Cronologia del Tav Torino-Lione

A partire dalle vicende più recenti


Sviluppi di varianti progettuali e lavori preliminari

 

 

 

Tratta internazionale

 

 


Valutazione dell'opera

 

Torino-Lione e Green Deal europeo sono in antitesi

 

 

La Corte dei Conti europea presenta uno studio molto critico (2018):

 

 

Il bilancio dell'opera presenta un risultato negativo tra 5,7 e 8 miliardi

 

 


I progetti vigenti

 

TRATTA INTERNAZIONALE

 

 

TRATTE NAZIONALI

 

 

  • La Francia iniizerà studi e progettazione solo dopo il 2030

 

 

15 anni di ridimensionamenti: purché si faccia, anche solo il tunnel di base:

 


La palude delle compensazioni

 

Promesse e manovre:

 

 


Le motivazioni No Tav

 

 

 

 

 

  • Alcuni documenti per chi ci legge da lontano: in Francese, Tedesco, Inglese, Spagnolo

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Appuntamenti

 

 

Venerdì 23 Febbraio 2024 alle ore 18 a Torino

presso Off topic di via Giorgio Pallavicino 35

dibattito "PFAS e acqua potabile in Piemonte"

con Comitato Anemos (Spinetta Marengo), Comitato Acqua pubblica (Torino), Isde Italia (Medici per l'Ambiente) e Greenpeace Italia (autrice della ricerca sul tema)


 

 

Sabato 24 Febbraio 2024 alle ore 16 a Rivalta di Torino

presso la libreria Binaria in via Roma 9

presentazione del libro PFAS gli inquinanti eterni ed invisibili nell'acqua di Giuseppe Ungherese edito da Altreconomia. L'autore dialoga con Centro Studi Sereno Regis e Medicina Democratica



Le nostre news

 

[15-02-2024] Da dove provengono i Pfas delle acque valsusine? Una prima ipotesi includerebbe la galleria Tav

L'articolo pubblicato martedì 13 Febbraio da Luna Nuova, storico periodico locale, riporta un'ipotesi avanzata dal presidente di Pro Natura Mario Cavargna (master europeo in Ingegneria ambientale). Basandosi sulla consuetudine di utilizzo di prodotti contenenti Pfas nella realizzazione di tunnel, Cavargna ritiene plausibile che le alte temperature sui fronti di scavo e la conseguente ventilazione forzata di espulsione dell'aria possano interferire nei naturali moti convettivi di una valle e favorire la dispersione degli inquinanti anche fino alle altitudini di inversione termica (1.000 - 1.200 m.). Ciò spiegherebbe gli elevati valori di Pfas riscontrati a Chiomonte e Gravere (orograficamente prospicienti la galleria Tav in Clarea) ed a Bardonecchia (sede dello scavo della seconda canna del tunnel autostradale). La tesi dovrà essere verificata e corroborata da approfondimenti: la ricerca delle fonti è appena all'inizio e dovrà aprirsi a 360 gradi, ma intanto c'è un primo spunto su cui confrontarsi anche con realtà analogamente inquinate (Tav Terzo valico nell'alessandrino e Pedemontana in Veneto) Leggi


 

[09-02-2024] Acquedotti inquinati da PFAS anche a Torino e provincia, con punte in Valsusa

La nota associazione Greenpeace sta conducendo da tempo una campagna contro gli inquinanti PFAS (sostanze alchiliche perfluorurate e polifluorurate) che, immessi nell'ambiente da varie lavorazioni, si accumulano senza degradarsi (se non in tempi lunghissimi) e finiscono per andarsi a depositare anche nell'acqua. Il problema è che alcune di queste sostanze sono cancerogene. Lo studio di Greenpeace ha messo a fuoco quanto le PFAS siano presenti negli acquedotti del Piemonte: sono disponibili i risultati in un report ed in una mappa interattiva. Ma da dove provengono in maggior misura le PFAS? Se nel caso dell'alessandrino la maggior fonte è chiara, la Solvay di Spinetta Marengo, quale può essere la sorgente in Valsusa, specie nei Comuni montani dell'alta valle come Chiomonte, Gravere e Bardonecchia (hanno i dati più alti, vedi le pagine 29-33 del report) dove non ci sono industrie chimiche? Su questo bisogna indagare a fondo. Al momento la collaborazione delle istituzioni ai vari livelli non è affatto scontata. La lotta dei cittadini organizzati contro questo pericoloso inquinamento è attiva in altri territori, come in Veneto; sarà opportuno collegarsi a queste esperienze già in campo.


