Torino-Lione

A che punto siamo?
(ultimo aggiornamento: 19-Feb-2012 )

In questa pagina presentiamo documenti e articoli di stampa riferiti in particolare alla nuova linea ferroviaria Torino-Lione.

TAV: a che punto siamo... sui progressivi sviluppi delle vicende legate all’Alta Velocità ferroviaria Torino-Lyon

Periodo: primo semestre 2008 - Gli articoli e i documenti sono presentati in ordine cronologico (i più recenti per primi)
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  • L'ACCORDO DI PRA CATINAT (29/6/08)
    E' l'atto finale di 18 mesi di Osservatorio; è firmato dal solo presidente, Virano, ma sostanzialmente condiviso dalla maggioranza dei sindaci, al di là di "distinguo del giorno dopo" che si fa fatica a veicolare nell'opinione pubblica.
    I media titolano in prima pagina: Accordo fatto, via libera al TAV. Per la prima volta la Valsusa accetta la nuova linea ferroviaria, con qualche divergenza solo sui tempi di realizzazione. I sindaci applaudono. Parte la seconda fase, l'Osservatorio diventa una Cabina di regia della progettazione: Il progetto tra sei mesi-un anno. (Vedi: La lettura dei Media)
    La chiave di volta che legittimerebbe tutto l'impianto dell'accordo è scritta nella lunga premessa ed è, purtroppo, falsa: "... il lavoro tecnico è stato accompagnato da un grande processo democratico di confronto continuo che ha coinvolto Sindaci, Consigli comunali, cittadini e opinione pubblica" In realtà in tutti questi mesi la discussione non è nemmeno mai approdata ai Consigli comunali e di Comunità Montana, ma è praticamente sempre stata relegata nell'organismo di comodo della Conferenza dei Sindaci, blindata e riunita a porte chiuse; si è fatto ricorso a forme virtuali di partecipazione dei soli sindaci, in barba alle regole della democrazia rappresentativa, pur di tenere in vita ad ogni costo un tavolo di confronto di cui si è divenuti ostaggi.
    Ecco IL TESTO DELL'ACCORDO
    Intanto l a commedia del confronto istituzionale mira, dunque, ai tempi supplementari
    .
    Ferrentino legittima Virano, Virano legittima Ferrentino: in questo gioco di specchi entrambi si assicurano un ruolo personale proiettato nel futuro


  • L'Osservatorio tecnico agli ultimi giorni della sua prima vita (28/6/08)
    Sono giorni a velocità ormai fuori controllo, in cui sono state presentate una proposta metodologica da parte dei sindaci della valle di Susa, una nuova ipotesi di tracciato della tratta internazionale da parte di LTF, un'idea di cosiddetto "piano strategico" precocemente partorita dalla Cabina di Pilotaggio ed infine qualche generica disponibilità da parte di RFI per un nuovo tracciato anche nella tratta nazionale.
    Per le restanti 3 giornate di Giugno il presidente Virano ha convocato l'Osservatorio ad una riunione no-stop residenziale a Pra Catinat (conclave, dicono i media), nella struttura del Centro di educazione ambientale del Parco Orsiera-Rocciavré, allo scopo di tentare una sintesi conclusiva, una sorta di accordo quadro da offrire al Governo per una riunione del tavolo politico di Luglio, e che possa fungere poi da base per elaborare nuovi progetti effettivi.
    Sarebbe l'atto di rinascita ideale per una seconda vita dell'Osservatorio...

  • SOLO QUALCHE VAGA DISPONIBILITA' DA RFI (25/6/08)
    Le ferrovie italiane, c'era da aspettarselo, non riescono a tenere la velocità creativa che il resto dell'Osservatorio ha raggiunto nelle ultime settimane.

