario Torino-Lione" . Almeno fino a Maggio, mese delle nuove elezioni.


 

 

[02-03-2019] La Torino-Lione non ha proprio senso

Lo afferma il prof. Gerardo Marletto, professore di Economia applicata nell’Università di Sassari, che conosce il Tav da molti anni. Per valutare un progetto occorrerebbe confrontare tra loro diverse alternative, compresa l'opzione zero, per valutare quale sia la più idonea a raggiungere gli obiettivi che ci si prefigge. Con la Torino-Lione, invece, assistiamo ogni giorno a dichiarazioni di politici ed imprenditori che caricano un unico progetto di un numero sempre maggiore di obiettivi. Una sorta di processo inverso che non ha senso tecnico-economico


 

[27-02-2019] Chiamparino vuol fare di un referendum taroccato sul Tav la sua campagna elettorale

Chiamparino vuole indire una consultazione dei Piemontesi come atto politico: ieri ha fatto approvare la sua proposta dal Consiglio regionale, dichiarando esplicitamente di fare così pressione sul governo (la Lega) affinché ordini a Telt di lanciare gli appalti del tunnel di base. Un vero referendum regionale consultivo ad-hoc è formalmente irrealizzabile: mancano del tutto i presupposti legali ed i tempi per costruirli. Se finisse per diventare prigioniero della sua stessa proposta, a Chiamparino non resterebbe che tentare un'applicazione molto forzata (a rischio di cause legali) dell'articolo 86 dello statuto regionale "consultazione di particolari categorie di cittadini". Altrettanto tarocca ci pare l'idea del quesito: "Bisogna chiedere ai cittadini non se vogliono la Tav, ma cosa pensano del fatto che il governo la sta bloccando"


 

[27-02-2019] La favoletta dell'urgenza degli appalti

Ci raccontano che Telt deve lanciare gli appalti del tunnel di Base del Tav entro metà Marzo, o l'Italia perderà 300 milioni del finanziamento europeo. Occorre precisare (ancora una volta!): primo, che finora l'Europa ha finanziato solo scavi esplorativi e nessun lavoro sul tunnel è ancora partito; secondo, che gli appalti non possono essere avviati perché (come recita l'art. 16 del trattato Italia-Francia del 2012) non tutti i fondi per l'intero tunnel sono stati resi disponibili, in particolare dalla Francia; terzo, la Ue potrà stanziare finanziamenti per il tunnel di base solo quando il Parlamento post-elezioni avrà approvato il bilancio 2021-2027 e dunque oggi non esistono 300 milioni a questo titolo che siano a rischio. Tutto ciò è ben evidenziato in questo estratto dal parere legale del prof. Foà del 25 Gennaio 2019 (qui il documento completo)


 

 

 

 

[27-02-2019] I milioni UE? Già persi, per colpa di Telt

Parte del finanziamento europeo che era stato predisposto per i sondaggi geognostici del Tav non potrà essere acquisita a causa dei ritardi accumulati da Telt nell'esecuzione di quei lavori. Cosa che peraltro si ripete oggi dal lato francese. Ed era già successo nel 2013, col precedente stanziamento UE. Vedi il comunicato del Presidio Europa No Tav.


 

 

 

[25-02-2019] Ormai è nausea per la propaganda Si Tav bugiarda

Tra gli argomenti dell'insopportabile disinformazione portata avanti senza sosta dalla lobby pro-Tav continua ad esserci anche questo: "Se non si fa la Torino-Lione salta la linea Lisbona-Kiev". Peccato che nel 2012 abbiano rinunciato al tratto Madrid-Lisbona, e che manchino tuttora pure la Barcellona-Marsiglia, la Milano Venezia Trieste Lubjana Budapest Kiev (3.000 km in tutto). Un deserto che in modo documentato descrivevano già nel 2013 Andrea De Benedetti ed il compianto Luca Rastello con il libro "Binario morto"


 

 

 