 

[09-02-2024] Dubbia legalità degli ultimi fogli di via

Nel suo articolo sul sito del Centro Studi Sereno Regis, Roberto Mairone approfondisce quanto emerso dalla conferenza stampa dello scorso 3 Febbraio in merito agli ultimi fogli di via notificati dalla Questura torinese ad attivisti No Tav. L'analisi si basa sia sugli interventi dell'avvocato difensore Valentina Colletta circa il profilo legale dei provvedimenti emessi, sia sulle prove testimoniali dei destinatari che in realtà non parteciparono ai fatti contestati. Ne esce confermata la già supposta pretestuosità dei suddetti fogli di via ed emerge la probabile volontà di reprimere a priori il dissenso anche restringendo la libertà di movimento degli oppositori. Legali e assistiti hanno impugnato tutti gli atti attraverso il ricorso gerarchico al Prefetto ed inoltre, per alcuni casi, è stato presentato anche il ricorso in via di autotutela al Questore. Leggi l'analisi puntuale


 

[04-02-2024] Presidio di San Didero: volano via i fogli di via

Ieri mattina ha avuto luogo sul piazzale del presidio di San Didero una conferenza stampa del Movimento No Tav. Avvocati ed attivisti hanno denunciato la pretestuosità della recente, ennesima notifica di numerosi, "fogli di via" dai comuni di Bruzolo, San Didero, Venaus, Chiomonte e Giaglione: intendono evidentemente colpire gli organizzatori dell'annuale Festival ad alta felicità, molti dei quali non erano presenti ai fatti contestati. Al termine della conferenza i fogli di notifica, arrotolati e legati a palloncini, sono volati in cielo davanti alle reti del cantiere dell'autoporto. Vedi


 

[02-02-2024] Torino: il futuro dei Centri Sociali

Lo scorso 30 Gennaio la Giunta comunale di Torino ha approvato una delibera che avvia il percorso di trasformazione del Centro Sociale Askatasuna in "bene comune della città". E' una alternativa di buon senso al classico sgombero violento dello stabile occupato di Corso Regina. Una svolta che in qualche misura riconosce la carenza di spazi di aggregazione sociale nel quartiere cui l'Aska ha sopperito fin dal 1996. La soluzione è maturata grazie al "lavoro diplomatico" di un comitato di personalità garanti della transizione; alla fine anche gli occupanti hanno dato fiducia alla prospettiva di un progetto compartecipato. Il percorso inizierà col rilascio volontario dei locali per consentire la ristrutturazione che metta in sicurezza l'edificio: ovvio che da lì in poi i tempi di realizzazione potrebbero fare la differenza e determinare il successo o meno dell'operazione. Operazione che qualcuno ha definito "di legalizzazione" del Centro Sociale più noto di Torino: si sono levati strepiti della destra e dei sindacati di Polizia che erano convinti di essere ormai ad un passo dallo sgombero, dopo aver fatto pressione a tutti i livelli istituzionali. Una coda avvelenata è stata messa, in ultimo, ad opera della Digos, che con consueto tempismo ha notificato oggi 12 misure cautelari ad altrettanti militanti del centro.


 

[26-01-2024] Una diversa idea di ordine pubblico

Si è svolto a Torino lo scorso 15 Gennaio un convegno sull'asfissiante repressione che sempre di più si accanisce sul dissenso politico e sulle militanze sociali ed ambientali: sintomo, come minimo, di una "democrazia autoritaria" che intende vietare ogni conflitto coi poteri dominanti. Lo hanno organizzato l'Associazione Giuristi democratici, Magistratura democratica, il Coordinamento antifascista di Torino, il Gruppo Abele, il Centro studi Sereno Regis e l'associazione Volere la luna. Grazie a quest'ultima si possono visionare le registrazioni delle varie relazioni e consultare la sintesi dei tre punti principali emersi dalla giornata.


 

[26-01-2024] Accanimento del Tribunale di Torino

Dalla scorsa estate il No Tav Giorgio Rossetto è sottoposto all'obbligo di dimora a Bussoleno e contemporaneamente al regime di sorveglianza speciale. In questi mesi, come era suo diritto, Giorgio ha richiesto per ben 18 volte al Tribunale il permesso di potersi eccezionalmente muovere da casa per visitare gli anziani famigliari, presenziare ad una riunione su di un progetto di cui è responsabile, partecipare ad una commemorazione, ad un funerale... Permesso sempre puntualmente negato.


 

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La repressione giudiziaria del Movimento No Tav

 

Il caso emblematico di Dana

 

 

 

 

 

Centinaia di militanti imputati in decine di processi per oltre un decennio; molte misure cautelari di privazione della libertà prima del giudizio

 


I cittadini inascoltati, la valle militarizzata

 

Il Tav Torino-Lione è il caso più lampante di grande opera inutile imposta alla popolazione

 

Interviene, in seguito ad un esposto, il Tribunale Permanente dei Popoli che sentenzia: violati i diritti fondamentali dei cittadini

 

 

 

 

Autore dell'esposto al TPP è

 

 

nato nel 2014 p er vigilare attentamente sui limiti posti all'agibilità democratica.

 

Negli anni seguenti il Controsservatorio promuove convegni, pubblicazioni, appelli, esposti alla Magistratura

 

 


Il Movimento No Tav

 

Oltre trent'anni di ostinata resistenza

 

Un filo rosso nelle lotte NO-TAV:

 

 

 

 

 

 


Ultimo aggiornamento: 20-Feb-2024