Torino-Lione

A che punto siamo?
(ultimo aggiornamento: 27-Dic-2011 )

In questa pagina presentiamo documenti e articoli di stampa riferiti in particolare alla nuova linea ferroviaria Torino-Lione.

TAV: a che punto siamo... sui progressivi sviluppi delle vicende legate all’Alta Velocità ferroviaria Torino-Lyon

Periodo: secondo semestre 2007 - Gli articoli e i documenti sono presentati in ordine cronologico (i più recenti per primi)
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  • Lettera a Prodi (17/12/07)
    Il Presidente della Comunità Montana Bassa Valle di Susa e Val Cenischia scrive una lettera al Presidente del Consiglio, a valle di un confronto fra tutti gli amministratori della Comunità (i firmatari del documento del 4/12 per l'uscita dall'Osservatorio - vedi sotto - erano intanto saliti a 87). La lettera lamenta le continue dichiarazioni, che Prodi e Di Pietro hanno ripetutamente rilasciato nella prima metà di Dicembre, circa l'esistenza di un nuovo progetto della Torino-Lione e gli impegni di costruzione della linea nell'arco degli anni 2010-2024. Si chiede a Prodi di convocare in tempi brevi il "Tavolo Politico" per chiarire il ruolo ed il futuro dell'Osservatorio tecnico in un contesto tanto contraddittorio, e di fornire il dossier completo sulla cui base è stato ottenuto il finanziamento della UE.

  • Il Prof. Tartaglia sugli esiti dell'Osservatorio Tecnico
    Intervista di G. Ragozzino su Il Manifesto del 16/12/07- pag.4
    «La linea non è assolutamente urgente, per dirla in termini che tengano conto delle posizioni di tutto l'Osservatorio. La linea esistente è assai sotto utilizzata. Inoltre se si vogliono conseguire risultati positivi nel trasferire le merci dalla strada alla ferrovia, la prima cosa da fare non è un tunnel sotto le Alpi ma una serie di politiche finora inesistenti. Poi, verificata l'efficacia delle politiche, si può pensare a interventi infrastrutturali. La linea esistente, con le tendenze in atto e prevedibili, basta ben oltre il 2030».
    Tutta l'informazione sui lavori dell'Osservatorio, diffusa attraverso i canali al pubblico, fuori dalla Valle di Susa, è, come minimo, fortemente inesatta. Il messaggio veicolato è, invariabilmente: stanno discutendo, stanno mettendosi d'accordo. Ed è sottinteso: per fare la nuova linea. L'unico problema sarebbe di capire come è fatta e dove passa. In realtà le conclusioni dell'Osservatorio hanno messo in dubbio il senso di fare la nuova linea, in un futuro che vale per parecchi anni. Questa è la sostanza. E' chiaro che una parte degli interlocutori politici gioca con l'Osservatorio. E afferma: si sta parlando; però lascia come inamovibile che si debba fare quest'opera grande e costosissima. Invece le conclusioni dell'Osservatorio, il lavoro in corso, dimostrano che la linea non andrebbe fatta, tenendo conto del buon impiego delle risorse. (leggi tutto)

  • I soldi UE: per il valico, non per Torino (7/12/07)
    L'europarlamentare Agnoletto cita il documento ufficiale della Commissione UE inerente i finanziamenti in cui, precisa, lo stanziamento per la Torino-Lione (relativo alla "richiesta n. 10") è chiaramente finalizzato alla tratta di valico italo-francese, e non è pertanto utilizzabile per il nodo di Torino, anche perché una richiesta specifica per questa tratta (la n. 82) nel documento risulta espressamente bocciata.

  • Oltre 60 amministratori valsusini chiedono l'uscita dall'Osservatorio (4/12/07)
    Un gruppo di sindaci e consiglieri si riunisce e stila un documento che chiede un'assemblea degli amministratori di valle in cui discutere e votare l'ipotesi di abbandonare i lavori dell'Osservatorio tecnico. (vedi il documento)
    In questa occasione il giornale Luna Nuova sceglie di dare una lettura fortemente drammatizzata dell'evento, interpretato unicamente in chiave di rivolta contro il presidente della Comunità Montana Bassa Valle Susa. Nel l'articolo "La valle No Tav si scopre in frantumi", del 4/12/07, Massimiliano Borgia riporta i brani centrali del testo firmato dai 67 e le reazioni a caldo, ma lo fa sotto un titolo ed un'apertura dai toni apocalittici.