[22-02-2019] Alla Camera passa una mozione Lega-M5s: il progetto Tav va rivisto

Insorgono le varie componenti della lobby Si Tav di ogni ordine e grado, media in testa. Salvini si difende dicendo che si rivedrà l'opera facendo dei risparmi di costo sulla tratta nazionale italiana. Dalle segrete stanze c'è chi fa trapelare che entro Marzo si permetterà a Telt di lanciare le gare per il tunnel di base, per non perdere i 300 milioni della Ue. Altri rispondono che si, ma gli appalti si potranno comunque rendere inoperativi. Questioni di cerchiobottismo e cavilli, in attesa delle prossime elezioni regionali ed europee. Il testo della mozione


 

 

 

 

[20-02-2019] Il Tav contrastato ovunque

Ha una storia di 20 anni il progetto del Tav San Francisco-Los Angeles, contro cui lottano comunità locali ed ecologisti. Recentemente lo stato della California ha accantonato varie tratte ed il presidente Trump ha risposto tagliando 930 milioni di dollari di finanziamenti federali e chiedendo la restituzione di 2,5 miliardi. Destini comuni. Forza No Tav di tutte le latitudini!


 

 

[20-02-2019] Bufale regionali transfrontaliere

Lunedì 18 il vicepresidente della regione Rhone Alpes Blanc ed il presidente piemontese Chiamparino si sono incontrati ed insieme hanno diffuso una falsa notizia: la Ue finanzierà al 50% non solo la tratta internazionale della Torino-Lione, ma pure le tratte nazionali. I media non se la sono fatta scappare: invece di verificarla alla fonte hanno fatto calcoli sul risparmio di miliardi. In serata è giunta la sonora smentita del ministero francese: è un'ipotesi sul tavolo, ma niente di più. Ne discuterà il futuro nuovo parlamento europeo che uscirà dalle urne, quando tratterà il bilancio 2021-2027.


 

 

 

 

[20-02-2019] Appalti per il tunnel di base: rinviati

Su richiesta informale del governo italiano, Telt ha deciso un "breve rinvio" per il lancio degli appalti inerenti la porzione francese del tunnel di base del Tav. Il rappresentante UE presente al CdA di ieri ha comunicato che in mancanza del tempestivo avvio delle gare il contributo europeo sarà tagliato di 300 milioni: giusto per non forzare.


 

[18-02-2019] Occhio al CdA di Telt del 19 Febbraio!

Occhio: domani Telt potrebbe decidere di lanciare gli appalti per la parte francese del tunnel di base, anche se il governo italiano non ha ancora formalizzato alcuna decisione sulla realizzazione dell'opera. Possibile? Si, perché a votare l'eventuale decisione sarebbero i rappresentanti dell'italia nel consiglio di amministrazione, nominati dai precedenti governi: Virano, Signorini, Baccelli, Scalera e Mannozzi, che il ministro Toninelli non ha finora rimosso o sostituito, nonostante vari solleciti. Contro l'avvio dei bandi, In realtà, vi sarebbero aspetti legislativi francesi difficilmente applicabili al caso, e soprattutto mancherebbe la piena disponibilità dei finanziamenti di Francia ed Europa, vincolo contenuto negli accordi internazionali (vedi in proposito la lettera inviata oggi al Ministero dalla Commissione Tecnica Torino-Lione).


 

[17-02-2019] Massima stima e solidarietà a Monica

Monica è No Tav ed anche consigliere comunale a Giaglione, il cui territorio confina col cantiere Tav in Clarea. Giorni fa il sindacato di polizia Sap ha segnalato al sindaco del paese che Monica era alla manifestazione di sabato 9 Febbraio a Torino, indetta per protestare contro lo sgombero de "l'Asilo", avvenuto in settimana. Il sindaco Ezio Paini (oggi non lo diresti, ma fino al 2012 era nel Prc) risponde al Sap con una lettera piena di livore contro la propria consigliera: arriva ad auspicare che il prefetto la destituisca dall'incarico. Monica invece è persona eccezionale, impegnata sempre con abnegazione per il territorio. Come ad Ottobre 2017, quando per giorni lottò insieme agli altri volontari No Tav per spegnere gli incendi devastanti che colpirono la Val di Susa. Vedi il comunicato del Movimento No Tav.


