| A
che punto siamo... sulle esigenze (reali?) di nuove infrastrutture di
trasporto e sui relativi problemi economico-finanziari
-
Il "progetto
Di Pietro" per la Torino-Lione costa 2 miliardi di Euro in più:
parte dei soldi da nuovi pedaggi su strade e autostrade
( 26/3/08)
Un documento riservato del ministero delle Infrastrutture del 6 marzo
scorso prevede un aggiornamento degli "aspetti economico-finanziari"
della nuova linea: il costo totale dell'opera sale a 14.470,9 milioni
di cui 13.020 per i lavori e 1.450,9 per studi e indagini. La quota
a carico dell'Italia, su cui grava interamente il costo della variante
di tracciato presentata a Luglio 2007 alla UE, sarà di 9.715,25
milioni. Il documento prevede di destinare alla Torino-Lione due nuove
forme di pedaggiamento delle strade: un sovrapedaggio del 15-25% su
alcune autostrade in concessione e un «bollino» annuale
per i Tir che transiteranno su 22 tratte Anas.
A decidere sarà il nuovo Governo. ( leggi
tutto l'articolo)
- TAV:
realizzato coi soldi pubblici, fatto fruttare dai privati
(18/1/08)
Nuovo Trasporto Viaggiatori (NTV) è il nome della società
creata da Luca Montezemolo, Diego Della Valle e Sanpaolo-Intesa appositamente
per gestire i treni passeggeri ad Alta Velocità, a partire dal
2010-2011 per le linee TAV Milano-Roma-Napoli. Il biglietto Torino-Roma
costerà circa 140 €.
Come dite? A questi prezzi non ci saranno passeggeri a sufficienza?
Niente paura, è già tutto previsto: Trenitalia abolirà,
sulle stesse tratte delle ferrovie storiche, i treni treni-notte e quelli
a lunga percorrenza. E’ la competitività, ragazzi. O no…?
[VEDI]
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Futuro dei trasporti
e nuove infrastrutture:
intervista al prof. Marco Ponti ( 1/12/07)
L'intervista della redazione di Ecce Terra,
in collaborazione con i giornalisti Alessandra Zendron
e Marco Niro, riguarda la linea TAV del Brennero,
ma è l'occasione per il prof. Ponti di svolgere considerazioni
generali sulle prospettive future dei trasporti nelle varie modalità,
con particolare riferimento alla ferrovia. Marco Ponti insegna, da
quattro anni, Economia dei trasporti al Politecnico di Milano.
-
Le
grandi operette (22/11/07)
di Andrea Boitani , Marco Ponti
e Marco Spinedi dal
sito www.lavoce.info
Il problema con la shopping list di Di Pietro, come in passato con
quella di Lunardi è che i fondi continuano a non essere sufficienti
per tutti gli investimenti, e questo fatto provoca vivaci reazioni
degli interessi esclusi.
-
Doublement
caché du Frejus (raddoppio mascherato del Frejus) - ( 22/11/07)
Il raggruppamento internazionale ITE ( Initiative Transport Europe
- www.ite-euro.com) riunisce
le associazioni che si oppongono al traffico in transito, attive nell'arco
alpino e nelle altre zone sensibili d'Europa.
La sua rivista INFOITE ha un’edizione dedicata ai valichi alpini
italo-francesi del Montebianco, Moncenisio e Monginevro; il n.58 del
22/11/07 tratta, in prima pagina, il tema della “canna di sicurezza”
del tunnel autostradale del Frejus. Anche loro considerano assai sospetto
che la larghezza sia passata da 4,8. a 8,2 metri ... e si mobilitano.
-
-
Tav,
soldi per quale progetto?
da Luna Nuova del 20/11/07 – rubrica “Opinioni”
– pag.5
In questa lettera a Luna Nuova, Giorgio Perino descrive in quale stato
di grave confusione progettuale versi, tra Italia e UE, l'asse intermodale
est-ovest di cui (forse) il TAV Torino-Lione farebbe parte. Ad analizzare
scrupolosamente la documentazione ufficiale si trova tutto ed il contrario
di tutto. Eppure si finanzia qua e là... Come si fa a non avere
dubbi?
-
Dov'è passata
la valanga di TIR? ( Ottobre 2007)
In un articolo - in
francese - su La Voix des Allobroges (n° 14 –
Autunno 2007), Marcel Girardin informa
i suoi compatrioti sui dati di traffico dei TIR attraverso i principali
valichi alpini, dopo la pubblicazione (6/9/07) del rapporto sul 2006
di Alpinfo (organismo ufficiale di informazione che elabora le cifre
fornite dai ministeri dei trasporti di Francia, Svizzera ed Austria).
Notando che per i tunnel del Frejus e del Monte Bianco il numero di
camion è cresciuto pochissimo negli ultimi 10 anni, rispetto
alle mirabolanti previsioni degli anni '90 che servirono a propagandare
la Torino-Lione, si domanda appunto: dov'è finita la valanga
di TIR che doveva passare di qua?
-
Il servizio TAV Roma-Napoli
è fallimentare ( Ottobre 2007)
In funzione da quasi due anni, la linea TAV tra Roma e Napoli produce
deficit da profondo rosso. Dall'inizio del 2007 a Settembre i treni
AV viaggiano con solo il 34% dei posti occupati. Non li utilizzano
certo i pendolari, e nemmeno i turisti. Considerato che il consuntivo
dei lavori (quando saranno finiti ...) ammonterà a circa 6
miliardi di €, ci vorranno almeno 100 anni per recuperare l'investimento.
Farebbe riflettere chiunque, prima di avviare la realizzazione di
altre tratte, ma "non c'è peggior sordo...."
Vedi l'articolo in
questione.
-
A
volte ritornano: la reincarnazione della Legge Obiettivo
di
Marco Ponti ed Andrea Boitani, dal
sito www.lavoce.info (27/7/07)
Per il Governo Prodi le
infrastrutture "prioritarie per il Paese" rimangono quelle
della famosa lavagna di Berlusconi alla trasmissione "Porta a
porta" del 2001, poi riflesse nella Legge Obiettivo (tranne -
forse - il Ponte di Messina): è ciò che si evince
dall'Allegato Infrastrutture del DPEF. In
questo contesto appare particolarmente preoccupante la richiesta di
finanziamenti europei fatta dall’Italia: an che
se arrivassero cifre simboliche dall’Europa, ciò significherebbe
l’impegno nazionale a coprire l’intero costo di ciascuna
opera, ipotecando ingentissime risorse per gli anni a venire su opere
molto onerose, di cui mai è stata verificata la priorità.
-
L'analisi
costi-benefici boccia la Torino–Lione
di Rémi Prud’Homme professore emerito-
Università di Paris XII - dal sito www.lavoce.info ( 25-05-2007)
Il docente universitario francese illustra in questo "estratto"
(in italiano) il suo studio sul rapporto costi/benefici per la Torino-Lione.
