A
che punto siamo?
(ultimo aggiornamento:
11-Mar-2010
)
In questa pagina presentiamo
documenti e articoli di stampa riferiti in particolare alla nuova linea ferroviaria
Torino-Lione.
Per gli aspetti riguardanti le nuove infrastrutture di trasporto più
in generale e relativi problemi economico-finanziari vedi: infrastrutture.
In tema di rischi per l'ambiente e la salute connessi all'Alta Velocità
ferroviaria (con un occhio di riguardo alla Torino-Lione) e per conoscere gli
attuali problemi di inquinamento della valle di Susa potete consultare: ambiente-salute
TAV:
a che punto siamo... sui progressivi sviluppi delle vicende legate all’Alta
Velocità ferroviaria Torino-Lyon
Periodo: da Gennaioio2010 ad oggi - Gli articoli e i documenti sono presentati in ordine cronologico (i più
recenti per primi)
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Dal 8 al 14 Marzo 2010:sesta settimana della "campagna sondaggi 2010"
Lunedì 8. Arriva una trivella a Rosta per un sondaggio "dalle parti del G55", poco distante da quello di Buttigliera terminato ieri. Pure qui occorrerebbero 6 settimane per raggiungere 120 metri di profondità, ma chissà che non si riesca a battere il record di velocità appena stabilito.
Mercoledì 10. Alle 21, a Rosta, una fiaccolata parte dalla stazione.
Dai congressi provinciali di categorie CGIL ordini del giorno contro il TAV
A cavallo tra gli ultimi giorni di Febbraio ed i primi di Marzo si svolgono a Torino i congressi provinciali di categoria della CGIL. In alcuni di essi vengono approvati ordini del giorno contrari ad una nuova linea TAV Torino-Lione. E' il caso della SLC e della FIOM.
Dal 2 al 7 Marzo 2010:sesta settimana della "campagna sondaggi 2010"
Martedì 2. Nella notte viene piazzata una trivella a Buttigliera alta, lungo la provinciale per Rivoli al confine col comune di Rosta. Il sondaggio è il G12 (profondità 120 metri, durata 6 settimane), sulla collina morenica che separa la valle della Dora Riparia (più oltre, Val di Susa) da quella del Sangone. La polizia, numerosa, protegge le operazioni alla presenza di qualche decina di oppositori . Con la luce del giorno viene montato un presidio NO-TAV per dare informazioni aI passanti ed ai numerosi automobilisti; assemblea convocata per le ore 17.
Alle 7 del mattino anche a Torino, ai confini col comune di Grugliasco, ed esattamente all'incrocio tra via Monginevro e Strada della Pronda arriva la trivella cittadina: sondaggio G22, profondità 45 metri, durata 2 settimane. Il cantiere pare non rispettare le norme per l'installazione ai sensi di legge; viene presentato un esposto alla polizia municipale.
Alle ore 18 è in programma un momento informativo ed alle 20,30 un'assemblea popolare in Strada Pronda. Vedi VOLANTINO
A Buttigliera, dalle 18, si sono radunate alcune centinaia di manifestanti con pentole e coperchi per una presenza rumorosa che ha finito per intasare la strada provinciale e ritardare parecchio il cambio della guardia dei gendarmi. Per la prima volta compaiono schierate anche le guardie forestali; si, proprio coloro che dovrebbero tutelare i boschi come quelli della collina morenica sono lì a proteggere i preliminari di un'opera che li devasterebbe (Mugello docet)
Mercoledì 3 a metà giornata la trivella di Strada Pronda, a Torino, se ne va... Mah... sono davvero TAV, Trivelle ad Alta Velocità.
Giovedì 4. Dalle 21,30 si svolge a Buttigliera una fiaccolata per le strade del paese, fino al municipio. Le fiaccole sono accompagnate da pentole, sirene, campanacci ed il corteo, al ritorno, si conclude nei pressi della trivella. A manifestazione terminata un piccolo gruppo torna sui suoi passi, lancia alcuni oggetti in direzione dello schieramento di agenti e li illumina con torce e (innocui) puntatori laser.
La mattina successiva quest'ultimo episodio viene utilizzato come pretesto per una conferenza stampa della Questura, in cui si afferma: "dopo mezzanotte un gruppo di circa 80 persone, prevalentemente dei movimenti anarchici e autonomi, è tornata sui passi percorsi dal corteo e ha avvicinato le forze dell’ordine, effettuando un fitto lancio di bengala e di pietre pesanti anche mezzo chilo (che sono state respinte dagli scudi) e utilizzando puntatori laser di colore verde per accecare gli uomini in servizio. Sulla strada sono stati lanciati chiodi a tre punte che hanno forato gli pneumatici di tre veicoli dei carabinieri e tre veicoli del corpo forestale. Alcuni chiodi sono stati sequestrati. Nessun agente è rimasto ferito." Vedi la NOTA DI SPINTADALBASS ; leggi il COMUNICATO STAMPA dei COMITATI NO-TAV VALSANGONE ("Non c'erano giornalisti alla manifestazione di Buttigliera la sera di giovedì 4 marzo..." )
Domenica 7. Oggi la trivella di Buttigliera viene smontata con oltre 5 settimane di anticipo. Nevica. Oggi il direttore del quotidiano La Stampa arriva ad offendere i suoi lettori intelligenti con un capolavoro della manipolazione mediatica: una livida intervista di Massimo Numa a Stefano Esposito (un affaccendato nominato onorevole dal PD); forse al di fuori del torinese non si riesce a cogliere pienamente quanto siano caduti in basso tutti i protagonisti di questa squallida catena.
Due indagini eclatanti rivelano un'Italia ormai fuori da legalità e democrazia: l' humus perfetto per opere dai costi maggiorati a piacere (28/2/10)
Le avvisaglie c'erano nelle relazioni della Corte dei Conti: nel 2009 sono circa triplicate corruzione e concussione [VEDI]
Poi l'inchiesta sulle corruzioni che investono i vertici della Protezione Civile e quella su frodi e collusioni aziende-mafie-istituzioni hanno messo in luce ciò che da diverso tempo si poteva solo intuire: sono intrecci di interessi personali e di clan a guidare, ormai senza ritegno, il sistema di potere nel nostro Paese, alla faccia della legalità e della democrazia. Sono stati generalizzati sia il modello che da tempo noi denunciamo essere alla base dell'ARCHITETTURA FINANZIARIA DEL TAV, sia il sistema di potere che imprigiona la società civile nella GABBIA DI UN REGIME OLIGARCHICO-MALAVITOSO.