 

[16-02-2019] La Ue, un Giano bifronte

Da Bruxelles Enrico Brivio ammonisce l'Italia: rispetti gli accordi finanziari con l'Europa in tema di Tav Torino-Lione, opera strategica. Come dire: bando alle analisi costi-benefici, si proceda in fretta. Se cercate in rete, trovate che Brivio è un giornalista attivo presso l'uffico stampa della Commissione europea, dunque un suo portavoce. All'opposto della Commissione, la Corte dei Conti europea è molto attenta ai numeri, e nel suo dossier del Giugno scorso afferma che “L’idea di costruire queste linee si basa spesso su considerazioni politiche, non su analisi credibili, ed è raro che ci si avvalga di analisi costi-benefici per approdare a decisioni efficienti in termini di costi” Così “La rete ferroviaria ad Alta velocità in Europa non è una realtà, bensì un sistema disomogeneo e inefficace


 

[15-02-2019] Fuoco di fila sull'analisi costi-benefici

La campagna di denigrazione della ACB resa pubblica lunedì 11 è cominciata subito: era preparata da tempo nelle fila della lobby trasversale del Tav. Gli alfieri Salvini, Chiamparino e l'ex commissario Foietta sono stati degnamente supportati dagli interi organigramma di Lega, Pd, Fi, Fdi e sindacati edili: "un'analisi-truffa", "farlocca", "omertosa", "conti strani" eccetera eccetera. Altrettanto pronte erano un paio di "contro-analisi" redatte sbrigativamente, dallo stesso Foietta e dall'ingegner Coppola, quinta colonna infiltrata nella commissione del prof. Ponti. Confermando la trentennale indisponibilità a discutere di dati oggettivi, il fronte Si Tav ha rilanciato i suoi slogan tarocchi quali "Va fatta, porta 50mila posti di lavoro!", "toglie i Tir, migliora l'aria","le penali costano più dell'opera" e via dicendo.


 

 

[13-02-2019] Dalla Francia: a noi il Tav conviene solo se l'Italia ce ne paga una nostra parte

Già nel dossier di inchiesta pubblica del 2006 alla voce "bilancio per la collettività" veniva scritto "L'operazione è positiva per la Francia in quanto l'Italia si fa carico della maggior parte dell'investimento" (2,2 miliardi in più rispetto all'equa ripartizione); questo all'interno di un bilancio internazionale complessivo valutato in perdita per 2,88 miliardi. A partire dal 2012 la Corte dei Conti di Parigi ha ripetutamente confermato la negatività economica, esortando a rinviare l'opera al futuro. Lo stesso ha fatto il Consiglio di orientamento sulle infrastrutture nel 2018. Ce lo ricordano oggi i nostri compagni francesi di lotta.


 

 

 

[12-02-2019] L'analisi costi-benefici per il Tav Torino-Lione boccia sonoramente l'opera

Si certifica che la realizzazione del progetto porterebbe ad un risultato negativo che sta tra i 5,7 e gli 8 miliardi: una stroncatura senza appello. Decine di anni di riflessioni e di valutazioni trasportistiche, economiche e giuridiche, presentate e sostenute soprattutto dal Movimento No Tav, avevano già in passato definito questo progetto come una Grande Opera Inutile e Imposta. E' arrivato il momento di scrivere il capitolo finale della Torino Lione: si proceda alla chiusura dei cantieri. Vedi anche la relazione giuridica associata


 

 

[10-02-2019] La Co2 va ridotta ora, non (forse) tra oltre 20 anni

Costruire il Tav significa emissioni aumentate per almeno 10 anni di cantiere e per la produzione dei materiali necessari, dal cemento ai metalli. Poi ci vorranno altri 10 anni esercizio a minor impatto per compensare. Si arriva almeno al 2040 e a quel punto, se tutti continuano così, saremo in emergenza climatica irreversibile, ossia sarà troppo tardi per iniziare a risparmiare Co2. Adeguare oggi l'esistente, e intanto mettere gli investimenti nell'economia verde, sarebbe agire responsabilmente nei confronti del pianeta e delle future generazioni. Vedi anche il video dell'intervento di Luca Mercalli a Tav, no grazie. Torino merita di più