  • Progetti nei Comuni per 800 Milioni di Euro, se c'è il sì al TAV (24/6/08)
    Dopo soli 3 mesi è già arrivata ad una prima conclusione la definizione di un " piano di sviluppo del territorio in accompagnamento al progetto della linea ferroviaria Torino-Lione": comprende 150 progetti per 90 Comuni. (Pazzesche, anche qui, l'accelerazione sia sui contenuti, sia sulla lievitazione del numero dei Comuni - n.d.r.) La presentazione è stata curata ieri da Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino e comandante supremo dell'affollata Cabina di Pilotaggio [vedi riferimenti del 14/3/08 e del 18/4/08]. Si possono solo citare i filoni tematici di così tanti interventi in un territorio sempre più allargato: "mettere in sicurezza il territorio; fare sistema fra più Comuni; mettere in rete siti turistico-culturali; effettuare ricuciture urbanistiche e restauri ambientali; aumentare la connettività e l'accesso informatico ..." (Idee della serie: "fa fine e non impegna" - n.d.r.) Più in specifico per la Valsusa: un futuro bipolare, con Susa stazione internazionale TAV ed Avigliana come porta del Servizio Ferroviario Metropolitano (ma - già che ci siamo, non lesiniamo... - si prolunghi ANCHE il servizio metropolitano fino a Susa, con un treno ogni 15 minuti nelle ore di punta).
    "Valsusa, il prezzo della TAV" titola Repubblica nelle pagine torinesi, alludendo a compensazioni.
    Dice Saitta: "Abbiamo sposato la tesi di Virano secondo la quale la compensazione è la stessa infrastruttura TAV" ... e rafforza il concetto di base.
    Gli 800 Milioni di Euro stimati come inizialmente necessari sono ancora tutti da trovare; in gran parte dovrebbero essere stanziati con votazioni in Parlamento. Per questo Saitta aveva invitato alla presentazione del piano tutti i parlamentari ed europarlamentari piemontesi (70 persone). Si sono presentati in 6.

  • NUOVA BOZZA DI TRACCIATO PROPOSTA DA LTF per la porzione della tratta internazionale in territorio valsusino (18/6/08)
    Presentata nella riunione dell'Osservatorio di mercoledì 18 Giugno.

  • La posizione dei Comitati NO-TAV sul F.A.R.E.
    - Perché è giusto opporsi al "FARE" - volantino (18/7/08)
    - Documento del Comitato di Villarfocchiardo (23/7/08)
    - Il FARE è una trappola (25/8/08)



  • SINTESI DELLA PROPOSTA (F.A.R.E.) MESSA A PUNTO DAI CONSULENTI TECNICI DEI SINDACI (17/6/08)
    FARE sta per Ferrovie Alpine Ragionevoli ed Efficienti. Un acronimo non casuale.
    La proposta accetta sostanzialmente una nuova linea ferroviaria in valle, condizionandone la realizzazione a politiche dei trasporti in favore della rotaia e dilazionandone la costruzione in 4 fasi di tempo successive: nodo di Torino per prima, poi Torino-Avigliana (2018-2020), quindi Avigliana-Bussoleno (2025) ed infine il tunnel internazionale (2030-2045). La logica è quella di seguire le ipotesi di progressiva saturazione di quei 4 segmenti, ma tali ipotesi maturate in sede tecnica poggiano in realtà su due assunti meramente politici: che si realizzi un fantasmagorico Servizio Ferroviario Metropolitano [vedi] e che il traffico, sia merci, sia passeggeri, cresca in modo vertiginoso [vedi]. Due assunti non casuali.
    E' vero che, nella proposta, ogni nuova fase realizzativa viene fatta dipendere dal raggiungimento dei risultati cui mirava la precedente (si procede solo se e solo quando i risultati siano stati raggiunti); si sottovaluta però il fatto che non esistano strumenti giuridico-procedurali per esigere simili garanzie e si pensa che basti chiederli.... Una sottovalutazione non casuale?
    Per i dettagli della proposta vedi:
    - Relazione finale pdf sul sito web della comunità Montana
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    I media, prontamente, "colgono la palla al balzo". Era prevedibile che l'utilizzo mediatico di un'apertura dei sindaci sul tema del "come fare il Tav" sarebbe stato spregiudicato.