  • Intervento del Comitato NO-TAV Torino al Convegno "Vediamoci chiaro" del 1/12/07
    Il 1° Dicembre 2007 si è svolto a Torino un convegno, promosso dai sindaci dei territori interessati alla Torino-Lione, finalizzato a rendere pubblici con maggiore chiarezza i risultati del lavoro dell'Osservatorio tecnico; titolo dell'iniziativa, appunto, "Vediamoci chiaro". Nel corso dei lavori, il contributo portato dai sindaci della bassa valle di Susa ha sancito una netta posizione: "se dovessimo scoprire che mentre l'Osservatorio svolge i suoi lavori, qualche Ministero lavora fattivamente a dei progetti con dei tracciati nuovi, sicuramente abbandoneremmo tutti i tavoli lasciando la responsabilità della rottura a chi non è stato ai patti finora condivisi"

  • Delibera del Comune di Avigliana: osservazioni sul terzo quaderno dell'Osservatorio (28/11/07)
    Il Comune si pronuncia contro l'ipotesi di realizzazione graduale nel tempo di nuove infrastrutture partendo dalle aree di maggiore criticità in particolare Avigliana - Bivio Pronda, ritenendo non credibile e prematuro l'inserimento delle indicazioni stesse ed opinabili i dati su quantità di treni e loro distribuzione giornaliera ancor prima della conclusione dell'esame del nodo di Torino e senza l'individuazione di convincenti politiche trasportistiche e di un serio esame degli scenari di riferimento.

  • Consegnate le 31.608 firme al Governo francese (30/11/07)
    In occasione del summit intergovernativo italo-francese del 30 Novembre 2007 a Nice una delegazione dei Comitati NO-TAV della Valle di Susa, Val Sangone e Torino ha recapitato i dossier con le 31.608 firme anche ai massimi rappresentanti della Francia, Sarkozy (presidente della Repubblica) e Fillon (Primo ministro). La consegna è avvenuta tramite la Prefettura di Nice, sede presso la quale si è svolto il vertice internazionale.
    Vedi comunicato stampa bilingue, il volantino 1 e il volantino 2 (in francese)

  • Lettera aperta dal Comitato NO-TAV Torino (22/11/07)
    Indirizzata ad Antonio Ferrentino (Presidente Comunità Montana Bassa Valle Susa e Val Cenischia), Alberto Deambrogio (Consigliere regionale e segretario regionale PRC), Monica Frassoni (Presidente del Gruppo dei Verdi/ALE al Parlamento Europeo).
    Tratta delle prospettive dell'Osservatorio tecnico dopo la proposta di finanziamento europeo.
    (vedi risposta di A. Deambrogio)

  • Comunicato dei Comitati NO-TAV su finanziamento UE e futuro dell'Osservatorio tecnico (20/11/07)

  • Le prime reazioni alla notizia del finanziamento europeo (20/11/07)
    Da ciascun attore istituzionale una lettura tutta interna alla propria ottica.
    Così Di Pietro, Bresso e Borioli: che bravi siamo stati !
    Così Frassoni, Deambrogio e Ferrentino: e che sarà mai! Basta che non si facciano sondaggi in val di Susa, che l'Osservatorio non si fermi, che siano usati per studiare il nodo di Torino (!?)
    Agnoletto, invece, è fuori dal coro.
    E' quanto si legge nell'articolo Tav, l'Europa sborsa 671 milioni di Massimiliano Borgia da Luna Nuova del 20/11/07 – pag.3


  • Estratto dal documento UE sulla proposta di finanziamento
    (Bruxelles, 21/11/07)
    Contiene, in premessa, un sintetico resoconto (in italiano) dell'audizione del Commissario Barrot davanti al Parlamento Europeo per i contenuti concernenti i principali progetti di interesse del nostro Paese. Quindi riporta, dal documento ufficiale della Commissione Europea “Bozza di proposta per una decisione sulla selezione di progetti per il programma pluriennale 2007-2013”, un estratto (in inglese) riguardante i criteri generali di scelta dei progetti e le ripartizioni di fondi proposte, a cui segue l’intero capitolo dedicato al Progetto n.6 di cui fa parte il TAV Torino-Lione.



  • La Commissione UE propone per il TAV Torino-Lione un finanziamento di 671 milioni di Euro (19/11/07)
    Per la Torino-Lione l'Unione Europea prevede un finanziamento di 671,80 milioni di euro. La cifra è contenuta nel rapporto che la Commissione ha inviato oggi agli Stati membri sull'assegnazione dei fondi comunitari. Il commissario Jacques Barrot presenterà ufficialmente al Parlamento il documento di Bruxelles mercoledì 21 Novembre; entro la fine del mese si riunirà il Comitato TEN (TransEuropean Networks), composto dai rappresentanti degli Stati membri, per esaminare il lavoro svolto dalla Commissione.
    Ad una richiesta italiana che non rispetta alcun requisito posto dal bando di gara (progetto maturo, stanziamento dei soldi, tempi certi, accordo delle popolazioni ...) incredibilmente la UE ha dunque la faccia di rispondere sì, rivelando così la sua natura di "Lobby delle lobby" (vedi il comunicato stampa dell'eurodeputato Agnoletto)
    Mentre Di Pietro esulta scompostamente, la concessione del finanziamento UE avrà l'effetto di ricompattare e rafforzare il movimento di opposizione all'opera.