 

 

 

[09-02-2019] Condannato in appello Davide Falcioni

Da giornalista aveva documentato, nel 2012, l'ingresso pacifico, dialogante, di militanti No Tav negli uffici di una ditta attiva nel cantiere Tav di Chiomonte. Lo scorso 9 Aprile fu condannato in primo grado a 4 mesi per concorso in violazione di domicilio. Nel processo di appello perfino l'accusa, la procura, ha chiesto l'assoluzione. Il collegio dei giudici ha invece sorprendentemente confermato la condanna


 

 

 

 

[09-02-2019] Sicurezza dei tunnel: due pesi e due misure

Riceviamo dall'associazione Idra di Firenze, e volentieri pubblichiamo. La lobby del Tav Torino-Lione fa leva sul fatto che l'attuale tunnel ferroviario del Frejus non rispetta le nuove norme di sicurezza: allora va adeguato subito, non tra 20 anni! Intanto c'è anche il tunnel dell'alta velocità Bologna-Firenze fuori norma, ma di questo nessuno parla...


 

[09-02-2019] Altro cavallo di battaglia zoppo: i Tir in Valsusa che il Tav eliminerebbe

Ogni giorno al valico del Frejus passano 2.100 camion, sulla tangenziale di Torino 80.000. Sulla tratta A32 della Valsusa i Tir sono in tutto 3.300, di cui ovviamente 1.200 non vanno in Francia, ma appartengono alla maggioranza di viaggi locali di breve percorso. Se col Tav venisse riattivato il centro intermodale di Orbassano per caricare le merci sul treno, significherebbe farci arrivare i Tir mediante la tangenziale torinese. Come dire: l'inquinamento sottratto alla valle si sommerebbe a quello (già da record) di Torino. Nella foga di dimostrare l'emergenza camion, un ligio giornalista de Il Corriere ha montato una fake-news presto scoperta: il suo video mostrava si una coda di Tir, ma non sulla A32, bensì sulla A22. Si allarga l'ampia schiera dei pennivendoli senza professionalità e senza dignità.


 

 

[05-02-2019] L'uso infingardo del verbo "restituire"

Un finto scoop al giorno toglierà i No Tav di torno? Foietta, Virano ci credono; e media, politici, ed im-prenditori vanno loro dietro incondizionatamente, ripetendo a macchinetta il mantra del giorno. Ieri è stata la volta di "Se si tarda ancora l'avvio, o addirittura (brivido!) si cancella l'opera, bisognerà restituire 500 milioni alla UE" A chi lo hanno fatto dire? ad un fantomatico - e del tutto imprecisato - portavoce della Commissione europea. In realtà si sa che la UE dà concretamente i soldi solo a lavori ultimati; ovvio quindi che se certi lavori non si fanno, la quota UE relativa non arriverà. Non che Virano l'abbia in tasca e debba "restituirla".


 

[05-02-2019] Ecco l'origine della sparata sui 24 miliardi di costi di abbandono dell'opera

In questi giorni di martellante sfinimento (la Tav, la Tav...) i deus-ex-machina promotori dell'opera, Virano e Foietta, passano veline e slogan a chiunque: in particolare ai media ed a Salvini. Fanno loro dire bugie e bestialità sempre più esagerate, sperando che frotte di creduloni disinformati ci caschino e alla fine cada pure l'argine No Tav. La sparata di Salvini, che per un paio di giorni ha citato un dossier "della Lega" suglii strabilianti costi che comporterebbe l'abbandonare il progetto, era fondata in realtà su una fantasiosissima tabella di un vecchio studio (del 2014, costato a noi contribuenti 60mila euro) curato da un gruppo di docenti della Bocconi a libro-paga del proponente e costruttore del Tav: chi, come Roberto Zucchetti, è stato consulente dell'osservatorio tecnico di Virano, chi, come Oliviero Baccelli è da 4 anni nel consiglio di amministrazione di Telt.