  • Matteoli allunga la vita all'Osservatorio di Massimiliano Borgia da Luna Nuova del 13/6/08 – pag. 3
    Il neo-ministro dei trasporti: altri sei mesi per la mediazione finale.
    Questa la sua proposta nell'incontro con i sindaci di mercoledì 11 Giugno a Torino.

  • I Comuni della Valsangone: compensateci almeno come comparse (17/6/08)
    Ormai nessuna delle ipotesi di tracciato TAV attualmente indagate riguarda più la Val Sangone, ma ricordiamo che a suo tempo l'allargamento del campo a quel territorio fece comodo a sparigliare le carte con l'inclusione ai tavoli di confronto istituzionale di sindaci pregiudizialmente più compiacenti. E ricordiamo che ora, grazie a quell'inclusione, vengono conteggiati nel novero dei "56 sindaci favorevoli all'opera su 36" (vedi, nel paragrafo sottostante, le parole di Virano) .
    "Riteniamo di aver dato un costruttivo contributo nell'evidenziare le caratteristiche e le criticità dei nostri territori, con grande senso di responsabilità e con quel senso civico e dello stato che è fortemente radicato nei nostri cittadini" scrivono oggi i sei sindaci valsangonesi al governo. E aggiungono: "Ovunque passerà il Tav, 15 anni di opere comporteranno inevitabilmente disagi per la viabilità locale: è quindi necessario adeguare prima le nostre infrastrutture, per sostenere questi anni di disguidi"
    [vedi: TAV, la Valsangone scrive al governo di Davide Chiarbonello, da Luna Nuova del 17/6/08 - pag.46]


  • Venaus, Domenica 15 Giugno 2008: compra un posto in prima fila - atto secondo

    Il terma dominante dato da svolgere ai solerti media, in questi ultimi giorni, è: i NO-TAV, ormai pochi irriducibili, stanno estinguendosi; i sindaci (ah, la democrazia rappresentativa, che invenzione!) si sono convertiti e propongono, loro (addirittura, pensate...), un tracciato per la Torino-Lione.
    Dall'intervento del presidente dell'Osservatorio tecnico, Virano, al convegno torinese dei costruttori dell'ANCE (la tana del lupo), riportate dal TG3 Piemonte del 9/6, ore 19,30: "La Valsusa antitav perde i pezzi. La guerra alla Torino-Lione ha mobilitato per anni decine di migliaia di abitanti, fiancheggiati da una robusta élite intellettuale. Ma oggi il clima è profondamente cambiato e si respira voglia diffusa di accordo. Oggi in Valsusa resta un pugno di irriducibili, poche centinaia, non di più. Tra i 60 sindaci della valle (i Comuni sono in tutto 36 - n.d.r.) i favorevoli all'opera sono 56". Le parole di Virano vengono subito enfatizzate dalla stampa, in una sorta di gara a chi meglio rende il concetto; eccelle Simona Lorenzetti su "il Giornale" del 10/6, che titola: "La fine dei NO-TAV. Dei 50.000 di Venaus ne restano 50"
    La smentita concreta a queste tesi si è vista la domenica, proprio a Venaus. (vedi le foto della giornata e la cronaca di Paola Meinardi da Luna Nuova)

  • Interrare la ferrovia in Valsusa? Sarebbe folle. (6/6/08)
    intervista al geologo Riccardo Pavia
    di Massimiliano Borgia da Luna Nuova del 6/6708 - pag. 2
    I rischi alluvionali che si sono ripresentati in Valle di Susa nell'ultima settimana di Maggio, con le consistenti piogge, hanno evidenziato ancora una volta la fragilità idro-geologica di questo territorio. Molti hanno ripensato all'assurdità, all'improponibilità di una ulteriore pesantissima infrastruttura in valle.
    Pavia spiega le dinamiche del fiume (Dora Riparia) e delle falde, che con una diga sotterranea longitudinale in cemento risultebbero impedite con gravi ripercussioni.