Ipotizzando che la nuova ferrovia possa sottrarre alla strada traffico
sia passeggeri sia merci, lo studio quantifica i benefici in termini
di risparmio di tempo, minor inquinamento atmosferico e minor numero
di incidenti; per contro sono stimate le entità dei costi,
sia di investimento pubblico per la realizzazione, sia di esercizio
della linea. Le conclusioni? Eccole: " Il bilancio appare
dunque disastroso: un Van di -25 miliardi di euro significa uno sperpero
di risorse della stessa entità. I benefici del progetto sono
tali da non compensare neppure i costi di esercizio. Dunque, non solo
il debito aggregato degli Stati italiano e francese aumenterà
di 16 miliardi, ma la gestione dell’opera andrà ad accrescere
il loro deficit per i successivi quaranta anni".
Ospitiamo sul sito anche il testo
completo (in lingua francese)
- Canna di sicurezza,
martedì a Torino c’è già la Conferenza dei
servizi
di Marco Giavelli da Luna Nuova del 20/4/07
- pag.3
Il 24 aprile parte ufficialmente la Conferenza di servizi per la canna
di sicurezza del traforo del Frejus. Parte, ma già con una richiesta
di rinvio. La Comunità montana bassa valle, su mandato dell'assemblea
dei sindaci, si presenterà infatti a questa prima riunione con
la richiesta di sospenderla per 50-60 giorni. Richiesta che però,
anche stavolta, non sarà appoggiata dalla Comunità montana
alta valle.
- Comunicato
firmato da 24 Comitati di pendolari
(4/4/07)
Da
troppi anni continuiamo ad essere presi in giro dai vari governi e dall’intera
classe politica del nostro Paese in tema di miglioramenti del trasporto
ferroviario...
- Le prospettive
di saturazione dei valichi alpini (pdf)
di Andrea Debernardi, dal sito www.lavoce.info
(29/3/07)
Il rappresentante tecnico dei sindaci valsusini nell'Osservatorio analizza
in questo documento il recente studio redatto dalla Commissione europea
sulla capacità dei valichi esistenti e sulle previsioni di traffico
in futuro. L'attenzione è focalizzata, in particolare, sull'effettiva
necessità di un nuovo collegamento Torino-Lione. Le conclusioni
di Debernardi sono: "È ormai ben chiaro che qualunque
prospettiva infrastrutturale, riguardante i nuovi collegamenti transalpini,
non può prescindere da un insieme integrato di misure complementari
fra loro, volte sia a disincentivare il trasporto stradale, sia a garantire
una maggiore efficienza da parte degli operatori ferroviari. Ma tali
misure si trovano oggi, nella migliore delle ipotesi, a uno stadio embrionale,
rendendo tangibile il rischio di un sensibile sottoutilizzo della capacità
infrastrutturale esistente o programmata. In queste condizioni, l’avvio
di un’opera tanto indivisibile e costosa finisce per rappresentare
una vera e propria "scommessa", condotta dal sistema decisionale
facendo appello a risorse esclusivamente pubbliche. Forse i contribuenti,
qualora adeguatamente informati, preferirebbero tutt’altri impieghi".
- Seconda canna Frejus:
le bugie hanno le gambe corte (15/3/07)
(Estratti dal notiziario INFO n. 33 dell'Associazione Montagna Nostra)
L'incontro del 14 marzo a Susa, tra i Sindaci e la Sitaf (Società
dell'autostrada del Frejus -ndr-), inerente, tra l'altro, il progetto
di raddoppio del traforo autostradale del Frejus ha confermato che qualcuno
continua a prenderci in giro ed a raccontarci delle balle. La Sitaf
aveva annunciato sui media: "L'Unione Europea ci impone la
realizzazione di una seconda canna per la sicurezza del tunnel".
NON E’ VERO. L'Unione Europea, e la nuova normativa sui tunnel
autostradali, RICHIEDONO INTERVENTI IN GRADO DI GARANTIRE LA SICUREZZA
(come ad esempio rifugi ogni 400 o 500 metri o altri sistemi per l'evacuazione,
per il controllo, illuminazione e monitoraggio analoghi a quelli adottati
per il tunnel del Monte Bianco).
Le ragioni della nostra opposizione alla "seconda canna".
- Frejus: la canna di
sicurezza avanza
di Massimiliano Borgia da Luna Nuova del 13/2/07
- pag. 5
- Nel 2006 ulteriore calo nel traffico
merci con la Francia attraverso la valle di Susa (9/2/07)
Non è diminuito solo lo scambio
merci su ferrovia, ma anche su autostrada (nella relazione d'esercizio
della SITAF, società di gestione: -25% di TIR al tunnel del Frejus
rispetto al 2005); anche secondo i dati dell'ANAS l'autostrada valsusina
è tra le meno frequentate dai camion. Uno studio sui tunnel del
Frejus e del Monte Bianco indica un dimezzamento del traffico pesante
ai due trafori tra il 2000 ed oggi, tanto che si può parlare
almeno di ristagno dello scambio tra Piemonte e regioni francesi confinanti.
I particolari in: "Sempre
meno TIR sulla A32" di Massimiliano Borgia
da Luna Nuova del 9/2/07 - pag 3.
- TAV, nuovi
appalti taglia-costi
di Camilla Ferro da L’Arena del 4/2/07
– pag 26 – Cronaca di Verona e Provincia
Secondo il viceministro dei trasporti, Cesare De Piccoli, il Governo
la scorsa settimana ha deciso di revocare le concessioni sulle tre tratte
Milano-Verona, Verona-Padova e Genova-Milano (cancellando attraverso
decreto legge i contratti stipulati con i General Contractor dal governo
Berlusconi) per fermare lo sperpero di denaro pubblico.
Dice il viceministro: "I lavori saranno riassegnati attraverso
pubblica gara d’appalto, e questo permetterà di abbattere
i costi almeno di un 20 per cento. Finalmente, si comincia a ragionare.
il Senato ha deciso di istituire una commissione d’indagine per
cercare le cause di tanta spesa e verificare le eventuali responsabilità
di chi non ha controllato e ha permesso che lo Stato si indebitasse
in maniera assurda per la grande opera ferroviaria"
Ma non c'è un ripensamento, anzi: si rivendica a questo Governo
maggiori celerità ed efficacia rispetto al precedente.
- 25 Gennaio
2007: il Governo revoca, con un decreto, le concessioni di costruzione
sulle tratte TAV MI-VE e MI-GE
La revoca, inserita nel decreto sulle liberalizzazioni, riguarda lavori
assegnati senza gare di appalto (procedura contraria alle regole UE)
per più di 10 miliardi di Euro sulle linee Milano-Venezia e Milano-Genova;
sono lavori "non ancora iniziati alla data di entrata in vigore
della presente legge, i cui corrispettivi, ancorché determinabili,
non siano stati ancora definiti": per essi dovranno ora essere
indette regolari gare. Levata di scudi da parte dei costruttori interessati,
tra cui Impregilo e Astaldi che potrebbero presentare
ricorsi contro il provvedimento.