Leggi anche: NO-TAV E COSTITUZIONE di A. Algostino, docente di diritto costituzionale comparato presso la facoltà di Scienze Politiche di Torino
Anche Virano ed il Prefetto, ben sapendo di provocare, contribuiscono alla campagna: "I No-Tav? Pochi e violenti" (23/2/10) Mario Virano: “persone poco ragionevoli”, “minoranza poco rappresentativa”, per la maggior parte non della Val Susa”; “in un primo momento certo toccherà usare la forza… poi verrà il momento della ragione”; leggi: HO SCRITTO A VRANO, ATTENDO LA RISPOSTA Paolo Padoin: "Non e’ ammissibile infatti che tali interventi (i sondaggi - ndr) siano condizionati dall’attivita’ di gruppi di protesta organizzati, o dalla presenza attiva di esponenti di centri sociali”. [Leggi LA NOTA dal sito NOTAV.INFO]
IL TRIO CHIAMPARINO-NUMA-ESPOSITO VINCE IL FESTIVAL DI S. PROVOCAZIO (20/2/10) C'è indubbiamente stato un cambio di fase: l'atteggiamento delle forze schierate a protezione delle fanta-trivelle di Virano, da paziente è diventato violento all'improvviso: mercoledì 17 è nuovamente andato in scena lo stesso copione di Venaus 2005, ancora con inqualificabile deliberata ferocia contro persone palesemente inermi, come la signora Marinella. Non deve stupire, è un film già visto in altri tempi, appunto, ed anche in altri luoghi di resistenza popolare. Nella ormai nota trama della tragedia che si ripete il prossimo passo che ci dobbiamo aspettare è che polizia e media scoprano le prove della famosa infiltrazione para-terroristica tra le fila dei NO-TAV.
In effetti qualcosa si sta già muovendo in questo senso:
secondo i big del PD torinese e secondo giornalisti de La Stampa ora i peggio figuri del "para-terrorismo anarco-insurre-antago" non si nascondono più dietro una prima fila fatta di anziane casalinghe, beoni di vin brulé e pargoli. Sono stati visti! E chissà che il puntualissimo strano ordigno rudimentale inesploso trovato a Torino davanti ad un'agenzia immobiliare non sia proprio la prova che mancava....
Se l'effetto sperato è che il movimento si disgreghi, bisogna che si mettano il cuore in pace; non che simili sortite, pur in bocca a provocatori di mestiere, non facciano sul momento incavolare, ma poi prevale la chiarezza sulle dinamiche di carriera dei soggetti e la consapevolezza di quali siano gli interessi poco nobili che guidano i loro comportamenti, in una logica unicamente mercantile. I NO-TAV resisteranno ancora perché i valori altruisti di salvaguardia dei territori e dei beni comuni, che animano i legami spontanei dentro il movimento e tra i movimenti, sono per loro natura inattaccabili dagli squallidi, prevedibili, ordinari protagonisti dell'attualità partitico-mediatica.
VENERDI' 19 FEBBRAIOA Bussoleno: fiaccolata ed assemblea Alle 19, dalla piazza del mercato di Bussoleno, parte per un giro nella cittadina una fiaccolata contro le violenze della polizia ed in solidarietà ai feriti. Partecipano 5.000 persone
Alle 21 si tiene al salone polivalente un'assemblea-dibattito su "Mafia e strategia della tensione in valle di Susa" con la partecipazione dell'ing. Ivan Cicconi (massimo esperto di appalti), dell'avvocato Claudio Novaro e del giornalista Massimo Calandri (autore del libro: "Bolzaneto. La mattanza della democrazia"). Il salone non riesce a contenere la folla e deve tenere aperte le porte perché anche da fuori si possano seguire i lavori. L'assemblea approva un ORDINE DEL GIORNO che chiede: l'apertura di un'inchiesta sulle gravi violenze del 17/2 a Coldimosso per accertare le responsabilità degli agenti di polizia; e l'avvio delle procedure di una legge di iniziativa popolare per consentire l'dentificazione degli agenti in servizio e le responsabilità nella catena di comando. [Vedi TRE SEMPLICI DOMANDE]
Dal 15 al 18 Febbraio 2010:quinta settimana della "campagna sondaggi 2010" Martedì 16 In mattinata la trivella se ne va da Susa- S. Giuliano: ha terminato il sondaggio S66 col solito prodigioso anticipo? Una settimana, contro le 3 e mezza programmate.
Mercoledì 17 Alle 2 di notte (consueto copione) viene portata una nuova trivella nei pressi di Susa-Coldimosso, sotto il cavalcavia della SS24 che supera l'autostrada A32 (provenendo da Bussoleno: 1,5 Km prima del presidio all'autoporto). Il sondaggio è S72, programmato per 30 m. di profondità e una settimana e mezza di durata. Alcune decine di NO-TAV assistono all'insediamento notturno: viene tagliato il guard-rail per realizzare uno svincolo temporaneo ad uso dei mezzi dei "protettori in divisa" [Vedi LA CRONACA ]
La sera, alle 18, l'assemblea del presidio-autoporto decide la solita visita di gruppo alla trivella in azione. Alle 19,12 circa iniziano cariche in sequenza della polizia: una signora viene ferita pesantemente alle braccia, alla fronte, al naso, al cuoio cappelluto, alle ovaie; un ragazzo ferito in modo abbastanza grave alla testa viene trasportato all'ospedale; anche un altro giovane deve ricorrere alle cure del pronto soccorso. [Leggi ARTICOLO di Luna Nuova]
In tarda serata la trivella viene smontata e portata via. In meno di 24 ore ha svolto il lavoro di 11 giorni. "Effetto Virano" . [ ALTRI DETTAGLI ]
I media, forse su veline della polizia, parlano di 5 feriti, i 3 NO-TAV (col solito condimento di aggettivi anarco-insurrezio-antagon-centrosocial...) e 2 agenti. Così tutto sembra più equilibrato, asettico. Ma basterebbe aver voglia di visionare diagnosi e prognosi dei vari casi per farsi un'idea più vicina al vero. E' troppo faticoso? [ LEGGI ]
Vedi: COMUNICATO STAMPA DEL MOVIMENTO NO-TAV ; NOTA DEGLI EUROPARLAMENTARI ; COMMENTO DI MARCO REVELLI; COMUNICATO DEL DEPUTATO EUROPEO GIANNI VATTIMO ; COMUNICATO STAMPA DEL COORDINAMENTO LISTE CIVICHE
Giovedì 18: presidio a Torino, sotto la sede RAI PALLE! PALLE! PALLE! Codimosso/Chianocco: 18/02/2010
Con "palle" si possono intendere più cose. "Palle" intese come "palle di neve" e "palle" intese come bugie.