  • Consegnate le firme NO-TAV anche a Regione Piemonte e Provincia di Torino (Novembre 2007)
    Lunedì 12 e giovedì 15 le 31.608 firme sono state consegnate rispettivamente alla presidente della Regione, Bresso ed al presidente della Provincia di Torino, Saitta.

  • Il Comune di Avigliana: "Nessuna nuova ferrovia"
    Di Eva Monti da Luna Nuova del 9/11/07 – pag 8
    [Nelle bozze del 3° quaderno dell'Osservatorio si paventa la saturazione dell'attuale tratta ferroviaria Avigliana-Torino intorno al 2012-2014 ed in qualche modo si fa balenare la conseguente necessità di avviare con relativa urgenza la posa di nuovi binari per quel segmento della linea (3° e 4° punto di pag. 25, nella Bozza-prima parte). Vedi il nostro commento].
    Questo articolo di Luna Nuova riporta la motivata, ferma opposizione del Comune di Avigliana a fronte di una simile prospettiva.

  • Prove di dialogo sul TAV (Primo incontro tra i comitati e i sindaci)
    di Davide Chiarbonello da Luna Nuova del 9/11/07 – pag 27
    Da un anno i Comitati NO-TAV della Val Sangone chiedevano ai sindaci dei loro 6 Comuni un incontro per confrontare le reciproche posizioni sul tema dell'alta velocità. La riunione si è finalmente svolta, presso la sede della Comunità Montana, a Giaveno: è stato un incontro interlocutorio, giudicato positivamente da tutti i partecipanti.

  • 31 Ottobre 2007, Roma
    Consegnate al Governo Italiano le 31.608 firme NO-TAV

    Vedi il comunicato stampa dei Comitati

  • Ora il TAV minaccia Torino (Ottobre 2007)
    Pubblichiamo il contributo del Comitato NO-TAV Torino al numero monografico della rivista Carta mensile "Dalla città-fabbrica a Torino Park", uscito nelle edicole l'11/10. All'ampio estratto pubblicato è stato dato il titolo: Binari interrati e grandi affari in superficie. La Tav in città.
    Il testo tratta il caso pluridecennale del Passante ferroviario urbano, esempio negativo di inefficienza dell'infrastruttura e contemporaneo tripudio di "riqualificazioni urbanistiche" (speculazione immobiliare); trova le analogie con le premesse relative al caso di corso Marche; analizza i primi sintomi di una possibile opposizione a questa nuova opera, in città, specie se costituisse il primo segmento del TAV Torino-Lione.

  • Bozza del terzo quaderno dell'Osservatorio tecnico (parte prima: Linea storica nelle tratte di bassa valle e metropolitana) (28/10/07)
    PREMESSA:
    In questa prima parte viene valutata la capacità della linea storica nelle tratte (Bussoleno-Avigliana ed Avigliana-Torino) non analizzate dal precedente quaderno 1.
    Per la Avigliana-Torino si conclude che vi possano transitare al massimo un numero di treni compreso tra 224 e 235 al giorno. In presenza di questo limite, a causa della previsione dell'Agenzia della Mobilità Metropolitana (AMM) di istituire un Servizio Ferroviario Metropolitano con l'inserimento di 80 treni al giorno, si arriva a determinare la saturazione della linea intorno al 2014 (e comunque tra il 2012 ed il 2018).
    Ma l'AMM è un ente serio? Pensa che si possa assegnare credibilità scientifica e sostenibilità economica ad una previsione di 80 treni giornalieri "sparata" senza uno straccio di studio sulla domanda di mobilità passeggeri su quella direttrice?
    Resta, netta, l'impressione che si voglia accreditare uno sviluppo di traffico artificioso, finalizzato a raggiungere la saturazione della linea il più presto possibile!
    (vedi l'analisi in dettaglio)

  • Documento di "declino di responsabilità" del prof. Tartaglia (reso pubblico il 20/10/07)
    Il prof. Angelo Tartaglia è uno dei due tecnici che nell'Osservatorio rappresentano la Comunità Montana Bassa Valle di Susa e Val Cenischia. Il documento, che ha carattere di ufficialità in quanto messo agli atti dell'Osservatorio ed allegato al terzo quaderno, rende esplicito il dissenso del professore sulle premesse poste in quella sede per le scelte relative allo scalo di Orbassano ed a Corso Marche quali capisaldi della futura struttura del nodo di Torino: "si basano sull’assunto indiscusso della realizzazione di una nuova linea ferroviaria internazionale attraverso la Valle si Susa. Tale assunto, alla luce delle risultanze dei lavori di questo osservatorio, è tutt’altro che scontato."