Mentre il Governo spera probabilmente di ottenere un ribasso dei costi
dell'ordine del 20%, il presidente della Confindustria denuncia la conseguenza
di ulteriori ritardi nella realizzazione delle infrastrutture.
- Prodi, Di Pietro e
il TAV (raccolta di pagine dal celebre libro
del giudice Imposimato) -15/01/07
La farsa dei finanziamenti privati non funzionava più, e con
la Finanziaria 2007 il Governo ha ufficialmente inserito nel debito
pubblico la spesa per realizzare le linee TAV. Si tratta, per ora, di
circa 13 miliardi di Euro relativi agli anni passati e di un anticipo
di altri 8 per completare le tratte già in costruzione (non considerando,
dunque, la Torino-Lione).
Sono cifre enormi, è vero, anche per il fatto che da noi un Kilometro
di TAV costa 3-4 volte rispetto a Spagna e Francia. Un recente articolo
de L’Espresso ha riscoperto la “misteriosa” anomalia
fatta di sprechi, tempi infiniti, appalti gonfiati. Su questi aspetti
aveva indagato, già nel 1995-96, la Commissione Antimafia; il
giudice Ferdinando Imposimato aveva poi raccolto i contenuti dell’inchiesta
nel libro Corruzione ad Alta Velocità (1999).
Oggi c’è un nuovo tentativo di fare luce: da Ottobre 2006
giace in Parlamento una proposta di Legge per istituire un’apposita
Commissione Parlamentare d’inchiesta sul progetto TAV. Sarà
interessante seguirne gli sviluppi, in un contesto politico-imprenditoriale
che dal ’99 ad oggi non pare affatto migliorato; nell’attesa
abbiamo pensato di andare a recuperare dal libro di Imposimato la cronaca
delle indagini relative a due figure che oggi sono tornate ad occuparsi
di TAV ai massimi livelli: Romano Prodi ed Antonio Di Pietro, rispettivamente
Presidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture. Abbiamo semplicemente
ritagliato i brani in questione e messo il tutto in questa
nostra raccolta. Buona lettura e buona meditazione.
- 12 Gennaio 2007: conferenza stampa a
Montecitorio sul debito pubblico generato dal TAV
La conferenza
stampa è organizzata alla Camera dei Deputati dal Gruppo
del Partito della Rifondazione Comunista Sinistra Europea con la collaborazione
del quotidiano Liberazione e del settimanale Carta. L'oggetto sono i
debiti ingenti (12.950 mln di euro), dovuti alla realizzazione del sistema
ferroviario ad Alta velocità/Alta capacità, che devono
essere accollati dal bilancio dello Stato. E' prevista la presenza di
Ivan Cicconi, direttore generale della Nuova Quasco; Stefano Lenzi del
WWF; Erasmo Venosi, coordinatore del comitato scientifico della conferenza
dei comuni veneti sull’Alta velocità e rappresentanti dei
comitati che si oppongono al TAV.
- Il
Governo Prodi alla "resa dei conti" con i costi proibitivi
delle tratte TAV e gli enormi debiti già accumulati (27/12/06)
All'interno del guazzabuglio del maxiemendamento da sottoporre alla
fiducia, la voragine degli investimenti per il TAV si ripresenta in
Finanziaria, esattamente ai commi dal 966 al 971, al 974 e 975, e nel
1364. Vi si dice che «lo Stato si accolla direttamente tutti gli
“oneri per capitali e interessi dei titoli emessi e dei mutui
contratti“ dalle varie società che avrebbero dovuto finanziarie
le diverse tratte della Tav» (assorbite prima da Infrastrutture
Spa e da quest’anno dalla Cassa Depositi e Prestiti).
Quanto costerà questa operazione? Circa 13 miliardi di Euro (ossia
circa 26mila miliardi di Lire).
Le banche che hanno anticipato i denari e le grandi imprese che li stanno
spendendo a piene mani possono stare tranquilli. A pagare a pie' di
lista sono i contribuenti, il popolo che paga le tasse, compresi quelli
che sulla TAV non ci saliranno mai. Compresi gli abitanti di tutte le
valli e di tutte le pianure italiane devastate dalla nuova mega infrastruttura.
E non c'e' segno di rinsavimento nei dicasteri che governano lo “sviluppo”.
I lavori per la continuazione della Tav trovano in altri commi della
legge finanziaria altri denari freschi (per la precisione 8 miliardi
e 100 milioni da qui al 2021), anche se non si conoscono ancora i progetti
esecutivi dei nodi come il sottopasso di Firenze e se i preventivi della
tratta Bologna – Firenze si sono quadruplicati. Ma come e' noto,
c'e' ancora chi insiste sulle tratte Torino – Lione, Milano –
Trieste, Milano – Genova.
(vedi gli articoli
da Liberazione del 27/12/06 di Gemma Contin
e Paolo Cacciari).
Sul mistero dell'entità dei costi del TAV in Italia (costo al
Km più che triplo rispetto a Francia e Spagna: ricordate la faccia
imbarazzata e volutamente stupita di Prodi in TV, alla domanda delle
"Jene"? Ricordate la sua affermazione sulla necessità
di un'indagine?) l'Espresso in edicola dal 27/12/06 pubblica
un documentato articolo di ben 5 pagine intitolato "Alta voracità"
(sottotitoli: Tempi infiniti. Costi lievitati alle stelle. Scarsa
trasparenza negli appalti. Dubbi sulla reale utilità. Così
il progetto di collegamenti super rapidi è diventato una voragine
per le casse dello Stato). Sarà il segno che non si può
più nascondere il problema? Di certo sarebbe urgente istituire
la Commissione
Parlamentare d'inchiesta già proposta ad ottobre 2006 (pdf
68 KB).
- Seconda canna autostradale del Frejus:
la CIG approva il progetto (12/12/06)
Nella seduta di ieri la CIG ha approvato il progetto di raddoppio della
galleria del Frejus sulla A32, per motivi di "sicurezza".
Questo significa che a inizio 2007 dovrebbe partire la Conferenza dei
Servizi in cui saranno coinvolti i Comuni interessati e la Comunità
Montana (la Conferenza Inter-Governativa prevede il bando internazionale
d'appalto a fine 2007, l'inizio lavori nel 2008 e l'entrata in funzione
nel 2014). Vedi "cronologia
seconda canna"
- Le FS verso il fallimento.