Ma partiamo con ordine: nel pomeriggio di ieri parte dal presidio un corteo di 300 persone che si dirige al cantiere dove è installata la trivella. Sul sito, ad attendere il corteo, centinai di uomini antisommossa. E qui partono le prime "palle": quelle di neve. Quelle a cui giocano i bambini di tutto il mondo. Palle lanciate a uomini coperti da caschi, scudi, giubbotti imbottiti. Possibilità anche solo di fare un graffio, uguale a zero. Fastidio sì, ma questo è il minimo che si possono aspettare. La loro risposta alle palle di neve è una carica violenta. A terra rimane un ferito gravissimo, Simone, che sta lottando all'ospedale e a cui va tutto il nostro incoraggiamento; e due gravi, tra cui una signora non più giovane a cui hanno rotto setto nasale, braccia e ferito la testa . Oltre a decine di persone con lividi ed ematomi vari. I giornali riportano che tutto è nato da lanci di pietre ed urina da sopra un cavalcavia, senza sapere che il cavalcavia, dal momento in cui è stata installata la trivella, è stato occupato dai militari e i loro mezzi. Pertanto, o erano loro a tirare pietre ed escrementi sui loro colleghi sotto, oppure raccontano "palle". Ma la verità è che comunque, sia nel pomeriggio sia la sera, non erano presenti giornalisti, se non quelli locali, pertanto, i primi a raccontare "palle" sono le forze dell'ordine che passano le veline ai giornali. Comunque la risposta di una popolazione indignata e scioccata arriva in serata. Mentre la trivella installata ieri a mezzanotte (doveva lavorare una settimana e mezza) viene smontata e portata via, la gente inizia ad invadere le strade. A S.Antonino dalle 21.00 viene bloccata la linea ferroviaria Torino-Modane per circa 2 ore. A Chianocco vengono bloccate le due statali e l'autostrada. L'intenzione è impedire il passaggio dei mezzi militari per la Valle. Verso le 22.00 la colonna che ha riportato la trivella nel ricovero entra in autostrada fino ad arrivare davanti ai manifestanti. Ma capiscono che da lì non si passa è sono costretti a fare dietrofront. Poco dopo tocca alla statale. Ma anche da lì sono obbligati a tornare indietro tra le urla e le palle di neve di una popolazione ormai esasperata: esasperata dalla militarizzazione continua, dalle trivelle notturne, dalla violenza delle forze dell'ordine e dalle "palle" che giornali e tv raccontano. Ma le prime palle e le più pericolose, perché ci hanno portato a questa situazione, sono quelle di Virano: silente ormai da giorni, vorremo chiedergli di questa Valle di Susa "pacificata" e di sondaggi che vanno avanti "senza problemi".
Chissà se avrà il coraggio di dire che si è sbagliato e di fermare questa inutile farsa. Noi aspettiamo. E naturalmente non indietreggiamo di un millimetro.
(Comitato no tav Spinta dal bass - spazio sociale libertario Takuma)
Qualcuno ha visto il decreto del governo sul Progettatorio (12/2/10) Articolo di Massimiliano Borgiada Luna Nuova del 12/2/10 – pag. 2
Pare che il decreto esista. Pare che confermi il concetto di fondo: necessità per i comuni che decidono di farne parte di collaborare alla migliore stesura possibile del progetto preliminare.
Dunque una pietra miliare nella concretizzazione del concetto di "democrazia annuente", un'interpretazione assolutamente innovativa dei princìpi costituzionali, una rivoluzionaria attuazione dello slogan tranviario: "non disturbate il manovratore".
Minacce ad un imprenditore SI-TAV di Susa
La notizia viene diffusa solo dopo circa una settimana: Michele Cribari, rivelatosi pubblicamente nel convegno SI-TAV del 24/1 a Torino, ha ricevuto due lettere minatorie, di cui una con pallottola
allegata. Minacce di morte con grafia volutamente alterata, a firma di un inesistente "Fronte nero No-Tav" .
Netta ed immediata la condanna espressa dal Comitato NO-TAV Susa-Mompantero
Dal 9 al 13 Febbraio 2010:quarta settimana della "campagna sondaggi 2010"
Martedì 9, Susa: è trascorso un mese dalla nascita del presidio No Tav/NoTrivelle all’autoporto lungo la A32.
Dopo una decina di giorni di tregua, alle due e mezza di notte, accompagnata da un imponente spiegamento di forze, viene piazzata una trivella a circa a 500 metri dal presidio No Tav, nei pressi del parcheggio “Annibale 2000”, in località S. Giuliano. Il sondaggio è S66, durata e profondità variabili a seconda della versione del programma; per quella attualmente on-line 3,5 settimane per 100 m. [Ma quanto ci costate?]
Parte il tam tam e sin dall’alba arriva gente. Intorno alle 17 l’assemblea dura molto poco: si decide di andare a dare un’occhiata alla trivella e si parte sull’autostrada. Nevica e fa un freddo cane. In tanti prendono un ciocco dalla catasta della legna da ardere e battono con forza il guardrail. Un frastuono assordante. Dopo un po’ una ventina di uomini dell’antisommossa si schiera davanti al corteo. Subito alzano i manganelli e colpiscono: uno alla testa, altri alle braccia. Un ragazzo disabile viene sbattuto giù dalla carrozzina; poi diffondono la voce di un agente ferito. [ vedi COMUNICATO STAMPA DEI COMITATI]
Mercoledì 10, nel pomeriggio, si è svolto dalle 17 alle 19 circa un riuscito presidio davanti alla stazione di Porta Nuova a Torino: distribuiti 2.000 volantini firmati TORINO E CINTURA SARA' DURA - NOTAV NO TRIVELLE, spiegando al megafono e personalmente a pendolari e passanti i motivi della nostra opposizione al TAV anche a Torino:
per lo spreco di risorse per un'opera faraonica, costosissima, inutile sia per la maggioranza della gente (che non potrà utilizzarla, come già ora, visti i prezzi dei biglietti) sia per lo spostamento di merci (visto che l'attuale ferrovia è utilizzata a 1/3 delle sue potenzialità);
per la devastazione soprattutto della zona Ovest di Torino e della cintura con i tunnel in corso Marche ed il passaggio a Venaria, che impegneranno cantieri per decine di anni.