  • Si delinea una proposta dei sindaci basata su tre "paletti" (6/6/08)
    In vista dell'incontro con il neo-ministro delle Infrastrutture, Matteoli, i sindaci del confronto a oltranza (chiederanno un nuovo tavolo tecnico dopo il 30 Giugno) anticipano alla stampa locale i tre "paletti" di ancoraggio della loro proposta di "scenario" che intendono contrapporre alla rielaborazione RFI-LTF del tracciato che Di Pietro aveva abbozzato alla UE. Primo: realizzare il Servizio Ferroviario Metropolitano nel nodo di Torino [vedi scheda, in particolare la seconda parte]. Secondo: attuare le politiche di trasferimento modale delle merci da strada a ferrovia storica e misurarne nel tempo gli effetti. Terzo: (solo dopo) discutere di linea Torino-Lione in bassa valle di Susa, privilegiando l'interramento della linea storica. Qualche dettaglio in più nell'articolo di Luna Nuova.

  • Una nuova petizione dalla Val di Susa alla UE (14/5/08)
    E' stata presentata pubblicamente la sera del 14 Maggio, nell'assemblea indetta dai Comitati NO-TAV all'auditorium Magnetto di Almese.
    In essa i cittadini firmatari chiedono " la sospensione in via cautelativa dell’iter procedurale finalizzato all’erogazione del finanziamento all’Italia per la realizzazione del tratto transfrontaliero della linea ferroviaria Torino Lione, a seguito della presentazione da parte del Governo Italiano nel settembre 2007 del “Dossier Appel a proposition 2007 -  Nuovo collegamento ferroviario Torino Lione parte comune Italo Francese della tratta internazionale” in quanto al contrario di quanto affermato in più sedi, non esiste assolutamente nessun atto ufficiale che sancisca qualsiasi accordo o condivisione tra il Governo Italiano e l’Osservatorio Valle Susa per la linea ferroviaria Torino Lione da una parte, le Amministrazioni locali ed i cittadini da loro rappresentati dall’altra parte, viene quindi meno uno dei punti fondamentali richiesti dalla EU al fine di concedere i finanziamenti per i progetto TEN  ovvero la condivisione delle popolazioni locali interessate all’opera."

  • Dunque ora i Sindaci accettano di discutere di tracciati nell'Osservatorio (avevano sempre detto "mai !") (13/5/08)
    Sarà l'aria pressurizzata della Cabina di Pilotaggio....
    In pratica, ora, anche la maggioranza dei sindaci della Bassa Valle di Susa, in compagnia di quelli della cintura torinese, considerano che la cosa più importante sia tenere in vita l'Osservatorio, anche a costo di discutere di tracciati (pardon, scenari, no pardon, tracciati, no pardon, scen...)
    Per carità: la soluzione che loro intendono proporre è basata sulla completa ristrutturazione della linea storica per il suo completo utilizzo fino al 2020 ed esclude un nuovo tunnel di base.
    Mah, sarà... A noi pare che i giochi di parole, gli equilibrismi del confronto istituzionale si stiano avvitando pericolosamente su se stessi; forse sono addirittura già sfuggiti di mano, manca solo di prenderne atto.
    Vedi articolo di M. Borgia da Luna NUova del 13/5/08

  • TAV: VALSUSA DISCUTE SU PIANO SVILUPPO, 4 COMUNI LASCIANO AULA (7/5/08)
    da ANSA TORINO
    Tutti i 23 comuni della bassa valle di Susa hanno partecipato stamani, a Bussoleno, all'incontro promosso dal Comitato di pilotaggio per il piano di sviluppo della valle di Susa, in accompagnamento al progetto della linea ferroviaria Torino-Lione. La riunione, preceduta da una contestazione di un centinaio di attivisti 'No Tav', si e' comunque svolta regolarmente, anche se a metà dei lavori gli amministratori di quattro Comuni, Bussoleno, Chiusa San Michele, Condove e San Didero, hanno lasciato polemicamente l'aula, sostenendo che ''il vero tema degli incontri e' la Tav e non altri interventi nella valle''.