Ad Alta Velocità
A cura del Comitato NO-TAV Torino (16/11/06)
La politica di investire nel faraonico TAV lasciando andare alla deriva
il servizio attuale non regge.
Molti lo denunciavano da tempo; qualcuno fa finta di scoprirlo adesso.
C’è da giurare che continueranno a perseverare nell’errore,
pur di mangiare una fetta della ricca torta in gioco.
- Il
gioco delle tre carte, e altre storie (intervento di Claudio
Cancelli alla manifestazione contro le grandi opere - Roma
14/10/06)
Il Governo Prodi
intende ora trasferire parte del TFR dei lavoratori in un fondo presso
l'INPS dedicato a finanziare le infrastrutture.
Da quando l'Eurostat (Istituto Europeo di Statistica) si
è rifiutato di continuare ad avallare la pluriennale truffa
con cui lo Stato italiano nascondeva i debiti contratti con le banche
dalle varie Infrastrutture spa, TAV spa, Ponte di Messina spa, il gioco
delle tre carte tanto caro a centro-destra e centro-sinistra non poteva
più continuare...
- Proposta di Legge per una Commissione
parlamentare d’inchiesta sul TAV (n. 1768 del 5/10/06)
Un gruppo di deputati e senatori, tra cui anche degli esterni alla “sinistra
radicale”, ha presentato alla Camera la proposta di legge per
la “Istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta
sul progetto Treni ad Alta Velocità”. L’idea, già
avanzata a Luglio scorso dall’ex sindaco di Torino Diego Novelli
sul Manifesto , è stata ora concretizzata per iniziativa dell’on.
Marilde Provera (PRC). [Vedi il
testo della proposta di Legge (pdf)]
Sono molti i misteri irrisolti che costellano la storia del TAV in Italia,
su cui ci auguriamo che la Commissione possa fare luce.
I principali sono: le infiltrazioni camorristiche, fin dagli anni ’90,
negli appalti della tratta Roma-Napoli, le coperture a livello nazionale
della politica e della magistratura ad un sistema tangentizio senza
precedenti, (cose di cui parla Imposimato nel libro Corruzione
ad Alta Velocità), la mancata discussione della relazione
su questi temi in Commisione antimafia; gli attentati dei sedicenti
Lupi Grigi in Valle Susa negli anni ‘96/97; l’abnorme
aumento dei costi di realizzazione delle tratte italiane in corso
d’opera (108 miliardi di vecchie lire al KM, 5 volte il costo
della Spagna, con la stessa tecnologia); le molte irregolarità
riscontrate intorno al tentativo di avviare i lavori per il tunnel geognostico
di Venaus nel 2005 (negli appalti,
come anche nei
carotaggi per accertare la presenza di amianto; nella
presa di possesso dei terreni da parte di LTF per installare il
cantiere).
- Crolla
il traffico merci sulla frontiera della valle Susa e Trenitalia-cargo
dichiara che il TAC “è prematuro”
Secondo i dati diffusi dal dipartimento federale dell’Ambiente
dei Trasporti della Svizzera da dicembre 2004 a Dicembre 2005 il transito
di merci sulla ferrovia storica, al valico italo-francese del Frejus
è sceso da 6,9 milioni di tonnellate a 6 milioni; nello stesso
periodo il tunnel autostradale ha registrato un calo di 5 milioni di
tonnellate (mentre crescono i passaggi al traforo del Bianco con + 3,2
milioni ed a Ventimiglia con + 0,4 milioni).
Marco Manfredini, direttore operativo cargo di Trenitalia, intervenendo
ad un convegno a Torino sui trasporti, dichiara: «Le linee storiche
sono ben lontane dalla saturazione e i tempi non sono maturi per decidere
la realizzazione di linee ad Alta capacità» (per Trenitalia
puntare sul TAC significherebbe programmare investimenti non sostenibili,
visto che per il nuovo parco locomotive e carri la necessità
stimata è fra i 7000 e i 10 mila carri). Un parere autorevole,
cari promotori dell’opera!
- Il ministro Di Pietro
in Regione
di Gabriella Tittonel da Luna Nuova del 25/8/06
Il 31 Luglio 2006 Di Pietro incontra la Regione, a Torino, per una consultazione
sulle priorità da assegnare nella realizzazione alle tante opere
infrastrutturali in programma in Piemonte, posto che le risorse finanziarie
disponibili sono molto scarse. L’articolo riporta le dichiarazioni
espresse nella conferenza stampa finale in merito al TAV Torino-Lione
ed alla seconda canna del Frejus.
Il movimento valsusino ha presidiato per l’intera giornata il
palazzo regionale di piazza Castello, sede dell’incontro, con
bandiere NO-TAV e NO-TIR.
- Lettera della Conferenza
dei Sindaci al Governo sulla seconda canna autostradale del Frejus
(pdf)
(1/8/2006)
I Sindaci della valle chiedono ai ministri delle infrastrutture, dei
trasporti e dell’ambiente di stralciare il progetto della seconda
canna autostradale del Frejus dall’elenco delle opere sottoposte
alle procedure della Legge obiettivo.
- 22/7/2006:
riuscita manifestazione NO-TIR a Bardonecchia
di Marco Giavelli da Luna Nuova del 25/7/06
3000 persone in marcia, con bandiere NO-TIR e NO-TAV appaiate, a significare
che la lotta per difendere il futuro del territorio è una sola.
Comitati ed associazioni dell’intera valle, di Torino e cintura:
tutti presenti; Comunità Montana Bassa valle: presente con i
suoi sindaci. Non c’era, invece, la Comunità Montana Alta
valle, che all’ultimo non ha aderito alla manifestazione; hanno
però sfilato alcuni suoi sindaci. Lungo il percorso il corteo
ha anche occupato pacificamente l’autostrada del Frejus per mezz’ora,
poco prima dei discorsi conclusivi sul piazzale dello Jafferau.
- Bardonecchia
- sabato 22 Luglio 2006
Una
marcia per dire: SI al contingentamento del numero dei TIR in Valle
di Susa, SI ad una politica dei traporti attraverso le alpi sostenibile
dalle vallate alpine, NO alla seconda canna del Frejus, sia essa di
transito o mascherata da canna di sicurezza
- Gli
insostenibili costi dell'alta velocità
di Diego Novelli - il manifesto del 5 luglio 2006
Nel 1991 veniva approvato il progetto per la realizzazione di 7 tratte
ad Alta Velocità nel nostro paese. In 15 anni i costi previsti
sono passati da 14 a 88 miliardi di euro (+623%). I capitali privati
che avrebbero dovuto finanziare il 60% dell'opera non si sono mai visti
e nel frattempo si è consumata una truffa ai danni dello Stato,
sono arrivate le infiltrazioni camorristiche e le tangenti sono state
elargite in modo trasversale. C'è n'è abbastanza per chiedere
una commissione di inchiesta parlamentare.