[vedi alcune FOTO]
Giovedì 11: L'ASSEDIO-1
Fiaccolata rumorosa dal presìdio di Susa-autoporto alla trivella. Si parte alle 21.00 sotto una vera e propria bufera di neve. Ma i numeri, nonostante il tempo impossibile, iniziano a diventare importanti. Più di mille persone si mettono in marcia. Il baccano è infernale. Bastoni battuti a ritmo sui guard-rail, tamburi, pentole e qualunque cosa faccia rumore. Il corteo arriva alla recinzione che separa la trivella dalla strada e lì parte l'assedio vero e proprio. Ci si distribuisce lungo il perimetro continuando a battere e a far baccano. Poi viene naturale, con tutta quella neve a portata di mano, iniziare una battaglia a palle di neve con i "guardiani" in divisa delle trivelle. Alla fine anche la recinzione viene giù. Dopo circa un’ora il corteo riparte per salire in autostrada e assediare la trivella dalla parte opposta. E anche lì si inizia a giocare a palle di neve obbligando così le forze dell'ordine ad arretrare per l'ennesima volta. Intorno alle 23.00 si ritorna al presidio e l'assemblea che segue, per acclamazione, decide di ridarsi appuntamento per il giorno dopo alla stessa ora. [LEGGI TUTTO]
Venerdì 12: Nuove fiaccolata rumorosa, la sera: vi partecipano più di 600 persone con tamburi, pentole, e campanacci che accompagnano l'ormai classico suono dei legni contro i guard-rail. Si replica l'assedio alla trivella nonostante il freddo pungente. Durante la manifestazione, un "non abituale frequentatore" delle iniziative NO-TAV in valle ha infranto il vetro laterale di un'ambulanza che, per suoi motivi di urgenza, stava compiendo un percorso fendente il corteo. L'uomo è stato immediatamente bloccato ed allontanato, mentre alla Croce Bianca è stato garantito un risarcimento del danno [ Vedi COMUNICATO STAMPA ]
La Bassa Val di Susa resta contro il tracciato partorito da Virano (2/2/10)
Non si può dire che sia «il tracciato concertato con il territorio». Come negli anni scorsi, a questo difficile parto non ha contribuito e nemmeno partecipato la bassa valle di Susa. Per i relativi Studio e Valutazione di Impatto Ambientale, si dice che nel "progettatorio" verranno discusse (per confronto accademico) anche l'opzione zero e l'opzione Valsangone: ecco perché il rappresentante di questa valle rimane al tavolo!! (lui, non la variante di tracciato però, sia chiaro!)
«Rilasso i pugni e alzo le mani, ma non mi arrendo» Lettera alla rubrica “Opinioni” di Luna Nuova del 2/2/10 – pag. 5
Avrei l'immenso piacere di abbandonarmi alla reazione spontanea contro i toni alti e violenti con cui le affermazioni e le notizie si diffondono, gli atti di forza si impongono in questi giorni caldi per la nostra valle... Rilasso però i pugni, alzo le mani senza atteggiamento di resa, mi fermo e mi limito alle constatazioni personali.
La prima constatazione, che travalica la stringente questione sul Tav in valle, mi dice che l'Italia non è più un paese democratico. Seconda constatazione è che la politica e il potere, nella più negativa e temibile accezione del termine, sono diventate una cosa sola, inscindibili e indistinguibili agli occhi del cittadino.
Avrei molte altre constatazioni che mi farebbero rinserrare i pugni e agire d'istinto... Le tengo fra i miei pensieri e le metto all'origine di una personale resistenza.
DOMENICA 31 GENNAIO: INCENDIO DOLOSO DISTRUGGE IL PRESIDIO DI BRUZOLO
Un po' prima delle 22, hanno di nuovo incendiato il presidio di Bruzolo dall'interno. Questa volta sono riusciti a distruggerlo.
I presidianti di Bruzolo avevano partecipato alla manifestazione con uno striscione: "Brucia più a voi che a noi". E bene sintetizza il clima della valle sempre più determinata a resistere. [ Vedi le FOTO ]
Ma c'è di più. Alcuni monumenti dedicati ai partigiani della valle di Susa sono stati imbrattati con un Si Tav. Un gruppo su Facebook di Si Tav ha messo sul sito il video del presidio di Borgone in fiamme. Ieri, sempre da Facebook, hanno mandato minacce al presidio di Val Sangone e Rivoli scrivendo "a fuoco".
Forse è tempo che ognuno faccia "quello che può" come diceva Paolo Borsellino. Soprattutto dalla vicina Torino. Che si batta un colpo, certi silenzi sono pesanti. Ovviamente la raccolta fondi per ricostruire il presidio di Borgone comprende anche quello di Bruzolo.
Chiara Sasso [ Leggi TUTTO ]
Un'italianissima farsa nella farsa: il mistero del decreto fantasma (30/1/10)
C'è chi dice che c'è, chi giura che non c'è, forse qualcuno l'ha visto, ma non si sa se sia la versione giusta: parliamo del decreto governativo sulla composizione del "Progettatorio" Virano sul TAV Torino-Lione. Mistero. Una chiave per capire: dopo il NO dei 23 sindaci valsusini a far parte di un tavolo che ammetta solo i favorevoli all'opera, è partito un lavorìo della Provincia a tentare con lusinghe e minacce di rompere questo fronte. Le condizioni della partecipazione dovevano allora essere adattabili all'eventuale soluzione praticabile, e bisognava aspettare a definire un testo di decreto che le recepisse. La diabolica tattica Foietta-Saitta (lusingo-minacciosa) qualche piccola crepa l'ha effettivamente prodotta, ma i 23 sindaci non mollano: nella surreale assenza del decreto mettono loro "nero su bianco" le condizioni per la propria partecipazione al tavolo di Virano
L'Osservatorio residuale licenzia il "miglior tracciato" per il progetto del TAV Torino-Lione (29/1/10)
Oggi, 29 Gennaio 2010, è grande festa per ciò che resta dell'Osservatorio tecnico sulla Torino-Lione:
invitati ed imbucati (quelli realmente coinvolti dall'opera, essendo ad essa contrari, non sono più ammessi alla tavola) approvano il tracciato migliore (possiamo dubitare?) su cui progettare la linea. Niente "opzione zero" (via la foglia di fico, il re è nudo!), niente Valsangone (via i diversivi!), niente interramento della ferrovia storica in Valsusa (ripeto, via i diversivi!): tunnel con uscita a Susa e discenderia a Chiomonte, una riga ben definita da Susa ad Avigliana, 3-4 alternative per bucare la collina morenica, poi dritti per corso Marche a Torino e 3-4 alternative per la "gronda nord" fino a Settimo. [ Vedi CARTINA ]
Per alcuni Comuni-comparsa potrebbe essere la festa d'addio alla concertazione, ma pare che passeranno alla cassa a riscuotere: uscirebbero dall'Osservatorio, ma non dal piano delle compensazioni! Parola del presidente provinciale Saitta, gran maestro di queste cerimonie aumma-aumma.