  • CONFERMATO IL FINANZIAMENTO UE? (Maggio 2008)
    Il 5 e 6 Maggio riunione informale a Brdo (Slovenia) del Consiglio dei Ministri dei Trasporti dei 27 Stati Membri della UE chiamato a valutare, in relazione ai finanziamenti comunitari stanziati, lo stato di avanzamento dei lavori per le tratte nazionali dei grandi progetti infrastrutturali europei (TEN-T), tra i quali rientra anche il collegamento Torino-Lione.
    I Comitati NO-TAV scrivono una lettera ai 27 Ministri per segnalare l'abnorme lievitazione dei costi TAV in Italia(*) e la superficialità del "progetto" presentato da Di Pietro a Luglio 2007, invitandoli ad assumere decisioni solo dopo un necessario approfondimento di analisi.

    Anche l'associazione fiorentina IDRA manda una lettera a Brdo per ricordare il disastro economico ed ambientale del TAV in Mugello esortando i Ministri a non favorire il ripetersi degli stessi errori (Non lasciate che si faccia delle Alpi e del Carso un nuovo Mugello!).

    Su questi argomenti si è svolta il 7 Maggio, a Bruxelles, una conferenza stampa con la partecipazione dei Comitati [vedi ANNUNCIO e CRONACA]


    Segnaliamo qui altri due recenti documenti, assai autorevoli, sulle criticità economiche e finanziarie delle infrastrutture in questione:
    - I faraonici progetti di trasporto dell'UE (R.Prud'homme)
    - Costi-benefici: 6 domande sulle nuove infrastrutture pubbliche (R.Perotti)

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    (*)Come mai in Italia un chilometro di TAV costa 6 volte più che in Francia o Spagna?
    VEDI ANALISI AGGIORNATA DEI COSTI
    ,dell'ing. Ivan Cicconi, e TAV, RETORICA DEL FARE, TRA CORRUZIONE POLITICA E LOBBY IMPRENDITORIALI


    Altri indizi per una possibile risposta:

    - Il candidato è "Cosa nostra"? (di Ferdinando Imposimato)

    - Più 'ndrangheta in Piemonte e nel TAV

    - TAV e autostrada: le mani delle cosche sulla Torino-Milano

    - Quante ombre dietro quei cantieri!
    [vedi SEZIONE DEDICATA]

    - Niente certificato antimafia, a rischio cantiere TAV

    - Segnalazione di infiltrazioni anche dai NO-MOSE

  • L'Osservatorio non si cura più della propria dignità (30/4/08)
    Il 22 Aprile Virano poneva all'Osservatorio l'esigenza di passare subito a trattare il problema delle alternative di tracciato per la nuova linea Torino-Lione, dato che il tempo stringe stante la scadenza del tavolo al prossimo 30 di Giugno. I tecnici rappresentanti della Valle dichiaravano di non avere mandato per trattare l'argomento e che gli accordi prevedevano di concludere prioritariamente l'analisi sul nodo di Torino, ben lungi dal traguardo.
    Com'è andata a finire? Che la successiva riunione dell'Osservatorio, il 29, stabiliva: non c'è problema, si conclude l'analisi del nodo entro Maggio ed entro Giugno l'analisi dei tracciati (pardon, Scenari; no, pardon, Tracciati; no pardon, Scenari, no, pard...). Semplice, no?
    Tutti fingono di dimenticare che se ci sono voluti un anno e 4 mesi di riunioni settimanali per definire il quadro tecnico dell'esistente (che per di più dimostra l'inutilità di una nuova linea) non è pensabile di poter trattare sbrigativamente in uno-due mesi l'argomento-clou del contendere, ossia il "dove/come si farebbe la nuova linea". Paragonando, oltre tutto, 3 ipotesi: il progetto LTF-RFI "sinistra Dora" del 2002 (unico vero, anche se devastante, progetto), l'indefinito percorso presentato nel Luglio 2007 da Di Pietro alla UE; un'idea dell'ultimo momento, ovviamente di dubbia consistenza, avanzata con una sorta di gara bipartisan per il copyright sia dalla Provincia di Torino, sia dal "popolo delle libertà" [VEDI].
    Ufficialmente, comunque, le parti hanno trovato questo accordo procedurale per proseguire nei lavori del tavolo [vedi la cronaca della riunione], anche se gli amministratori valsusini enfatizzano la condizione di un via libera dal nuovo governo [vedi comunicato].
    Ci si prende in giro?
    Torino ha un nuovo prefetto, Paolo Padoin, che ha voluto incontrare i sindaci della valle di Susa perché: "Sono convinto che il compito di un prefetto sia quello di far di tutto per evitare che una situazione difficile diventi oggetto di interventi di ordine pubblico".