- Brennero, un traforo
come in Valsusa
di Stefano Ischia da il Manifesto del 2/7/06
Traforo TAV tra Italia ed Austria: anche qui, come a Venaus, 52 Km di
galleria di base; anche qui si vuole partire scavando un primo tunnel
spacciato per prospezione geologica, in realtà galleria di servizio
logistico e tecnico del traforo.
Società immobiliari, imprese edili e finanziare da mesi manovrano
come api attorno all'alveare, per spartirsi appalti e lavori. Il 30
giugno 2006, in pompa magna, ecco l'apertura del primo cantiere. E così
il TAV del Brennero mette la freccia e sorpassa la Torino-Lione.
Anche qui, ovviamente, i soldi per realizzare l’opera non ci sono;
gli economisti austriaci la ritengono inutile (sarebbe più che
sufficiente potenziare l’attuale ferrovia), ma si prova a partire
nonostante le manifestazioni popolari che bloccano l’autostrada
A22 (26 Maggio e 30 Giugno) e la mobilitazione delle associazioni ambientaliste.
- Signor ministro,
qui c’è una galleria che sta bucando l’erario!
Comunicato stampa dell’associazione IDRA, Firenze 23/6/06.
Idra scrive al nuovo governo (il precedente non aveva risposto): che
cosa sta succedendo alla TAV in Mugello? Nessuno controlla più
tempi, costi e impatto ambientale dei lavori per demolire e ricostruire
300 metri di una galleria TAV che si è “ammalorata”
prima ancora di entrare in esercizio.
- Proposta una commissione
parlamentare di inchiesta sul TAV
Attraverso il sito web www.ilcantiere.org il 21/6/06 Diego Novelli,
a nome dell’associazione, propone l’istituzione di una commissione
parlamentare di inchiesta sul TAV che indaghi su assegnazione degli
appalti, lievitazione dei costi, punti oscuri, falsi e truffe che hanno
caratterizzato le vicende dell’alta velocità in Italia
dal 1991 ad oggi.
- Val di
Susa: un tunnel per trasportare aria?
di Sergio Bologna (Head of Transport Dept. - Antoptima
SA, Lugano - società spin-off dell'Università della Svizzera
Italiana)
da ItaliaMondo - Logistica & Intermodalità (Maggio 2006)
Molti mezzi di trasporto merci circolano vuoti (43% nel 2002). Se ci
sono queste inefficienze non è certo a causa della carenza di
infrastrutture. E' dovuto al modo in cui è stata gestita la logistica
da parte delle aziende. L'importante è correre, non ottimizzare
i carichi; e strillano a gran voce: "mancano le infrastrutture!".
Distinguiamo: le infrastrutture di trasporto sono una cosa, quelle specificamente
dedicate alla logistica sono un'altra. Le prime vengono costruite con
denaro pubblico, le seconde da investitori istituzionali privati.....
E per la Val di Susa? Il futuro della linea Torino-Lione in quanto corridoio
merci intermodale è molto oscuro e non dipende dalla infrastruttura
di valico; parrebbe che le prospettive di utilizzo redditizio della
linea ai fini del trasporto merci si limitino ai traffici "tradizionali",
che sono traffici da punto a punto, da raccordo a raccordo, da fabbrica
a fabbrica, da deposito a deposito. Quindi facilmente identificabili
nelle loro prospettive di sviluppo. Possono essere un business interessante,
c'è da sperare soltanto (ma solo sperare) che le unità
produttive collegate tramite quella linea nel 2015 ci siano ancora e
non siano emigrate (in Cina, in Europa dell'est o chissà dove
- il futuro del settore manifatturiero europeo essendo piuttosto incerto).
- Italia-Europa
- il futuro dei trasporti.
La questione della Torino-Lione va inquadrata in un progetto di ben
più ampie dimensioni che punta a fare dell'Italia una grande
piattaforma logistica a servizio dell'Europa. Abbiamo aperto (aprile
2006) una nuova sezione nel nostro sito per approfondire...
(vedi presentazione
della nuova sezione)
- Gli
ultimi dati sui cantieri della Torino-Milano
Pubblicati
i dati dal 6° rapporto di ORME-TAV (Osservatorio Regionale Monitoraggio
Epidemiologico sulle opere di costruzione della linea TAV Torino-Novara)
- Sintesi a cura del Comitato NO-TAV Torino
- Campagna
Nazionale Boicotta il Ponte
Si propone ai cittadini, alle forze politiche, sociali e sindacali,
alle associazioni impegnata nella difesa dell’ambiente e del territorio
di boicottare quelle aziende e gruppi bancari e assicurativi che hanno
deciso di sostenere direttamente e indirettamente la realizzazione del
Ponte sullo Stretto di Messina
- Le bugie sul Mugello:
un modello da non seguire
- Al
Brennero matura una nuova Val di Susa
di Sefano Ischia - il manifesto 25-gennaio 2006
Nei giorni scorsi si sono incontrati in municipio ambientalisti
dell'Alto Adige-Südtirol, Verdi del Tirolo e del Trentino, sindaci
di diversi paesi e di diversi partiti e rappresentanti della valle piemontese
a sancire una sorta di prima alleanza dei popoli alpini contraria a
tutto quanto sa di speculazione e di devastazione ambientale
- No
al ponte - Difendiamo lo stretto di Messina
Appello per la manifestazione dello stretto - Messina, P.zza Cairoli
- 22 gennaio 2006 – ore 10
- Un’opera,
quella dell’Alta Velocità, che ormai va avanti per moto
proprio.
Fra la retorica del “non bisogna restare indietro” e interessi
che c’entrano poco con un piano razionale, non solo ferroviario,
dei trasporti.
Intervista a Maria Rosa Vittadini su "Una città",
periodico di Forlì, n° 134 - dicembre 2005
- E
il Cavaliere si fermò ad Afragola
di Alberto Statera da Repubblica del 21/12/05
Con che faccia il presidente del Consiglio avrebbe potuto inaugurare
oggi in pompa magna l'Alta Velocità tra Roma e Napoli, dopo il
grave incidente ferroviario di Roccasecca, proprio sulla direttrice
Sud?
- Terzo
Valico, le proposte del movimento di opposizione
- TAV
e modello di sviluppo: è il titolo dellai giornata di studio
del 10 Dicembre 2005 a Torino, alla Camera del Lavoro
Insostenibiltà economica del progetto TAV, stime e previsioni
del traffico attraverso le alpi, bilanci energetici, crescita infinita
e decrescita, sindrome "nimby", potere delle parole e uso
improprio del linguaggio... Interventi di Tartaglia,
Debernardi, Revelli, Venosi,
Mercalli, Federici, Lenzi
- Un
corridoio est-ovest di transito non serve al nord Italia
Un contributo tratto dallo studio intitolato: “METROPOLI TRANQUILLE
- Una politica dei trasporti ragionevole per il Nord Italia"
condotto dall'Ing. Andrea Debernardi (Soc. di Ingegneria dei Trasporti
POLINOMIA di Milano) su commissione del WWF Italia.