 

 

 

[01-02-2019] Una volta fatte, le grandi opere italiane rivelano ben maggiori costi e ben minori benefici

Lo scrive Dario Balotta, Presidente dell’ Osservatorio Nazionale Liberalizzazioni e Trasporti (Onlit): i costi preventivati in genere poi nel tempo si triplicano, mentre i benefici vengono sovra-stimati in fase di progetto per giustificare l'opera. "Quando gli imprenditori chiedono il rilancio degli investimenti, purtroppo, pensano ancora a quelle vecchie logiche dove ce n’è per tutti e dove la lievitazione dei costi diventa la prassi prevalente". Leggi


 

 

 

[01-02-2019] Voce autorevole dal Parlamento della UE: nessuna sanzione prevista per il Tav

La Presidente della Commissione Trasporti del Parlamento europeo, Karima Delli, lo scrive in una nota scritta a 4 mani con Monica Frassoni (Verdi europei). E così continua: "Riaprire seriamente la discussione sulla necessità di quest’opera, non solo in Italia ma anche in Francia e in Europa sarebbe un segno tangibile del fatto che i governi prendono sul serio la lotta ai cambiamenti climatici, investendo invece in posti di lavoro verdi, energie e infrastrutture sostenibili e innovative.”


 

 

[30-01-2019] La Stampa balza alla guida della crociata Si Tav contro i 5 Stelle

Reduce dal protagonismo nella campagna per le manifestazioni di piazza a favore del Tav, negli ultimi 15 giorni l'editore mono-culturale Agnelli/Debenedetti ha insediato il quotidiano storico di Torino alla guida della crociata Lega-contro-5Stelle con un occhio all'auspicata caduta del governo ed un altro alle elezioni regionali piemontesi. La leva è ovviamente sempre quella del Tav Torino-Lione: pubblicati 26 articoli su questi argomenti, tra pagine nazionali e cronaca torinese, in confronto agli 11 di Repubblica (l'altra mano che tira i fili dell'opinione pubblica). Il top (per il momento) si è avuto ieri, con 6 articoli complessivi e ben 3 paginoni nazionali


 

 

[30-01-2019] Quando non hai argomenti, buttala in caciara

La battaglia della grande lobby pro Tav è ormai alla resa dei conti finale con i 5 Stelle. Dopo che il partito trasversale degli affari è riuscito a mandare avanti Salvini, gli sforzi ora si concentrano nel fargli dire delle enormità che non stanno né in cielo né in terra. Come quella che rinunciare al progetto costerebbe 24 (ventiquattro!) miliardi, così, senza pudori, quando il commissario Foietta era partito da una cifra di 2 miliardi (già questa basata in gran parte su penali che non esistono). Che senso può avere una sparata del genere? Probabilmente si tratta del tentativo di invalidare l'analisi costi-benefici del governo sull'opera, prima ancora che esca, introducendo criteri di valutazione diversi e paradossali.


 

 

 

 

[29-01-2019] Analisi giuridica del Tav: l'Italia può abbandonare il progetto senza pagare gravi oneri

Un comunicato del Presidio Europa riporta in sintesi gli argomenti giuridici, riferiti ai trattati Italia-Francia ed ai regolamenti UE, in base ai quali il nostro Paese ha diritto di recedere in modo soft dal progetto Torino-Lione. Il documento si basa sull'analisi puntuale contenuta nel parere del prof. Sergio Foà, ordinario di Diritto Amministrativo all'Università di Torino.


 

 

 

 

[28-01-2019] Appello dall'assemblea di Roma

Sabato 26 si è tenuta all'Università la Sapienza di Roma l'assemblea di associazioni, comitati, movimenti e singoli cittadini n vista della manifestazione del 23 marzo prossimo contro le Grandi Opere Inutili e Imposte e per l’inizio di una nuova mobilitazione contro i cambiamenti climatici e per la salvaguardia del Pianeta. Questo il documento che ne è scaturito


 

 

[27-01-2019] C'è Si e Si. Di colori diversi: verso tre "liste civiche" Si Tav per le lelezioni regionali?