  • Un Piano Strategico di Sviluppo locale? 5 rotonde! (29/4/08)
    Pur trovandosi fuori dalle valli olimpiche, nel 2005-2006 il comune di Giaveno era riuscito a ottenere fondi per opere connesse (?) ai giochi invernali e con questi realizzare parte di un centro sportivo polifunzionale. Proseguendo nella sua linea "acchiappafondi" anche ora che il suo territorio non pare più interessato dalla Torino-Lione, si presenta come primo Comune a fare precise richieste alla Cabina di Pilotaggio della Provincia.
    Leggere la sua "lista della spesa", che totalizza 16,5 milioni di Euro, rivela quale concezione di Piano Strategico di Sviluppo abbiano certi amministratori locali.

  • 25 Aprile: gemellaggio Condove-Paralup
    Il comune valsusino di Condove, protagonista della Resistenza di ieri, con una delibera mostra come sia possibile attualizzare la fedeltà ai suoi valori.

  • NO-TAV e voto del 13 Aprile in Valle Susa (25/4/08)
    Già prima del voto il deputato FI (ora Pdl) di zona, Osvaldo Napoli, sicuro della propria terza rielezione alla Camera (col sistema che sappiamo), prefigurava una sua lettura interessata di risultati prevedibili: se in val di Susa la somma dei voti dati ai partiti che a livello nazionale vogliono il TAV è superiore al 50%, significa che i SI-TAV prevalgono sui NO-TAV.
    Questa condizione si era per la verità già verificata nel 2001 e perfino nel 2006, ma non si direbbe che ciò abbia inciso sulla determinazione dell'opposizione all'opera.
    In ogni caso, puntuale all'indomani delle elezioni e con l'accompagnamento di qualche coretto bipartisan, Napoli lanciava il suo forte contributo alla campagna mediatica in atto da qualche tempo: Visto? Non servirà nemmeno fare un referendum. La valle ha cambiato idea, l'80% dei cittadini ha mostrato, col voto, di essere favorevole al TAV (a lui, a tanti altri politici, piacerebbe molto che fosse così).
    A tutti noi, qui, era chiara la strumentalità a cui ci ha abituati l'onorevole, ma il messaggio ha creato qualche apprensione tra sostenitori e simpatizzanti NO-TAV fuori dalla valle.
    Ecco, allora, per chi fosse interessato a capire, un contributo alla lettura ragionata dei risultati locali delle elezioni.

  • Stazione TAV a Susa??? (23/4/08)
    di Mario Cavargna da Obiettivo Ambiente (notiziario di Pro Natura Piemonte) n. 5 del 23/4/08 – pag.1
    Mario Cavargna, neo-presidente di Pro Natura Torino, master in Valutazione di Impatto Ambientale al Politecnico di Torino e Losanna, è stato per oltre 15 anni consulente tecnico della Comunità Montana Bassa Valle di Susa: ha studiato a fondo tutti i progetti della Torino-Lione fin qui elaborati, producendo una grande mole di osservazioni; oggi continua ad analizzare le ipotesi di realizzazione dell'opera fornendo il suo prezioso contributo tecnico ai Comitati NO-TAV.
    In questo articolo illustra inequivocabilmente l'assurdità della proposta di una stazione TAV a Susa.