Viene qui riprodotto per gentile concessione del WWF e dell’ing.
Debernardi
- Studio
dell'Università di Siena: il TAV è inefficiente
(pdf -23KB)
Un'analisi termodinamica
integrata dei sistemi di trasporto in diversi livelli territoriali dimostra
che il TAV ha impatti ambientali paragonabili al trasporto individuale
in auto e addirittura superiori al trasporto merci su gomma; non migliora
l'impatto dovuto alle emissioni, ed anzi peggiora la qualità
ambientale con l'invasività delle sue infrastrutture.
- Stanziati
dalla UE 48 milioni di Euro per lo studio del tunnel di base
L’Europa
finanzia il super-tunnel del TAV di Paola Meinardi
da Luna Nuova del 13/9/05
L'eurodeputata dei Verdi Monica Frassoni dichiara: «Speriamo
che questo denaro pubblico serva finalmente a dimostrare la non fattibilità
e l'insostenibilità dell'opera sotto il profilo ambientale, di
quello trasportistico e della salute…. Quando il commissario Barrot
dichiara che l'Ue è il finanziatore principale del progetto dice
in realtà una cosa abbastanza ovvia…. Il problema è
che la dichiarazione di Barrot lascia credere che l'Ue continuerà
a rimanere il principale finanziatore della Torino-Lione, il che, dati
gli ingenti costi previsti (15 miliardi di euro a preventivo), non è
ovviamente possibile».
- TAV:
Terzo valico a peso d’oro (scusate, ma chi paga?)
Di Stefano Lenzi da Il Secolo XIX del 7-8-05
Lenzi, responsabile dell’Ufficio istituzionale del WWF Italia,
commenta la parte di delibera approvata dal CIPE per il Terzo Valico
nella seduta del 3 Agosto 2005 e si chiede: a quale titolo lo Stato
vuole tirar fuori altri 148 milioni di euro? E’ mai possibile
che per una tratta ferroviaria di 54 km circa si debbano spendere 5
miliardi e 167 milioni di euro?
Ma il bello è capire da dove li tirano fuori: Rete Ferroviaria
Italiana non ce l'ha. E’ la stessa domanda che molti di noi si
fanno a proposito degli altri 2 miliardi e 300 milioni di euro che nella
medesima delibera il CIPE stanzia per la tratta Settimo-Bussoleno della
Torino-Lione.
- Il
Laboratorio torinese per la Democrazia alimenta il dibattito sull’utilità
del TAV
Il gruppo di docenti universitari ed esponenti della cultura che si
riconosce nel Laboratorio replica su Repubblica (17/7/05) all’assessore
regionale ai trasporti, Borioli, e pone domande su questioni dirimenti:
“Esistono dati che mostrino che le difficoltà economiche
passate e recenti della nostra regione siano dovute alla, o aggravate
dalla, difficoltà a far affluire e defluire persone e merci?
Noi non ne conosciamo, ma se qualcuno volesse fornirli ci piacerebbe
analizzarli con quello spirito critico che è il sale della ricerca.
…Per spostare le merci su ferrovia occorre che ciò avvenga
all’origine del viaggio e per ottenerlo l’Europa (e ovviamente
i singoli paesi) deve intervenire penalizzando economicamente il trasporto
merci di lunga percorrenza su strada. C’è traccia di una
simile politica europea? … Ha la Regione le competenze e l’intenzione
di vietare il transito dei TIR attraverso i valichi? A carico di chi
si porrebbero i costi aggiuntivi?”
- L’indignazione
dei Valsusini per la provocazione di Confindustria
Scrive Giovanni Vighetti di Bussoleno, in una lettera su Luna Nuova
del 15/7/05: “Signor Montelera uno sforzo: entriamo nel merito
della questione o entrarci dimostra che quest’opera non è
necessaria? … Perché Signor Montelera non parla di questi
dati? Straparla solo di populismo (nostro). A questo livello, così
volgare, potremmo liquidarvi con il termine di affarismo (vostro). Ma
ostinati cerchiamo il confronto. … Non siamo e non saremo un problema
di ordine pubblico. … Il tono della lettera è duro, eppure
sono un mite; ma Lei deve capire che non può permettersi di straparlare
e, soprattutto, provocare la nostra Comunità”.
- Gli
imprenditori chiedono l’intervento del Ministro dell’Interno
I presidenti torinese e piemontese di Confindustria scrivono una lettera
a Pisanu e la fanno pubblicare, a pagamento, su La Stampa (11/7/05).
Perché si sappia che gli imprenditori concordano con Lunardi
sul NO alla moratoria, che sono determinati a procedere nei sondaggi
e chiedono la copertrura delle autorità di Governo competenti
per “l’ordine pubblico”.
- Il
Presidente di Legambiente: riesaminare le motivazioni della Torino-Lione
Un testo di invito alla discussione particolarmente significativo è
inviato (Repubblica, 10/7/05) da Roberto della Seta, presidente nazionale
di Legambiente che conclude: “Il movimento della Val di Susa,
così forte, radicato e trasversale, rappresenta una grande opportunità
da cogliere, a cui non si può rispondere con il ‘principio
di precauzione’: da questa valle emerge forte la necessità
di un ripensamento delle vere priorità del sistema-Paese per
quanto riguarda le infrastrutture e la logistica ferroviaria, rispetto
alle quali la TAV oggi appare sempre più chiaramente come una
risposta semplificatrice, intempestiva e inadeguata. Ben venga dunque
la moratoria sui cantieri, come momento in cui convocare, a bocce ferme,
gli ‘Stati Generali’ dei valichi e ragionare sull’attraversamento
delle Alpi in termini davvero strategici e transfrontalieri”.
- Anche l'ing. Ramella (esperto
di trasporti e di commercio con l’estero) si
inserisce nel dibattito e scrive
a La Stampa (Luglio 2005) per confutare uno ad uno i presunti benefici
che i promotori attribuiscono alla Torino-Lione.
- In una
lettera a La Stampa (24/6/2005) cinque docenti universitari ribattono
ai proclami pro-TAV del sindaco di Torino, Chiamparino
- Alcune
questioni sulla Torino-Lione
Di Mario Cavargna da Obiettivo Ambiente (bollettino
di Pro Natura Piemonte)- supplemento Maggio 2005
Sulla direttrice Torino-Lione la realtà ha smentito, al ribasso,
le previsioni di traffico sia merci, sia passeggeri: perché non
lo si dice?
Può una città in grave crisi industriale lasciare che
ingenti risorse vengano sprecate per un’infrastruttura inutile?