Gli unici ancora ignari di essere stati buggerati sono gli ingenui "onesti cittadini" che hanno partecipato alle piazze Si Tav. I maneggioni della strumentalizzazione politica sono in fervente attività e preparano probabilmente 3 diverse liste elettorali per il Piemonte. Di Giachino e la sua Si Tav. Movimento per la crescita abbiamo già detto; intanto, muovendosi per tempo, una delle madamin - Patrizia Ghiazza, la cacciatrice di teste (!!) - ha presentato a sua volta il marchio L'Onda sfruttando il colore arancione; rimane col cerino in mano l'uscente Chiamparino, che cova Si al Piemonte del Si.


 

[27-01-2019] Tav: numeri di posti di lavoro sparati a vanvera, a destra e a manca

Abbiamo sentito sciorinare cifre mirabolanti a proposito dell'occupazione che creerebbe la Torino-Lione: migliaia, decine di migliaia. Le hanno sparate Telt, chiamparini, giachini, madamine, im-prenditori e sindacati corto-miranti. Andiamo a vedere le carte ed ecco che i 4.761 del tunnel diventano subito 476 (per ipotetici 10 anni...); non parliamo dei 50.000 occupati indotti che non stanno né in cielo né in terra. Come ha sempre sostenuto la Commissione tecnica dei Comuni, il Tav è un'opera ad alta intensità di capitale in cui per ogni milione investito si hanno solo 0,8 posti di lavoro scarsi, mentre un milione investito in "piccole opere" crea circa 14 posti. .


 

 

 

 

[26-01-2019] Lega di lotta e... di governo

Il vice-premier Salvini accetta l'appoggio del partito trasversale degli affari e ricatta apertamente l'alleato 5 Stelle, mettendolo in crisi anche sui suoi ultimi scampoli di credibilità. Salvini dice: " La Tav va completata, serve all’Italia, sono maggiori i costi per sospenderla rispetto ad ultimarla" sostenendo di avere avuto, su questo punto, dati tecnici inconfutabili (molto probabilmente dai Pd Foietta e Virano, o da loro emissari - ndr) Quante giravolte rispetto alle radici popolari No Tav!


 

 

 

 

[25-01-2019] Giachino prepara la "lista civica"

Il Forzitaliota Mino Giachino ha registrato l'associazione Si Lavoro Si Tav. Movimento per la crescita, pronto a farla diventare "lista civica" per le elezioni regionali del prossimo 26 Maggio. Anticipa, e forse un poco spiazza l'attuale presidente Chiamparino. Stiamo a vedere le prossime mosse in questo sporco gioco della politica.


 

 

 

 

[25-01-2019] Giorgio

Giorgio è ricoverato al CTO di Torino da circa due settimane per politrauma in seguito ad un incidente: lui in motorino contro un'auto. E' un No Tav sempre presente nelle lotte, fatto oggetto di accanimento da parte della Questura. Non è per caso che viaggiasse in motorino. Ecco il racconto dell'accaduto su notav.info


 

 

 

 

[22-01-2019] Il vero motivo per cui vogliono fare il Tav

Un articolo su Pressenza (International Press Agency) analizza i veri motivi che stanno alla base dell'accanimento cementizio delle grandi opere, un modello di crescita economica in rotta di collisione con il futuro del pianeta. Per gli im-prenditori l'opera pubblica è assenza di rischio: il guadagno è garantito dallo stato, coi soldi dei contribuenti. Vedi


 

 

 

 

[19-01-2019] Lo stop al Tav in realtà costa ben poco

Un documento della storica 'associazione Pro Natura torna a smentire la martellante dichiarazione dell'ex commissario Foietta: "costa di più fermare il Tav che completarlo". In realtà accordi e contratti non prevedono alcuna penale mentre molti costi di ripristino dei luoghi sono solo anticipati nel tempo. Vedi