  • Affermazioni dei big PD: ci aspettavamo le smentite dei sindaci (22/4/08)
    Lettera aperta ai rappresentanti della valle di Susa nell'Osservatorio tecnico e ai sindaci del Tavolo politico (pubblicata sulla rubrica Opinioni di Luna Nuova)
    Abbiamo ricevuto poco prima delle elezioni la lettera firmata da Chiamparino, Saitta, Bresso, Morgando, e inviata dal Partito democratico a "tutti gli abitanti della valle di Susa" . Ci sono alcune affermazioni che riguardano il ruolo dell'Osservatorio Tecnico che vi coinvolgono direttamente, e di cui quindi vorremmo chiedervi conto.
    Nel successivo numero del giornale (25/4/08) arriva la sola risposta del Prof. Tartaglia (rappresentante tecnico della Com. Mont. Bassa Valle di Susa nell'Osservatorio)

  • Comitato di Pilotaggio: la posizione del Comune di S. Giorio
    La lettera del sindaco alla rubrica “Opinioni” (su Luna Nuova del 22/4/08 – pag. 5) riporta i motivi per cui S. Giorio è contrario a partecipare alla "cabina" di pilotaggio.

  • Un altro tavolo! La Bassa Val di Susa entra nel Comitato di Pilotaggio della Provincia di Torino con 3 Sindaci. (18/4/08)
    Decisione sempre più contrastata nella Conferenza dei Sindaci: 10 Consigli comunali contrari a far parte del nuovo organismo (sia pure con varie motivazioni) e 14 favorevoli (sia pure con una serie di riserve). Risultato: partecipano, con Ferrentino, Mattioli (Avigliana) e Durbiano (Venaus). Al solito, Ferrentino vuol essere rassicurante: "Sia chiaro che se qualcuno vorrà forzare la mano e discutere di compensazioni, così come siamo entrati usciremo immediatamente dalla cabina"
    Ma il presidente della Provincia, Saitta, chiaramente gongola: "Sarà uno strumento utilissimo, che non sarà in contrapposizione all'Osservatorio tecnico. Soprattutto, anche quando il lavoro di Virano sarà terminato questo sarà un organismo di concertazione che resterà a Torino"
    [VEDI gli articoli di Marco Giavelli da Luna Nuova del 18/4/08 - pag. 4]

  • Bell'esempio l'ultima "grande opera" in Valsusa:
    I guai della centrale idroelettrica di Pont Ventoux
    (12/4/08)
    E' un emblema sotto i nostri occhi, situata proprio di fronte al presidio NO-TAV di Venaus.
    La più grande idroelettrica d'Italia, una delle maggiori in Europa. E' costata il doppio del preventivo; doveva essere inaugurata nel 2000 e non si riesce a collaudarla neppure oggi, 8 anni dopo. Dal Politecnico di Torino la denuncia della situazione. La ditta Astaldi, che l'ha realizzata, aspetta forse di dichiarare il flop DOPO che la conduzione sia stata presa in carico da IRIDE?
    E' una centrale in caverna, scavata con enormi problemi (raddoppiati i tempi di costruzione) nella stessa montagna in cui si vorrebbe scavare il tunnel di base della Torino-Lione.
    [Vedi FILMATO di Ambientevalsusa su Youtube - consigliato a chi ha acesso internet a banda larga]

  • Fantasiosa proposta dalla Francia (9/4/08)
    Dall'assemblea annuale dell'Associazione europea per lo sviluppo del trasporto ferroviario (Aedtf) di Grenoble spunta un'ipotesi (già in qualche modo balenata in alcuni sogni premonitori della presidente Bresso) che prevederebbe non uno, ma 2 tunnel di base! Dopo una biforcazione della nuova ferrovia, a Oulx, uno rimarrebbe sotto il Moncenisio (da Savoulx a S. Michel de Maurienne); l'altro sotto il Monginevro (da Cesana a Briancon) [vedi cartina].
    Con diversi vantaggi, dicono, per l'Italia. Leggere, per provare a crederci.