- Appello
contro la realizzazione del Corridoio 5
(Lanciato da CCC5 –Comitato Contro Corridoio 5 di Monfalcone,
Gorizia e Trieste - Maggio 2005)
I Comitati contro il TAV attivi nel Friuli hanno redatto un documento
che ripropone con grande efficacia ragioni di opposizione ad una nuova
linea AV-AC sia di ordine locale (progetto preliminare della tratta
Ronchi dei Legionari-Trieste), sia di ordine generale.
E’ un importante testo di riferimento, che rivela una forte sintonia
di analisi e di proposta con le posizioni che in materia ambientale,
sociale ed economica esprime l’opposizione popolare presente nelle altre
Regioni italiane coinvolte nel progetto del corridoio 5.
- Eurostat
rivede al rialzo il deficit: Italia al 3,1% nel 2003 e 2004
da la Repubblica Economia.it (Repubblica web) del 23/5/2005
L’Ufficio statistico europeo ha controllato i conti dell’Italia scoprendo
lo sforamento del tetto del 3% già negli ultimi 2 anni.
Tra le cause sono indicati i finanziamenti di Infrastrutturae SPA a
favore dell'alta velocità, che ogni anno hanno fatto salire dello
0,6% il debito pubblico.
-
Vertice
italo-francese sulla Torino-Lione: allarme sui tempi
di Marco Trabucco da Repubblica del 19/4/2005
Lunardi e De Robien si incontrano a Torino e pranzano; poi, per vedere
il più vicino cantiere della Torino-Lione, volano in Francia
a Saint Martin La Porte, dove si scava la «discenderia»
di 2 chilometri per raggiungere nel sottosuolo il livello del tracciato
del futuro tunnel. Là li raggiunge l’eco di un articolo sull’infrastruttura
pubblicato da Le Monde: costo esorbitante, difficoltà geologiche
e tentennamenti politici provocano ritardi nell´attuazione;
intanto il traffico dei mezzi pesanti attraverso la zona occidentale
delle Alpi ristagna, anzi, da una decina di anni è in calo,
mentre buona parte delle merci sempre più si incanala per le
vie moderne di passaggio delle Alpi costruite in Austria e in Svizzera.
-
Documento
degli Amici delle Ferrovie e dell’Ambiente (pdf)
Novi Ligure 22.2.2005
In questo sintetico documento l’associazione A.F.A. analizza, col
supporto di dati interessanti, due palesi contraddizioni: si vuole
costruire il Terzo Valico per l'Alta Velocità Ferroviaria ma
i dati dei traffici non giustificano affatto l'opera; si punta sull'Alta
Velocità e vengono abbandonate sistematicamente e progressivamente
le linee storiche e il trasporto dei pendolari.
-
In
ritardo il treno della memoria
Di Michele Serra da Repubblica del 9/2/2005
Anche Michele Serra, che pure in passato diede giudizi pesanti sugli
oppositori del TAV, oggi afferma che è sempre più
stridente il contrasto tra inefficienza quotidiana e futuro tecnologico.
L’occasione emblematica per le sue riflessioni è stata la
cerimonia in memoria delle vittime del disastro di Gennaio, presso
la stazione di Crevalcore, cui l’interregionale 2225 è mancato
perché in ritardo di quasi un’ora. “E’ una piccola opera,
forse, portare da qui a là i cittadini italiani in orario
e in sicurezza?”
-
Torino-Lione
al palo: a rischio i fondi UE
dal Giornale del Piemonte, quotidiano internet (www.ilgiornaledelpiemonte.com)
Edizione del 19-01-05
Se la Torino-Lione non riceverà un nuovo impulso correrà
il rischio di perdere i finanziamenti europei: da circa un anno
non fa veri progressi operativi, malgrado il sì politico
italo-francese; rimangono da risolvere i problemi di natura tecnica
(tracciato definitivo) e non sono attualmente disponibili risorse
neanche per la progettazione preliminare. Inoltre non si è
attenuata la forte opposizione delle comunità locali della
Valle di Susa.
-
Analisi
a caldo sul disastro di Crevalcore
Brani da La Repubblica del 8/1/2005
Rapidamente rimossa, nei commenti a caldo sui media per un giorno
è riemersa la scandalosa sproporzione tra l’impegno finanziario
per la realizzazione delle linee TAV e l’insufficienza degli odierni
investimenti per la manutenzione, la sicurezza, l’ammodernamento della
rete che serve sempre peggio i cittadini. Ecco tre brevi estratti
dai seguenti articoli: "Due anni di tagli sulle ferrovie;
l’ultimo per diminuire le tasse" di Antonio Cianciullo;
"Alta velocità e binari unici" di Giovanni
Valentini;
" Disastro annunciato" di Giorgio Bocca.
-
Soppresso
l’unico treno giornaliero Torino-Lione
Di Andrea Spessa, da Luna Nuova del 15/10/2004
Oggi quell’ultimo treno passeggeri viaggiava con un passivo annuo
di 6 milioni di euro; le stime a supporto della realizzazione del
TAV indicano, per il 2020, 4 mila passeggeri al giorno e quasi il
40% delle merci in transito tra l’Italia ed il resto dell’Unione Europea:
una previsione di incremento del traffico tanto imponente quanto incredibile.
Intanto il sindaco di Torino Chiamparino lancia il primo allarme sulla
mancanza di soldi per finanziare la linea ad alta velocità.
-
Lettera
di Pro Natura agli Enti Locali (12/10/2004)
La segreteria piemontese dell’associazione scrive a Giunta e Consiglio
di Regione e Provincia di Torino invitando tutte le forze politiche
ad un ripensamento circa il progetto del TAV Torino-Lione, vista l’inconsistenza
della domanda di trasporto sulla tratta ferroviaria e l’assenza di
finanziamenti: “tutti questi fatti dimostrano l’improponibilità
di un progetto che alle enormi risorse finanziarie da impegnare unirebbe
il definitivo disastro ambientale della Val Susa”. Pro Natura
Piemonte ripropone nuovamente l’ipotesi alternativa di una linea meno
costosa, che colleghi Nizza-Cuneo-Torino-Aosta-Martigny
in un quadro di maggior equilibrio della rete ferroviaria regionale.
-
Alta
velocità in panne: mancano i soldi
Di Chiara Tajoli da “l’Arena” del 9/10/2004
Nella Finanziaria risorse insufficienti, si rischia lo stop: una situazione
che fa dormire sonni poco tranquilli al Comitato promotore Transpadana,
riunito a Verona per cercare di trovare una soluzione. Due i campanelli
d’allarme per il “Corridoio 5”. Il primo: nel Dpef 2005/2008 presentato
in luglio dal neo-ministro del tesoro Siniscalco non sono stati definiti
gli impegni di spesa per il prossimo triennio. Il secondo: il nuovo
presidente delle Ferrovie Elio Catania ha confermato solo gli investimenti
per gli interventi in corso sulla Bologna-Firenze-Roma. Intanto, come
al solito, lievitano anche i costi di realizzazione previsti per le
tratte Milano-Verona e Verona-Vicenza.