 

 

 

 

[19-01-2019] Disinformazione è manipolazione

Pubblichiamo da Volere la luna un articolo di analisi sul ruolo di punta dei giornali della holding Debenedetti-Agnelli non nell'informazione, ma nel far prevalere la voce di chi ha più potenza comunicativa e capacità finanziaria. Come dimostra il caso Tav. Non è senza significato se l’Italia sta così in basso nelle classifiche globali sulla libertà di stampa. Leggi


 

 

[18-01-2019] Il "piccolo Tav" è una cazzata

Dentro il governo la Lega sta continuando a premere sul M5s perché non cancelli il Tav, ma dica invece si ad una versione limata del progetto, che comprenda comunque il tunnel di base e risparmi qualcosa sulla tratta interna italiana (si parla nuovamente di cassare la galleria sotto la collina morenica tra Rosta e Rivalta, nonché la comica stazione di Susa). La chiamano piccolo Tav. Per il Movimento No Tav quella soluzione sarebbe semplicemente una cazzata: il tunnel è l'aspetto più devastante sui piani ambientale ed economico, oltre che l'occasione più ghiotta per partiti, tangentisti e mafie.. Se dovesse mai passare i No Tav prenderebbero atto di essere stati bidonati, come già successo ad altri. Ovviamente, nessun passo indietro nella lotta. (Leggi intervista ad Alberto Perino)


 

 

 

 

[17-01-2019] Lettera aperta alle madamin

Un gruppo di docenti universitari propone di fare qualche passo avanti su una questione che rischia di basarsi su una tifoseria tribale più che su elementi razionali. "non ritroviamo nelle vostre parole né dati tecnici né scenari di futuro basati sulla realtà fisica, soltanto aspettative generiche che nulla hanno a che vedere con un traforo sotto il massiccio dell’Ambin" Leggi la lettera


 

[15-01-2019] Referendum sul Tav? Un bluff pre-elettorale

La minaccia, rivolta al governo, è partita dal presidente del Piemonte, Chiamparino. Dice, in sostanza, che se l'analisi costi-benefici dovesse bocciare l'opera, lui chiederà un referendum popolare per farla approvare ugualmente, magari estendendo la consultazione a tutte le regioni del nord (contro il sud?) La palla è stata colta al balzo da molte forze politiche, tra cui la Lega che vorrebbe usarla come grimaldello per scalzare la posizione No-Tav dell'alleato di maggioranza M5s. Ma a livello nazionale un referendum è escluso, trattandosi di materia da accordi internazionali, mentre a livello regionale non c'è ad oggi una legge istitutiva del referendum consultivo; esiste solo una vaga possibilità di "consultazione di particolari categorie di cittadini" (quali?). Sulla natura politica strumentale della proposta interviene da Firenze l'associazione Idra con una nota


 

 

 

 

[13-01-2019] Il ruolo primario di "La Stampa" e "Repubblica" nel promuovere il Si Tav a Torino

Anche per il flash-mob di ieri, come nel caso del 10 Novembre scorso, i due maggiori quotidiani torinesi hanno svolto un ruolo non solo di sostegno, ma apertamente di promozione dell'evento. A beneficio dei gruppi economici e finanziari che li controllano. Vedi la selezione degli articoli negli ultimi 10 giorni


 

[13-01-2019] Striscione "fake" in piazza Castello

Nel flash-mob pre-elettorale che si è tenuto ieri a Torino, in piazza Castello, tra le tante operazioni di immagine che si sono consumate vi è anche quella dello striscione che intendeva dimostrare l'esistenza di una Valsusa a favore del Tav. Si può agevolmente dimostrare che dietro alla scritta fasulla di Valsusini praticamente non ce n'erano. Nella prima foto si vedono sei delle madamin a fianco del probabile ideatore della messinscena: Antonio Ferrentino, che è diventato consigliere regionale Pd (senza essere eletto) dopo essere passato dal No al Si Tav. Nella seconda foto ecco di nuovo Ferrentino con i vertici del Pd regionale e nazionale.