  • Bozza del terzo quaderno dell'Osservatorio tecnico (parte seconda : Nodo di Torino) (20/10/07)
    PREMESSA:
    Pubblichiamo la parte del "terzo quaderno" inerente il Nodo di Torino, anche se in stato di bozza, in modo che ciascuno possa valutare il peso dei controversi punti riguardanti le "opzioni assunte dall'Osservatorio ai fini della definizione della struttura del sistema ferroviario nel medio termine". All'interno delle conclusioni segnaliamo, in particolare, a pag.13 il capitolo 3.2 "La valutazione delle alternative e la costruzione dello scenario base": a nostro avviso vi si trova la conferma del paventato salto di qualità nel lavoro del tavolo, verso le modalità di realizzazione del TAV, solo in parte mitigata dalla precisazione circa le riserve espresse dai rappresentanti tecnici della Bassa Val di Susa (più netta la posizione del prof. Tartaglia; vedi qui sopra il paragrafo relativo)
    Nel successivo capitolo 3.3 c'è anche spazio per un'irridente ridefinizione dell'"opzione zero" che dice in sostanza: finché non si saranno realizzate nuove opere è chiaro che sarà quella l'opzione in atto (!)

  • Vedi il primo Comunicato stampa di Antonio Ferrentino (12/10/07) pubblicato sul sito web della Comunità Montana Bassa Valle di Susa e Val Cenischia.
    E' essenzialmente un documento di precisazione su metodi e programmi di lavoro dell'Osservatorio.


  • E' un po' più oscura la vicenda "terzo quaderno e nodo di Torino" (12/10/07)
    Da due giorni i media la dicono così: l'Osservatorio ha chiuso il terzo quaderno e con esso l'argomento "nodo di Torino" (la linea storica inizierà ad entrare in sofferenza dal 2009 per nuove merci; dal 2012, poi, vi circoleranno 100 (!!) treni per pendolari al giorno e si avrà la sua saturazione. Sono indispensabili altri binari.)
    Perfino Luna Nuova, di solito oculata, titola: "Osservatorio, sì al terzo quaderno; Il tavolo tecnico di Virano sulla Torino-Lione chiude il nodo di Torino". L'articolo cita testualmente le parole di Virano: "L'Osservatorio ha assunto le previsioni infrastrutturali delle principali istituzioni (Regione, Provincia e Comune di Torino), le ha armonizzate e ha scelto di considerare, come uniche due ipotesi di connessione del sistema torinese, la linea storica oppure una nuova linea in destra Dora che alimenti anche Orbassano, mentre il nodo propriamente detto è basato anche su corso Marche, gronda nord e passante ferroviario riservato ai passeggeri."
    Se il Commissario governativo straordinario alla Torino-Lione dice il vero, allora ha ottenuto concessioni pesanti. Basta pensare a che cosa significhi, rispetto agli atti compiuti di recente dal ministro Di Pietro, privilegiare ora il tracciato "Destra Dora" e soprattutto accettare l'opzione di corso Marche: una repentina fuga in avanti dell'Osservatorio verso le modalità di realizzazione del TAV.
    Sinceramente non capiamo come lo scorso mercoledì 10 ciò sia potuto accadere, visto che solo la sera prima la Conferenza dei Sindaci, riunita a Rivalta, aveva registrato in prevalenza posizioni contrarie alla chiusura del terzo quaderno (al momento l'Osservatorio può chiudere solo l'analisi della capacità della tratta Bussoleno-Avigliana; il programma di lavoro dell'Osservatorio deve essere mantenuto senza elusioni o fughe in avanti; l'analisi del nodo di Torino è ineludibile per valutare "se" una nuova linea ferroviaria Torino-Lione è utile e necessaria; nessun altro argomento o studio può essere intrapreso prima che sia stata completata l'analisi del nodo di Torino).
    Le prossime settimane ci vedranno impegnati a chiarire questo delicato passaggio con amministratori e tecnici.

  • L'Osservatorio rinvia il nodo di Torino
    di Massimiliano Borgia, da Luna Nuova del 5/10/07 – pag. 3
    C 'è l'accordo sul terzo quaderno, ma solo sulle conclusioni che riguardano la capacità della tratta Bussoleno-Torino. Del nodo urbano vero e proprio se ne discuterà in un secondo tempo, quando Rfi avrà terminato l'applicazione di nuovi metodi di calcolo dei flussi al sistema metropolitano. La discussione sui tracciati sarà all'ordine del giorno solo dopo il prossimo incontro del Tavolo Politico di Palazzo Chigi. Questo programma è, almeno in parte, il risultato della lettera dei sindaci datata 28 Settembre.