[Leggi i 2 articoli su DESCRIZIONE E DETTAGLI DEL TRACCIATO e su CHI RIMANE NEL "PROGETTATORIO"? (ossservatorio/direttorio sulla progettazione) ]
Dal 25 al 31 Gennaio 2010: terza settimana della "campagna sondaggi 2010"
Lunedì 25, nel pomeriggio, si tiene una manifestazione davanti al municipio di Torino con l'esposizione delle ceneri del presìdio di Borgone; una delegazione incontra il presidente del Consiglio comunale. [ VEDI ] Leggi il Comunicato stampa dei Comitati
In tarda serata compare una trivella a Venaria Reale, in corso Cuneo, a fianco della tangenziale nord: lì è previsto il sondaggio G32. E' protetta da una decina di blindati; cinque NO-TAV che tentavano di fotografare la scena sono stati fermati ed identificati dalla Digos.
Martedì 26, sempre a
Venaria Reale:
oggi è arrivato il solito apparato anche in paese. Obiettivo, il sondaggio G33.
Per loro comodità lo hanno spostato un po', come già fatto in altre occasioni: anziché nel parcheggio a fianco della Via Amati si sono piazzati in fondo al prato di fronte.
Una carota vale l'altra. Qui si è in mezzo alle case, e scendono in strada anche gli abitanti. Viene installato un presìdio NO-TAV [ VEDI ]
Mercoledì 27 Il presìdio di Venaria è proseguito senza interruzione. Alle 18 nuova assemblea con gli abitanti della zona.
Giovedì 28 Termina intorno a mezzogiorno il carotaggio di via Amati a Venaria. La prossima settimana lì ci sarà un'assemblea popolare del quartiere, al centro di incontro Rigola.
Convegno SI-TAV a Torino, sala gialla del Lingotto (24/1/10)
Due reportage sulla mattinata, del cronista e del sociologo, sostanzialmente concordano.
Il grosso del pubblico in sala era costituito da "ceto politico". Candidati o aspiranti tali, consiglieri delle diverse assemblee elettive, assessori, i loro staff. C'erano torinesi, artigiani della valle di Susa, sindacalisti, imprenditori, rappresentanti di Confindustria Piemonte, tra cui la presidente Mariella Enoc e Luigi Rossi di Montelera, della Camera di commercio (Alessandro Barberis), di Fiat (Ludovico Passerin D'Entreves), dell'Unione Industriale (il presidente Gianfranco Carbonato), Api, Confesercenti, Piccoli proprietari di case. Certo, di sostanza al Lingotto ce n'è stata veramente poca. [Massimiliano Borgia, da Luna Nuova]
Potrei sbagliarmi, ma non mi sembra che fossero molti, in quella sala, i «cittadini», nel senso proprio del termine: cioè quelli intervenuti lì in forma individuale, per informarsi e prendere posizione, in quanto «abitanti» di un territorio e singoli appartenenti a una «comunità» cittadina. Quello che prevaleva, invece, erano i piccoli gruppi. Le filiere corte delle fedeltà e delle dipendenze. Mancanza totale dell'aspetto informativo nell'assemblea: non un numero, una cifra, una proiezione sui flussi di traffico attesi nel lontano futuro in cui l'opera dovrebbe entrare in funzione (solo il conto alla rovescia dell'architetto Virano, capo del contestato Osservatorio). [Marco Revelli da Il Manifesto]
Un serio appello per un'antimafia sociale
E' quello che arriva da Avigliana, firmato dall'Associazione Spinta dal Bass e dallo Spazio Sociale Takuma all'indomani dell'attentato a Borgone. Necessario, nell’assenza di una pubblica, netta ed immediata espressione di solidarietà in favore di chi è stato fatto oggetto di intimidazioni mafiose.
E' un periodo in cui si assiste, per contro, a varie dichiarazioni di politici alla stampa grondanti uno spirito preventivo di "antimafia elettorale"
Ricordi dal presidio distrutto Lettera di Domenico Finiguerra, Sindaco di Cassinetta di Lugagnano: ricordi che mi spingono a fare e a cercare una politica diversa. Per i beni comuni. Per la terra e per l’acqua. Una politica che sostituisca la crescita con il benessere, e la competitività con la solidarietà. Una politica nuova, che passa per una valle stretta, come la Val di Susa.
DOMENICA 24: INCENDIO DOLOSO DISTRUGGE IL PRESIDIO DI BORGONE
Alle 3 di notte, orario in cui si sono abituati a piazzare le trivelle, stavolta arriva un allarme più grave: brucia irrimediabilmente il presìdio di Borgone, nato nel 2005.
Mani "ignote" gli hanno appiccato le fiamme, ad una settimana esatta dall'analogo caso di Bruzolo; è stata la loro risposta alla manifestazione dei 40.000 di ieri a Susa. La firma dell'attentato, lasciata sul posto, è "SI-TAV". Nel corso della giornata, superato lo sgomento, ci si rimbocca le maniche: un container provvisorio viene installato nel prato antistante il presìdio bruciato; fino a sera si discute e si condivide il cibo che tutti hanno portato; partono sottoscrizioni per ricostruire.
[Vedi LE FOTO e leggi il L'ANNUNCIO DEI COMITATI NO-TAV ed il COMUNICATO SULLA RICOSTRUZIONE]
Ma non è tutto: c'è stato anche un blitz di un gruppo di ragazzi valsusini dell'organizzazione giovanile del PdL, che hanno tolto il "NO" della gigantesca scritta "NO TAV" posata sulle pendici del Musinè, la montagna all'ingresso della Val di Susa; questa volta hanno rivendicato il gesto: in una nota il presidente provinciale della Giovane Italia torinese plaude al gesto dei suoi "ragazzi".
Alle 10 del mattino, a Torino, il PD torinese e piemontese ha chiamato a raccolta in una sala del Lingotto i fantomatici "SI TAV" propagandando la riunione come "grande manifestazione bipartisan"; non si presentano quelli del centrodestra, che faranno una conferenza stampa separata. Sotto gli occhi compiaciuti dei cementificatori continua la gara a chi è più SI-TAV.
Lasciamo ad ognuno stabilire i nessi tra tutti i fatti di queste ore.
La luce del mattino rivela l'avvenuto posizionamento di due trivelle nel comune di Grugliasco, cintura ovest di Torino. Sono lì ad avviare i sondaggi G20 e G21: forano a vari gradi sotto zero, in una notte tra sabato e domenica dietro ad un cordone di poliziotti intirizziti: è la "normalità", la "trasparenza alla luce del sole" di cui continuerà poco dopo a parlare Virano nella sala calda, moquettata e ben pagata del Lingotto.