-
Comunicato
stampa Verona, 8 Ottobre 2004: presidio di ambientalisti,
coordinamenti dei sindaci e dei comitati di cittadini contro l’AV.
“Il gioco al rialzo della Lobby Transpadana è irresponsabile.
Di fronte al Governo in affanno assistiamo in occasione del dibattito
sulla Finanziaria 2005 che ha come obiettivo primario il controllo
della spesa pubblica, all’ultimo rilancio della lobby che sostiene
il Sistema dell’Alta Velocità: un pozzo senza fondo che contribuisce
al dissesto del territorio e delle casse dello Stato. Questo modo
di procedere ha contribuito a sottrarre per due anni risorse agli
investimenti sulle linee ordinarie, necessari per rilanciare il servizio
ferroviario in Italia”.
-
La
cura del ferro e l’arco alpino: è il titolo del convegno
promosso dal WWF e coordinato da Stefano Lenzi a Milano il 21 Maggio
2004, in cui sono intervenuti autorevoli esperti di ingegneria dei
trasporti e di sistemi di finanziamento.
Con l’ausilio di interessanti documenti, ricchi di dati, il convegno
ha aggiornato l’analisi del quadro storico, politico ed economico
in cui si collocano i progetti dell’Alta Velocità nel contesto
italiano ed europeo: sono state così dimostrate ancora una
volta l’inutilità di una simile nuova infrastruttura a fronte
delle reali esigenze di trasporto e la scelleratezza di un modello
di finanziamento che semplicemente proietta sulle future generazioni
l’insostenibilità economica dell’opera.
Gli atti
del convegno sono attualmente ospitati dal WWF-Lombardia. Rendiamo
comunque disponibili anche sul nostro sito, oltre alla presentazione
del convegno, i documenti:
Stime e scenari del
traffico ferroviario nell’arco alpino di Andrea Debernardi (Soc.
di Ingegneria dei trasporti Polinomia)
Appunti sul “nuovo modello
di finanziamento” dell’Alta Velocità di Mario Zambrini
(Ist. Di Ricerche Ambienteitalia)
-
Dall'Europa
un Ponte per Silvio
di Alberto D'Argenzio, da Il Manifesto 22/4/2004
Il Ponte sullo Stretto di Messina supera lo scoglio del Parlamento
europeo. Il progetto ha infatti ricevuto il visto dell'Eurocamera:
l'approvazione è condizione necessaria, ma non sufficiente,
per poter ambire ai finanziamenti comunitari previsti per la Rete
di trasporti transeuropea (Ten) da concludere entro il 2018
-
Dalla
Manica avviso ai naviganti
Editoriale de “Il Foglio” del 11 Febbraio 2004
L’Eurotunnel rischia il fallimento: la società che gestisce
la galleria sotto la Manica non ha i soldi per restituire i debiti
e fatica addirittura a pagarne gli interessi; il 60% delle azioni
è nelle mani di un milione di piccoli risparmiatori francesi,
che hanno già perso la metà del valore impegnato (saranno
ora più attenti a non ricascarci?). Le cause del deficit: previsioni
di traffico gonfiate, tempi di realizzo sottostimati, manutenzioni
costosissime non previste … insomma gli stessi vizi che affliggono
i nostri accaniti sostenitori del TAV.
- Ecco
chi paga il ponte
di Domenico Marcello da Diario del 26/9/03
I privati, dice Berlusconi. Bugia: i soldi li metterà FINTECNA.
Così i ricavi delle privatizzazioni, fatte per salvare i conti
dello Stato, serviranno per finanziare un'opera che indebiterà
lo Stato. Per farla iniziare hanno anche truccato i conti. Ma questa
volta si farà: Berlusconi vuole la prima pietra alla vigilia
delle elezioni. I lavori, però, saranno mai terminati? Ambientalisti
e imprenditori uniti contro la cattedrale nel deserto. Intanto la 'Ndrangheta
è già all'opera.
-
Comunicato
stampa dell'associazione di volontariato IDRA (18/1/2003)
Via libera al ponte sullo stretto di Messina. Ma IDRA paventa
un "salto nel buio", come già col progetto Alta Velocità.
Momento decisivo nella storia del nostro paese: una stessa 'cultura
politica' alla radice della guerra all'ambiente già in atto e della
guerra militare annunciata. Nessuna cura per l'erario: solo nuovi
debiti per le future generazioni!
-
Quelle
Grandi Opere realizzate soltanto sulla lavagna di Vespa
di Attilio Giordano, da "il venerdì di Repubblica
13/12/2002.
Dopo aver descritto l'approccio alle grandi opere del Governo
Berlusconi, l'autore approfondisce i meccanismi dei "regimi speciali"
per i finanziamenti e gli appalti, mettendo in luce le prevedibili
conseguenze negative, oggi mascherate, specie in termini di costi
per l'erario pubblico. Fa esplicito riferimento alle linee TAV: illuminante!
-
Grandi opere
col trucco
di Gianni Barbacetto dal sito www.societacivile.it
(Novembre 2002)
Il ponte sullo Stretto. E poi autostrade, ferrovie, metropolitane...
Le infrastrutture promesse da Berlusconi restano una chimera: i soldi
sono pochi. Ma se alla fine si faranno, sarà con un metodo
che occulta i debiti dello Stato. E lascia poi un buco all'Europa.
-
Perché
non dobbiamo costruire la linea ferroviaria Torino-Lione
Un articolo dell'ing. Ramella, esperto di trasporti e di commercio
con l’estero, collaboratore del “Sole-24 Ore”. Con il supporto di
dati sul traffico dei veicoli pesanti ai valichi del Frejus e
Montebianco e con stime sull'evoluzione prevedibile il documento traccia
un'analisi costi-benefici del TAV/TAC ed esamina le possibilità di
supportare la domanda con le infrastrutture già esistenti.
-
L'inserimento
della regione Piemonte nel sistema ferroviario europeo (formato
.pdf, 265K)
Un'ipotesi di progetto alternativo per l'infrastruttura ferroviaria
piemontese, di Gabriele Manfredi e Sergio Nicola
Il progetto persegue l'obiettivo di uno sviluppo equilibrato della
rete ferroviaria piemontese in un'ottica di trasporto merci e passeggeri
integrato con le direttrici europee nord-sud ed est-ovest. In questo
quadro propone sia di potenziare tratte esistenti sia di realizzare
segmenti nuovi per completare due linee base: la Torino-Cuneo-Nizza
(Italia-Francia) e la Torino-Ivrea-Aosta Martigny (Italia-Svizzera).
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