  • 4 Ottobre, Bruxelles
    I sindaci consegnano alla UE le delibere dei Comuni

    I sindaci Antonio Ferrentino ed Amalia Neirotti, coadiuvati dai tecnici Andrea Debernardi e Maria Sorbo sono stati ricevuti da Jan Brinkhost, coordinatore europeo per il Corridoio 5, in un incontro organizzato dall'eurodeputata Monica Frassoni. Il netto messaggio portato in quella sede è: se l’Europa darà i soldi per il tunnel di base, i sindaci usciranno dall'Osservatorio. Questo perché, mentre i risultati del lavoro al tavolo tecnico stanno indicando l'adeguatezza dell'attuale ferrovia di valico almeno fino al 2030, il finanziamento di un nuovo tunnel avallerebbe la tesi sbagliata che vuole la priorità d'intervento spostata proprio in quella tratta. ("In valle di Susa non sarebbe possibile fare nessun carotaggio, nessun cantiere anche solo per sondaggi" ha ulteriormente precisato Ferrentino).
    Brinkhost non si è sbilanciato ma ha fatto capire che sia il viaggio dei comitati, sia l'incontro di ieri, hanno mostrato a Bruxelles che al progetto Torino-Lione manca la condivisione dei territori. Ma il coordinatore ha anche detto che "la decisione spetta al governo italiano". A questo proposito Ferrentino ha affermato: "Se ci trovassimo di fronte a un progetto definitivo presentato dal governo sarebbe la morte dell 'Osservatorio"
    V edi: Tav, i sindaci a Bruxelles di Massimiliano Borgia, da Luna Nuova del 5/10/07 – pag. 3

  • Assemblea NO-TAV di Villardora: documento sulla manifestazione di Roma del 20 Ottobre (3/10/07)
    L’assemblea del movimento NO-TAV riunita a Villardora il 3 Ottobre 2007 valuta che non vi siano le condizioni e i presupposti per partecipare alla manifestazione del 20 Ottobre a Roma. Nel documento, approvato a stragrande maggioranza, le motivazioni analitiche della posizione assunta.

  • Lettera dei Sindaci sul Nodo di Torino (28/9/07)
    La conferenza dei Sindaci per la Torino-Lione scrive a Prodi, Letta, Di Pietro, Bianchi, Bresso, Saitta, Chiamparino, Virano, al coordinatore UE Brinkhorst, ai gruppi parlamentari ed a Moretti di RFI. Il testo denuncia l'atteggiamento ostruzionista di RFI nell'analisi sul nodo di Torino e dice che a causa di questo i lavori dell'osservatorio rischiano tempi lunghi e scarsa validità tecnica; chiede "che le necessarie verifiche sul nodo di Torino vengano affidate dall’Osservatorio ad un soggetto tecnico autorevole ed indipendente da RFI, in modo tale da accelerare i tempi di rilascio del quaderno, mantenendo piena autorevolezza tecnica alle conclusioni raggiunte"
    Pare che con questa lettera si sia raggiunto lo scopo di non concludere il terzo quaderno (Virano & C. volevano chiudere subito e passare ad esaminare i tracciati...), lasciando aperto il tema nodo di Torino e mettendo in rilievo la complessità della questione. Positiva la denuncia delle continue esternazioni di Di Pietro, Prodi ecc.. sulla To-Lione ("alte cariche istituzionali che continuano a fare in pubblico affermazioni sulla totale condivisione di Consigli Comunali e popolazione interessata su un nuovo ipotetico progetto che nessuno conosce e che quindi nessuno ha mai condiviso"). Tutta da capire la proposta di affidare il tema nodo di Torino ad un soggetto tecnico "indipendente".

  • 25 Settembre 2007, Strasburgo
    Consegnate al Parlamento europeo 31.000 firme NO-TAV

    Circa 150 persone hanno raggiunto Strasburgo con 3 pullman, in rappresentanza delle 58 organizzazioni (delle valli Susa e Sangone, di Torino e cintura) promotrici della raccolta firme (vedi il testo). Fuori dal palazzo del Parlamento europeo hanno allestito un gazebo per informare sull'iniziativa (vedi volantino). Organizzati in precedenza da Vittorio Agnoletto, si sono svolti tre incontri nelle sale dell'istituzione: una delegazione è stata ricevuta dalle competenti Commissioni parlamentari per la consegna degli 8 volumi di firme, e successivamente si sono svolte una riunione con alcuni eurodeputati ed una conferenza stampa (vedi le foto della giornata). A sera, infine, ha avuto luogo un incontro tra tre rappresentanti NO-TAV ed il Commissario ai trasporti Barrot.
    Il significato della missione è stato inequivocabile: non c'è nessun accordo delle popolazioni sul fantomatico "dossier" di una nuova linea ferroviaria Torino-Lione sulla cui base il ministro Di Pietro ha presentato lo scorso Luglio domanda di co-finanziamento alla UE.
    Commissari ed eurodeputati hanno inscenato un atteggiamento di sorpresa, dicendosi convinti che ormai, grazie al lavoro di Virano, ci fosse un progetto condiviso dalle amministrazioni locali e dalla stragrande maggioranza dei cittadini interessati; stante, a loro dire, le informazioni che avevano dai media e dallo stesso Virano.
    Non ci nascondiamo che i suddetti interlocutori nel Parlamento UE, tranne rarissime eccezioni (al momento Vittorio Agnoletto e Giulietto Chiesa), vorranno continuare a credere a questa "verità ufficiale" di comodo. Fingendo di dimenticare 31.000 firme di cittadini che però sono lì, nei loro 8 volumi: un granello forse piccolo, ma duro come il diamante, negli ingranaggi delle lobby europee.