SABATO 23 GENNAIO GRANDE MANIFESTAZIONE A SUSA: FUORI LE MAFIE DALLA VALLE Circa 40.000 persone sfilano, dalle 14 alle 18, ad una temperatura di 3 gradi sotto zero. Un corteo pacifico, come sempre, dal presìdio Maiero-Meyer dell'autoporto fino al centro della citttadina. Gli slogan della manifestazione: NO TAV, NO SONDAGGI, NO MAFIA. Erano presenti molti sindaci ed amministratori dei comuni della valle nonché parlamentari europei. Tra gli intervenuti dal palco anche il presidente della Comunità montana.
Parlano le FOTO DELLA GIORNATA.
Nelle stesse ore ad Hendaye, nei Pirenei francesi, una delegazione del movimento NO-TAV partecipava ad una manifestazione italo/franco/spagnola contro l'alta velocità ferroviaria.
Viene redatta la CARTA DI HENDAYE , primo documento di un coordinamento europeo dei movimenti no-av (vedi anche versioni in Francese , Spagnolo , Inglese ). [ VEDI la FOTO ]
Dal 16 al 22 Gennaio 2010: seconda settimana della "campagna sondaggi 2010"
La sera di Sabato 16 Gennaio, "ignoti" hanno incendiato il presidio di Bruzolo: un atto che probabilmente vuole spaventare il movimento NO-TAV. Noi però, esortati dal cardinale Poletto o meno, non ci faremo intimidire. NO-TAV, NO MAFIA: mai scritta fu più azzeccata!
Domenica 17
I Comuni della Bassa Val Susa escono dall'Osservatorio: tra i Comuni complessivamente "invitati" [VEDI] quasi tutti quelli della Bassa Val Susa, il territorio che effettivamente sarebbe impattato dal TAV, danno il benservito a Virano, Bresso, Saitta rifiutandosi di nominare 4 loro rappresentanti tecnici per il futuro lavoro del tavolo, che consisterebbe nella progettazione della linea. [ vedi ALCUNI DETTAGLI ]
E' la giornata di inaugurazione del presìdio della ValSangone, tra Rivoli e Villarbasse Alle ore 21, con temperatura -4°: 6.000 persone alla fiaccolata dal presidio di Bruzolo al municipio [ leggi COMUNICATO STAMPA dei Comitati ]
Lunedì 18 nella cintura di Torino una trivella si sposta ad iniziare un nuovo carotaggio: buca in un punto che non rientra fra quelli previsti dal piano sondaggi, ma è protetta dalla polizia e questo fa ritenere che il luogo, ancorché sbagliato, sia stato scelto di proposito. E' all'interno della ex discarica rifiuti dell'AMIAT, irraggiungibile da suolo pubblico, questo dev'essere il motivo della scelta. Estrarranno carote di immondizia; almeno per vari metri di profondità. A Strasburgo il parlamentare europeo G. Vattimo pronuncia in aula un intervento sull'effettiva mancanza di consenso al TAV Torino-Lione nelle valli italiane.[ VEDI ]
Intanto in valle nasce un ulteriore presìdio NO-SONDAGGI presso la stazione ferroviaria di S. Antonino (sindaco Ferrentino, che rimane nell'Osservatorio, già ribattezzato o' servitorio visto che ci può entrare solo chi giura di collaborare)
Martedì 19,giorno della forzatura in valle Alle 2 di notte (alla faccia del "tutto alla luce del sole" vantato da Virano...) arriva una trivella nell'autoporto di Susa. Non punta al sondaggio S68, dove c'é il presidio NO-TAV, ma a S65, in un'altra area del complesso. E' scortata da un ingente numero di agenti di polizia, carabinieri, guardia di finanza che dispongono i blindati intorno al mezzo, come i carri dei pionieri nel far-west. I NO-TAV si muovono dal presìdio, ma sono fronteggiati dagli scudi. [Vedi FOTO]
Intorno alle 10 il corteo di manifestanti sale ad occupare l'autostrada A32 che viene bloccata per alcune decine di minuti; intanto a Torino si tiene un presìdio sotto la sede della RAI per protestare contro un'informazione tuttaltro che obiettiva sui fatti accaduti negli ultimi giorni [COMUNICATO STAMPA].
La sera si tiene un'assemblea di 1500 persone all'autoporto di Susa che decide una seconda occupazione dell'autostrada, attuata intorno alle 19 per altre decine di minuti; anche questa volta non vi sono scontri con gli agenti delle tre forze.
[Vedi FOTO della serie "col consenso della popolazione"]
I media vantano l'avvio dei sondaggi anche in val di Susa, ma se la scorsa settimana a Torino e cintura si era ad una "blindatura" media di 250 agenti per carotaggio, oggi qui l'operazione di immagine ha richiesto 1500 agenti per un singolo buco. Se un domani dovessero mai aprire un vero cantiere, con quante e quali truppe intenderebbero proteggerlo per anni ed anni? E' ridicolo parlare di fine dell'opposizione al TAV in questo territorio Mercoledì 20:Trivella nel territorio di Chiusa S. Michele, collocata presso la stazione FS di Chiusa/Condove.
Il Sindaco non è stato avvisato; è arrivata di notte, con ingente schieramento polizia che ha chiuso la stazione. E' l'operazione trasparenza di Virano!
Intanto è stata spostata la trivella a Susa autoporto: già finito carotaggio S65 a 100 m.? I tecnici dicono che è impossibile. E' pura operazione mediatica. Come a L'Aquila. Ai bordi delle due statali, poste ai lati nord e sud della ferrovia, sono presenti per l'intera giornata centinaia di NO-TAV. Alle 12 molti si spostano, per un'assemblea, al presìdio di S. Antonino; al termine decidono di tornare a Condove col treno ed affollano la locale stazione: ciò finisce per causare una sosta imprevista di 40 minuti al TGV proveniente dalla Francia. Scesi poi a Chiusa/Condove FS, i NO-TAV tentano di osservare da vicino la trivella che vi sta operando dal mattino: parte una serie di manganellate che fratturano il braccio ad un manifestante. Alle 18 nuova assemblea, stavolta a Chiusa, con partecipazione analoga alla sera precedente: prende la parola anche il presidente della nuova Comunità montana, Sandro Plano. L'arrivo di una colonna di ulteriori mezzi di polizia e guardia di finanza sulla statale 25 provoca per un quarto d'ora il blocco del traffico; segue una breve fiaccolata, ancora verso il punto di carotaggio. Di nuovo le ferrovie bloccano la circolazione dei treni per motivi di sicurezza. [ARTICOLO, abbastanza fedele]
Poco dopo la mezzanotte la trivella viene smontata e portata in una caserma della polizia a Torino. Il carotaggio doveva durare 2 settimane, come riportato nella scheda scaricabile dal sito della Torino-Lione (www.torino-lione.it , cliccare su mappa sondaggi, quello interessato è S87); I media dapprima provano a sostenere la tesi “istituzionale” del lavoro finito; poi, la mattina seguente, ammettono che i tecnici non se la sentivano di proseguire in quel clima.