 


 

 

[11-01-2019] Anche la Gabanelli è passata alla lobby del cemento e tondino?

Sul Corriere della sera e su La 7 Milena Gabanelli sforna un'inchiesta che sembra proprio dire: bisogna fare le grandi opere, se no le grosse imprese falliscono (CMC, Astaldi, Fincosit, Tecnics...) e si mettono a repentaglio "mezzo milione" di posti di lavoro; i soldi sono già stanziati, ma i governi non li hanno usati e non li usano. Evidentemente Milena non fa l'altra metà di ragionamento: è meglio usare i soldi di noi contribuenti allo scopo di salvare imprese producendo grandi opere potenzialmente inutili o foriere di futuro deficit di esercizio, oppure ridestinare gli investimenti ad opere, magari anche piccole, ma utili ai contribuenti stessi? Leggi la lettera aperta a Milena


 

[10-01-2019] Chiamparino salta a cavallo del "Si Tav"

In piazza Castello Sabato 12 ci sarà il Chiampa. Deciso a sfruttare l'onda partita il 10 novembre scorso per tentare di vincere le prossime elezioni regionali di Maggio. Sa che per il Pd butta male, ed allora non esita a smarcarsi dal suo vecchio partito per lavorare ad una propria lista civica che faccia leva sull'attuale favore del "marchio del Si" spinto al massimo dai media e da tutte le forze padronali ed affaristiche torinesi (compresa la categoria edili della CGIL). E' la stessa idea che ha, come si è già visto, anche Mino Giachino di Forza Italia. Ma ecco che in queste ultime ore di vigilia pure il Pd, che paventa il colpo mortale, si dà da fare per mandare i suoi a farsi notare sulla piazza. Insomma, sabato vedremo un flash-mob tutto strumentalizzato in chiave di bottega elettorale.


 

 

[05/01/2019] Il Si Tav come pretesto nella nascente campagna elettorale

Per Sabato 12 Gennaio è annunciata a Torino una nuova manifestazione nell'ormai simbolica piazza Castello. E' organizzata dagli stessi del 10 Novembre scorso: in testa Forza Italia, con il petente Mino Giachino. Aderiscono varie forze, ed il "Si Tav" fa da facile denominatore comune multipartisan, anche se poi ognuno col tempo porterà le proprie bandierine. Sottoscrivono infatti il "Si" decine e decine di sindaci, anche extra-Piemonte, i cui territori non hanno nulla da temere dall'impatto dell'opera: insomma, fa fine e non impegna. I media del partito trasversale degli affari si impegnano nuovamente nell'operazione di traino dell'iniziativa.


 

 

[05/01/2019] Virano si traveste da ambientalista

Dovrebbe aspettare le decisioni del governo sul Tav, ma proprio non ce la fa. Quel furbacchione del direttore di Telt la mette sull'ecologico convinto, probabilmente, che su questo piano nessuno oserà obiettare alle sue mosse: lancia un appalto per monitorare il futuro impatto dei cantieri e vara un laboratorio per tutelare la farfalla Zerinthia. E si porta avanti col lavoro inviando avvisi di esproprio ai proprietari dei nuovi terreni da recintare. Così facendo impegna soldi di noi contribuenti, che un domani diventerebbero penali da pagare nel caso l'opera non si realizzasse.


 

 

[04-01-2019] Ciao ciao, Foietta

Il 31 Dicembre è scaduto il mandato della più pagata controfigura nell'occupazione Pd del potere, nella più ostentata noncuranza degli attuali ministri. Dopo 3 anni e mezzo lascia a malincuore gli incarichi che tanta soddisfazione, anche economico-personale, gli hanno dato. Mette la sua amarezza in una lettera al presidente Mattarella citando da un lato i risultati che si ascrive e dall'altro la frustrazione di essere ignorato dal governo in carica. E cita la pubblicazione di uno studio su presunti benefici dell'opera, redatto da due noti tecnici Si Tav.