  • TAV in Torino: accordo Di Pietro-Bresso-Chiamparino (24/9/07)
    Lunedì 24 Settembre è la data della firma di un nuovo accordo sulle "grandi opere" in Piemonte, l'ennesimo, tra Ministero delle infrastrutture e Regione. A ben vedere contiene anche un passaggio che riguarda il TAV: "Le parti .... concordano inoltre che la realizzazione della connessione di corso Marche in Torino ... è considerata, per la parte ferroviaria, quale elemento integrante del progetto Torino-Lione ..." I firmatari confermano così, come avevamo facilmente previsto, l'abitudine alla prevaricazione delle sedi di confronto, questa volta bruciando in anticipo il lavoro dell'Osservatorio Tecnico sul "nodo di Torino" (che per loro DEVE essere il cavallo di Troia per il TAV: vedi paragrafo seguente)

  • Nodo di Torino, possibile cavallo di Troia per il TAV (Settembre 2007)
    I giornali dicono che già all'inizio del mese l'Osservatorio ha concluso l'analisi sul nodo ferroviario di Torino e sulla linea storica in bassa valle, fino a Bussoleno (materia del prossimo, terzo quaderno); vengono riportati i dati sulla capacità della tratta e le ipotesi future di traffico: qui la saturazione sarebbe attesa molto prima del 2030, si parla del 2018, stavolta non a causa del flusso merci, bensì dell'intenzione di aumentare a dismisura (progressivamente dal 2012) il numero di treni passeggeri metropolitani. C'è, ovviamente, chi dice che per risolvere la criticità di questo segmento ci vuole la Lisbona-Kiev, ma i tecnici della bassa Val di Susa argomentano l'adeguatezza di un tradizionale binario aggiuntivo tra Avigliana e Torino (vedi intervista di Ambientevalsusa al Prof. Tartaglia)
    Dell'analisi sul nodo di Torino vero e proprio, in realtà, pare non si voglia parlare affatto; sembra si sia usata la motivazione che "è principalmente una questione di tracciati" per rimandarne di fatto l'esame a Novembre, quando in seguito alla prossima riunione del Tavolo Politico di Palazzo Chigi l'Osservatorio dovrebbe discutere del percorso del TAV; ma su quell'ordine del giorno, si è sempre detto, i rappresentanti della valle non ci saranno.
    Il serio problema che si evita di affrontare, per la tratta urbana torinese, è che l'apertura del cosiddetto Passante (si presume nel 2012) bloccherà, almeno in parte, il transito dei treni merci per ragioni di sicurezza e che quindi si rende necessario avviare per tempo la costruzione di una "circonvallazione ferroviaria merci" per aggirare il nodo. Anche qui, alcuni tra i principali attori Pro-TAV non hanno dubbi: si risolve con la Lisbona-Kiev; infatti Comune e Provincia di Torino, insieme a Regione Piemonte, si sentono già in tasca una faraonica tratta di Corso Marche unita ad una Gronda Nord lungo la tangenziale, da progettare con le caratteristiche tecniche TAV-TAC. Come dire: ecco il primo segmento della Torino-Lione, che va costruito entro il 2012, a fronte dell'"oggettiva emergenza blocco merci a Torino". Che bisogno c'è di discuterne?
    Al movimento NO-TAV, che si attrezza di conseguenza, non sfugge la strategia avversaria della manovra a tenaglia: se da un lato andasse avanti l’iter UE per costruire il tunnel di base transfrontaliero e dall’altro si realizzasse una circonvallazione di Torino con le caratteristiche dell’alta velocità-capacità, la lotta di opposizione verrebbe confinata al residuo segmento intermedio, da inserire in qualche tracciato di minor resistenza tra le valli Susa e Sangone.