[alcune FOTO DELLA GIORNATA]
Giovedì 21 Al TG3 regionale Piemonte delle 19,30 appare il commissario d'Italia e legionario di Francia (Virano) a dichiarare che sono stati terminati già 11 sondaggi, che per il 31 Gennaio addirittura si supereranno i 12 previsti, e che tutto si aviia verso la normalità. Il suo caldo e strapagato ufficio è in un altro pianeta.
E le trivelle fuggite dalla Valle di Susa? E le migliaia di agenti col manganello? Qualcuno lo informi!! Con il garbo necessario in questi casi.
Venerdì 22 ore 0,30: Trivella a Torino, in via Fermi
Arrivano sempre più presto. Intorno a mezzanotte e mezza, quando un gruppetto di No Tav giunge per dare un’occhiata alla zona, la trivella per il sondaggio G61, quella di via Fermi, è già piazzata. Un faro potentissimo illumina questa strada nell’estrema periferia torinese, a Basse di Stura, tra le fabbriche e il nulla dell’area limitrofa alla discarica. Polizia e carabinieri sorvegliano l’area. Nella via non c’è nessuno. Il gruppetto di No Tav decide sui due piedi di tirare fuori le bandiere e improvvisare una protesta. Gli uomini a difesa della trivella e degli interessi milionari che rappresenta vanno in fibrillazione: subito arrivano camionette su camionette, i carabinieri si schierano con il casco calato, i digos si moltiplicano. La scena è surreale. Fari e centinaia di uomini in armi circondano sei No Tav armati di bandiere. La neve che comincia a cadere dà il tocco finale. Appuntamento NO-TAV alle 16,30 per un presidio con materiale informativo per i dipendenti delle fabbriche.
Un'altra trivella viene avvistata in Strada Aeroporto, sulla destra in direzione Caselle, poco dopo il semaforo di via Reiss Romoli. Ovviamente presidiata dalla polizia, si trova in un terreno di ex-fonderie con probabile elevatissimo tasso di inquinamento; è vicina, ma praticamente irraggiungibile dalla strada Aeroporto. Il sondaggio in questione è il G60.
Questi due carotaggi al confine nord di Torino sono collocati sull'ipotesi di variante "basse di Stura Sud", proposta dal comune di Venaria. Parliamo della cosiddetta "Gronda merci" che per assurdo dovrebbe essere realizzata anche se non si facesse mai il TAV (alternativa a merci pericolose nel passante sotto la città).
SABATO 16 A TORINO: MARCIA NO-TAV, NO-SONDAGGI LUNGO CORSO MARCHE
Indetta dall'assemblea dell'università, la marcia
ha percorso l'asse del corso che dovrebbe ospitare la tratta TAV in città: il progetto, faraonico, è di un collegamento a 3 livelli con viale di superficie, bretella autostradale al 1° livello interrato e gallerie TAV profondissime, per sottopassare la linea ortogonale della metropolitana. Roba da circa 2 miliardi di Euro a preventivo! Il corteo ha toccato i previsti punti di sondaggio G24, G25 e G27.
Hanno sfilato 3-4 mila persone [ vedi NOSTRO VOLANTINO e FOTO ]
La sera stessa viene incendiato il presidio di Bruzolo: un atto che probabilmente vuole spaventare il movimento NO-TAV. Noi però, esortati dal cardinale Poletto, non ci faremo intimidire. NO-TAV, NO MAFIA: mai scritta fu più azzeccata!
Dal 9 al 14 Gennaio 2010: prima settimana della "campagna sondaggi 2010"
L'inizio è segnato, sabato 9 Gennaio, dalla costruzione di un nuovo presidio NO-TAV a Susa, in località "autoporto", sito del previsto sondaggio S68; segue, la sera, una straripante assemblea popolare a Bussoleno. [ FOTO DELLA GIORNATA ; COMUNICATO STAMPA
DELL'ASSEMBLEA ; NOTA SUL SIGNIFICATO POLITICO]
Subito si assiste ad una campagna di stampa che allinea quasi tutti i media nel tentativo orchestrato di distruggere l'immagine del movimento NO-TAV [ VEDI ]
Martedì 12 è la prima giornata in cui tentano di avviare le trivelle; in valle il tentativo è respinto mentre 4 sondaggi riescono a partire nella cintura di Torino
La giornata ha dimostrato che la valle di Susa è tuttaltro che "pacificata" e che anche a Torino e cintura è stato necessario tutelare le installazioni con un impiego notevole di agenti delle varie forze dell'ordine. Complessivamente, dalla sera precedente, è stato mobilitato un migliaio di agenti per avviare solo 4 sondaggi in siti già intrinsecamente protetti. Nella giornata nascono altri presìdi NO-TAV: uno a Collegno, cintura metropolitana, e due in Valsangone.
[Leggi LA NOSTRA CRONACA ; guarda ALCUNE FOTO ]
Un banale conteggio: le trivelle in pista sono 4, un'altra, quella respinta, è nascosta in Valle di Susa, anzi forse quelle nascoste sono 2; al massimo ne hanno 6 in tutto, e se vogliono inscenare almeno 12 sondaggi da due settimane l'uno (parola di Monsieur le Legionnaire, Viranò) in un arco di 20 giorni devono davvero sbrigarsi. O trovare altre trivelle.
Mercoledì 13 a Torino si tiene un'affollata assemblea all'università, che decide per il sabato una marcia cittadina NO-TAV, NO-SONDAGGI [Vedi FOTO e leggi RESOCONTO ]
Giovedì 14 accade un miracolo: il sondaggio di Collegno è già stato ultimato! Doveva durare 2 settimane ed in 3 giorni è finito. Tanto forse non interessa loro veramente sapere che cosa c'è in profondità; oppure lo sanno già, visto che nell'area della stazione FS non saranno certo mancati in tanti decenni dei carotaggi (lì è stato appena realizzato il sottopasso per una delle strade più trafficate della cittadina...).
In ogni caso tutta questa celerità fa solo bene alla loro commedia. E la trivella? ... Via, verso un altro dei buchi.