  • I primi due Quaderni dell'Osservatorio Tecnico - I dati salienti (Agosto 2007)
    All'inizio di Agosto vengono distribuiti in forma cartacea a tutti i livelli amministrativi, dal Governo ai Comuni, i numeri 1 e 2 dei Qaderni dell'Osservatorio Tecnico sul collegamento ferroviario Torino-Lione.
    (si possono attualmente scaricare - in formato .pdf - dal sito del Governo italiano ai seguenti indirizzi:
    http://www.governo.it/governoInforma/Dossier/tav/quaderno_1.html; http://www.governo.it/governoInforma/Dossier/tav/quaderno_2.html)
    Dalla lettura dei due tomi (163 pagine il primo; 383 il secondo) emergono conferme su grandi potenzialità della ferrovia esistente attualmente inutilizzate (oggi la linea è sfruttata al 33% circa), e sull'adeguatezza di questa infrastruttura nel far fronte alla prevedibile domanda di flussi merci almeno fino al 2030-2035; si tratta di conferme oltremodo significative, in quanto basate su analisi e modelli previsionali di LTF, azienda che vive con l'unico scopo di costruire una nuova linea ferroviaria tra Torino e Lione.
    Il QUADERNO 1 (Linea Storica - Tratta di valico) raccoglie i materiali di 10 sedute di discussione, tenutesi tra il 12/12/06 ed il 7/3/07, riguardanti la capacità dell'attuale ferrovia nel suo tratto internazionale fra Bussoleno e Modane. Particolarmente significative risultano: la tabella tratta dalla pag.125 (edizione cartacea) [pag 1su 4 del file Q01_4d_Ulteriori_appr.pdf] che indica per tutta la linea, al termine dei lavori di adeguamento in corso, la potenzialità di 226 treni giornalieri complessivi (contro gli attuali 80 circolanti, al massimo); la tabella di pag. 32 (edizione cartacea) [pag. 18 su 44 del file Q01_01_Risultanze.pdf] che mostra come la quotaparte giornaliera di treni merci (150-180) possa trasportare una quantità di tonnellate annue che varia fra circa 20milioni e 32milioni (contro gli attuali 6,5milioni).
    Il QUADERNO 2 (Scenari di traffico - Arco alpino) riferisce sulle 16 riunioni svolte nel periodo 22/12/06-11/6/07, dedicate a trattare le previsioni delle future dimensioni del traffico su rotaia e su gomma attraverso le Alpi, con particolare riguardo ai valichi del Frejus. Qui i dati salienti sono raccolti nella tabella LTF di pag. 18, [ pag. 10 su 78 del file Q02_01_Risultanze.pdf] da cui si può ricavare che:
    - (cfr prima parte - M1 Riferimento -) la linea attuale, con i soli lavori di adeguamento in corso, sarà in grado di sopportare la domanda di traffico merci almeno fino al 2030 (previsti allora 16,4milioni di tonnellate a fronte di una potenzialità di 20-32);
    - (cfr terza parte - Veicoli pesanti -) la costruzione di una nuova ferrovia di per sè "sposterebbe da gomma a rotaia" solo un 1% di camion (nel 2030 risulterebbero comunque in aumento sul 2004: di un 2,9% senza nuova linea e del 1,9% con nuova linea).

  • 10 Agosto 2007: la notte dei fuochi


    L'iniziativa della NOTTE DEI FUOCHI è stata assunta dal Patto di Mutuo Soccorso: la sera di San Lorenzo tutte le realtà italiane collegate erano invitate ad accendere un falò di resistenza, un fuoco simbolico di solidarietà fra coloro che lottano per la difesa del proprio territorio.
    Per la Valle di Susa lo scenario è stato quello del presìdio di Venaus.

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  • DA VENAUS A CHIOMONTE
    Sabato 28 Luglio 2007 vede la più agreste delle manifestazioni NO-TAV: lungo la mulattiera della Colombera, che unisce Giaglione a Chiomonte attraverso le baite ed i vigneti che dopo anni di faticoso recupero oggi dànno i vini Valsusa DOC, oltre 2000 persone hanno partecipato alla Marcia delle Gorge. E' stato un simbolico passaggio di testimone tra presìdi: dal consolidato di Venaus al costruendo di Chiomonte, un "atto dovuto" dal movimento NO-TAV dopo che Di Pietro a Bruxelles ha ipotizzato un simile spostamento dell'imbocco per il tunnel di base. Sabato 28 è un'altra tappa nel lungo percorso di lotta contro la nuova Torino-Lione a cui hanno partecipato anche, come ormai è consueto, rappresentanze del Patto di Mutuo Soccorso da Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, Campania...
    (Vedi le foto della marcia delle gorge)

  • A volte ritornano: la reincarnazione della Legge Obiettivo (27/7/07)
    Si direbbe che per il Governo Prodi le infrastrutture "prioritarie per il Paese" rimangano quelle della famosa lavagna di Berlusconi (tranne - forse - il Ponte di Messina; vedi il documento di analisi a firma di Marco Ponti ed Andrea Boitani, tratto dal sito web www.lavoce.info - 27/7/07): è ciò che si evince dall'Allegato Infrastrutture del DPEF. ambito in cui, tra l'altro, pare di capire che 'esclusione della Torino-Lione dalla Legge Obiettivo sul piano formale non sia in realtà ancora avvenuta (vedi estratto dal Resoconto stenografico della seduta n. 204 del Senato, tenutasi il 26/07/2007)

  • Torino-Lione: nuova frenata del Governo francese? (22/7/07)
    Parigi, inaspettatamente, assieme a quello per la tratta internazionale NON richiede il contributo UE per la tratta nazionale francese: ne dà notizia, con preoccupazione, un articolo del Dauphiné Libéré il 22 Luglio; ad esso replica, in netto dissenso, Olivier Cabanel, co-presidente del Coordinamento franco-italiano critico sui progetti ferroviari alpini.
    Molto opportunamente, in una sua nota, Mario Cavargna (Pro Natura Valsusa) ci offre l'analisi puntuale della situazione in cui è maturata la scelta del nuovo Governo d'oltralpe e ne spiega i possibili significati e le conseguenze.


  • 18 Luglio 2007: il ministro Di Pietro presenta alla UE il dossier di richiesta del finanziamento
    Sul sito www.notav-valsangone.eu sono disponibili i documenti estratti dal Dossier presentato alla UE il 18/7/07 per richiedere il contributo finanziario sulla tratta internazionale: il tracciato in valle Susa (pdf-310KB), la descrizione complessiva (pdf-1,3MB), la lettera di accompagnamento dei 2 ministri (pdf-127KB).
    Anche se il dossier non rispetta assolutamente i requisiti posti dal bando (maturità del progetto, supporto di un piano finanziario nazionale definito, consenso delle popolazioni), si avverte il rischio che Bruxelles conceda ugualmente i soldi in base ad un "accordo politico" stretto con le lobby partitico-imprenditoriali italiane e francesi.
    (Vedi, in proposito, il
    comunicato stampa dell'europarlamentare Agnoletto)

  • Le nuove delibere dei Comuni (Luglio 2007)
    Dando seguito agli impegni assunti durante le assemblee popolari, anche i Consigli comunali formalizzano le posizioni delle amministrazioni sulle questioni poste dal Tavolo Politico del 13/6/07. Tra la fine di Giugno e la metà di Luglio le delibere ribadiscono, alcune in maniera più netta, altre più sfumata, l'opposizione ad una nuova linea ferroviaria Torino-Lione ed in particolare ad un nuovo tunnel di base e ad un nuovo collegamento alla rete ferroviaria metropolitana. I primi a pronunciarsi inequivocabilmente in tal senso sono San Didero (28/6/07) ed Avigliana (11/7/07); poi nello stesso giorno (17/7/07) altri 30 Comuni votano in contemporanea un testo concordato in sede di conferenza dei Sindaci. Copia di tutte le delibere è stata consegnata a Bruxelles.

  • Lettera aperta dell'eurodeputato Agnoletto ai Sindaci (13/7/07):
    contro le possibili "pastette" a Buxelles servono delibere comunali con un NO-TAV chiaro e netto


  • Appello di Idra alla UE (13/7/07)
    Dalla storica associazione toscana contro il TAV: l'Europa non si comporti "all'italiana"


  • Primo invio alla UE di 2110 firme "NO-TAV" raccolte in 5 giorni (11/7/07)

  • I Comitati NO-TAV della val Sangone scrivono alla UE (7 e 11 Luglio 2007)
    Oltre ad attivarsi per la raccolta firme e per una due giorni di festa e dibattiti in riva al Sangone presso Rivalta (zona dove potrebbe sorgere un presidio), i Comitati della valle hanno assunto due importanti iniziative nei confronti del Parlamento europeo: l'invio di una lettera-appello ai parlamentari "contro lo sperpero di un miliardo di Euro" (in quattro lingue: italiano , francese , inglese , tedesco) e la presentazione di una formale Petizione all'apposita Commissione che si aggiunge a quelle partite dalla valle di Susa negli anni scorsi.

  • L'assemblea NO-TAV di Condove (4/7/07)
    Ha sancito in un documento le posizioni della componente popolare del movimento a valle del Tavolo Politico di Giugno ed ha varato, con il testo seguente , una raccolta firme che testimoni l'opposizione dei cittadini all'opera, per contrastare la richiesta governativa del finanziamento europeo:
    Ferma opposizione contro qualsiasi tracciato TAV-TAC e a qualunque nuovo tunnel.
    I sottoscritti cittadini delle Valli di Susa, Val Sangone, di Torino e cintura, mentre denunciano la truffa di finanziare un’opera inutile, devastante ambientalmente e dannosa economicamente, ribadiscono la più totale, inequivocabile e ferma opposizione ad ogni ipotesi di nuova linea ferroviaria Torino Lyon e ad ogni ipotesi di qualunque nuovo tunnel sia ferroviario sia autostradale, come emerso dalla assemblea popolare del 19 giugno 2007 al polivalente di Bussoleno e dalle numerose precedenti e sempre attuali delibere dei Consigli Comunali anche molto recenti. Dichiarano e ribadiscono che le Valli di Susa e la Val Sangone non accettano e non accetteranno mai il ruolo di corridoio di traffico e pertanto pretendono il congelamento del traffico merci globale (ferroviario e autostradale) all’attuale venti milioni di tonnellate annue.

    La raccolta dura 3-4 mesi:
    - i fogli per le firme possono essere richiesti ai Comitati o scaricati dai vari siti NO-TAV (vai al MODULO stampabile);
    - le firme raccolte vanno consegnate (IN ORIGINALE) ai Comitati;
    - i risultati saranno trasmessi, anche in più scaglioni, alla UE, al Governo, agli Enti Locali.
    Riteniamo molto importante dare priorità alla modalità di firma sul modulo cartaceo, riservando la possibilità di adesione "on-line" solo a chi proprio non potesse praticarla; (ecco il link per petizione on-line )
    L'assemblea ha anche approvato una mozione di solidarietà ad amministratori recentemente colpiti da atti vandalici ed a militanti minacciati o denunciati con evidente intento intimidatorio.