I sindaci della maggioranza di Comunità montana scrivono la loro risposta al governo (11/1/10)
I 24 sindaci firmatari sono quelli di Almese, Avigliana, Bardonecchia, Bruzolo, Bussoleno, Caprie, Caselette, Chianocco, Chiusa S.Michele, Giaglione, Gravere, Mattie, Mompantero, Moncenisio, Novalesa, Oulx, S.Didero, S.Giorio, S.Ambrogio, S.Antonino, Vaie, Venaus, Villardora e Villarfocchiardo. La lettera respinge l'accusa che la Comunità montana non si connoti «con un profilo di sensibilità politico-istituzionale idoneo a rappresentare il pluralismo delle comunità locali» e al tempo stesso non condivide «la valutazione totalmente positiva del lavoro tecnico dell'Osservatorio per la semplice ragione che, dopo oltre quattro anni di riunioni, molti dei Comuni interessati hanno adottato delibere contrarie alla nuova linea ferroviaria e ai sondaggi». I 24 sindaci, nel ribadire la loro piena fiducia al presidente della Comunità montana Sandro Plano, confermano all'ente il suo ruolo di coordinamento territoriale e chiedono sia convocato il tavolo politico.
Il governo decreterà che si taglia fuori la Comunità montana (9/1/10)
Il Legionario (d'onor francese) Virano torna da Roma con una bisaccia piena, al solito, di complimenti dei ministri Letta e Matteoli e, in fondo in fondo, un foglietto.
C'è scritto che il governo farà un decreto per stabilire che la rappresentanza del territorio cambia: sarà costituita dai Comuni di un'ampia fascia (eh, eh - ndr, intendiamoci) che vogliono collaborare a fare in fretta il TAV; e sia chiaro che quelli, e solo quelli (impattati o meno, - ndr, intendiamoci), si divideranno la torta delle compensazioni. Il prefetto si annoterà i nomi dei buoni e dei cattivi.
"Et voilà" deve aver pensato le légionnaire Viranò, "ecco applicata la filosofia Ferrentiniana" [leggi il COMUNICATO STAMPA DEL GOVERNO]
L'Osservatorio Tav si blocca. Virano va dal Governo per avere un qualche mandato a proseguire comunque (8/1/10)
I due tecnici che rappresentavano la Bassa Valle di Susa non accettano la proroga da Regione e Provincia; il presidente di Comunità montana disconosce quelli di Alta valle e Val Sangone: questi 3 territori non sono dunque più rappresentati. Virano prende atto che nell'attuale quadro normativo di definizione del tavolo non è possibile proseguirne l'attività e si rivolge al governo per un mandato ad andare avanti in qualche modo: o con un decreto che cambi le regole di rappresentanza o a valle di una chiusura dell'Osservatorio. [Leggi l'ARTICOLO]
Parla la presidente della Regione e la logica pare sia proprio: il TAV al di sopra di tutto, la democrazia solo una variabile dipendente (7/1/10)
Il presidente della Comunità montana, Plano, annuncia il disconoscimento dei precedenti rappresentanti tecnici in Osservatorio, a cui Regione e Provincia hanno pretestuosamente prorogato l'incarico.
Il giorno dopo Mercedes Bresso viene intervistata e non fa mistero di non voler andare tanto per il sottile.
Uno dei concetti chiave dice: chi si oppone al TAV si tolga dai piedi, lasci il posto a chi vuole proseguire; un altro: io andrò avanti comunque, fino in fondo; un terzo: se si devono modificare alcune delle regole di composizione del tavolo tecnico lo si può fare revisionando l'intesa di Palazzo Chigi.
Come dire: se c'è stato un primo tempo in cui democrazia era allargare la delegazione per portare dentro degli estranei, ma favorevoli al TAV, adesso è ora di passare al secondo tempo, quello in cui democrazia è lasciare fuori i diretti interessati, perché contari all'opera. Si può fare se Palazzo Chigi emana un nuovo teorema (leggi decreto governativo) della geometria variabile, in cui si cambiano le regole di rappresentanza dei territori...
Ovvero: il fine giustifica i mezzi. Lorsignori, che modernità!!
[L'INTERVISTA]
Effetuato un sopralluogo ai previsti sondaggi S68 e S69 a Susa (06/01/10)
Sopralluogo dei No Tav, ieri pomeriggio, ai terreni di Susa dove nei prossimi giorni dovrebbero iniziare i sondaggi.
«Non abbiamo fatto altro se non quello che hanno fatto carabinieri e Digos il giorno prima - dice Perino -. In ogni caso hanno già perso: se per fare un buco di 40 metri schierano la forza pubblica, quando apriranno il cantiere cosa chiamano, gli americani?». «Quando arriveranno, noi saremo qua, non c'è nessun mistero - spiega Perino -. È incredibile come dal 2005 a oggi non sia cambiato nulla: allora tentavano di fare le opere pubbliche senza i cittadini e ancora oggi pensano di farlo allo stesso modo, imponendoli con la forza pubblica. Forse l'unica differenza che davvero esiste è che almeno cinque anni fa i soldi li avevano. Oggi l'Unione Europea deve dare 430 milioni di euro, ma lo farà solo quando lo Stato darà la sua parte, ovvero 900 milioni. Dove sono quei soldi? Nessuno lo dice». [VEDI]
La Comunità montana rompe con Regione, Provincia ed Osservatorio (05/01/10)
La sera del 4 Gennaio si riunisce l'assemblea dei 43 sindaci della nuova Comunità montana ValSusa-ValSangone; all'ordine del giorno la nomina dei tecnici nell'Osservatorio. I sindaci della Bassa ValSusa, territorio impattato dal TAV, propongono il geologo Marceca (attualmente assesore del comune di Avigliana); i sindaci dell'alta ValSusa e ValSangone, ossia di Comuni non toccati dai tracciati della linea, si oppongono: è l'annunciata spaccatura in seno alla nuova Comunità montana tra la maggioranza PD-NO-TAV ed il PDL, che non potendo prevalere abbandona l'assemblea. I 23 sindaci ancora presenti, allora, affidano al presidente Plano l'incarico di rappresentarli temporaneamente. [vedi la CRONACA]
Il giorno successivo i presidenti di Regione e Provincia Bresso e Saitta, con arroganza istituzionale assoluta, impongono la proroga dei 4 tecnici precedenti.
Il presidente Plano allora dichiara che la Comunità montana disconosce quei 4. [VEDI]
La reiterata scelta di Bresso e Saitta rappresenta uno schiaffo al territorio realmente coinvolto dal progetto TAV ed un appoggio esplicito alle lobby del cemento e tondino; è palese che i due si schierano apertamente per finte forme di democrazia sempre adattabili a servizio degli interessi politico-imprenditoriali, di cui è campione l'architetto Virano, buone per allargare a suon di compensazioni le delegazioni ai tavoli (Osservatorio, Comunità montana, cabine di pilotaggio e piani strategici) fino a che si mette in minoranza chi si oppone.
E' in questo clima che partiranno i sondaggi, il cui inizio è annunciato ai media per lunedì 11 gennaio.