  • La lettera di Bresso, Saitta e Chiamparino alle famiglie valsusine (su carta con pubblicità elettorale del PD)
    Da Luna Nuova dell'8/4/08

      Visto che non riescono a venire in valle di Susa a illustrare le loro posizioni Sì Tav, come promesso la sera stessa del mancato incontro elettorale di Almese, Chiamparino. Saitta, Bresso e Morgando hanno inviato la lettera che intendevano far arrivare a tutte le famiglie valsusine.
    Hanno però utilizzato uno stratagemma, quello di basarsi su un paio di Codici di Avviamento Postale che sì, ha ottenuto l'esito di centrare un tot di Comuni della valle, ma non tutti; le imperscrutabili stranezze delle mappature postali, poi, includono le famose eccezioni: così anche gli abitanti di Coazze (Val Sangone) si sono visti arrivare la missiva PD in cui i loro attenti amministratori li consideravano Valsusini.
    La pur parziale distribuzione ha comunque stimolato molte risposte: ecco una RACCOLTA di alcune tra le più significative

  • Il movimento NO-TAV querela la Bresso
    di Massimiliano Borgia da Luna Nuova dell’8/4/08 – pag. 3
    Il fatto di essere definiti un po' frettolosamente "fascisti" dalla Bresso non è andato giù ai Comitati: mercoledì il pool di avvocati coordinati da Alessio Ariotto, raccoglierà le denunce individuali per inoltrare le rispettive querele per diffamazione. «C 'è una sentenza in cassazione che stabilisce che la parola "fascisti" è offensiva - commenta Perino - Ma in ogni caso non possiamo permettere che si usi una definizione del genere per un movimento che conta parecchia gente iscritta all'Anpi o che ha avuto direttamente un papà o un nonno che ha fatto la lotta di Liberazione».

  • Convegno "Lavoro e sviluppo per la valle di Susa" (5/4/08)
    Il TAV rientra nel progetto di trasformare la valle di Susa in un corridoio di transito, concentrando in questa area il traffico delle merci sia su strada che su ferrovia.
    Può essere un corridoio di traffico internazionale un positivo modello di sviluppo?
    [VEDI: Programma e relatori; E Documento introduttivo; INFINE Cronaca dei lavori.

  • NON-VEGNO elettorale del PD ad Almese (3/4/08)
    Mancato convegno SI-TAV del PD in Valsusa, Auditorium Magnetto di Almese.
    In occasione del provocatorio confronto organizzato dal PD su un tema tipo "per un futuro radioso grazie alla grande opera", i Comitati NO-TAV hanno organizzato una Kermesse degna della comparsa in valle, dopo molti anni, dei 3 "Re Magi" Chiamparino (sind. Torino), Saitta (pres. provincia) e Bresso (pres. regione).
    Alla rappresentazione di strada viene dato un titolo: Re Magi in ritardo? Presepe puntuale [VEDI: ESITO e FOTO dell'evento; ARTICOLO DA CARTA del 4/4]
    Questo presepe vivente NO-TAV, cui hanno partecipato 3.000 persone, ha indotto i tre a non presentarsi all'appuntamento.
    La presidente Bresso ha voluto graziosamente definire "fascisti" i convenuti, a cui peraltro non era consentito di entrare nell'auditorium.



  • CHIOMONTE, DOMENICA 30 MARZO 2008

    E' stata una giornata di record. Mai, prima, era successo che 1397 persone si ritrovassero a firmare davanti ad un notaio l'atto di acquisto di un terreno (un fazzoletto di 1251 metri quadri di montagna in località Colombera). La motivazione: "per impedire la costruzione della nuova linea ferroviaria AV/AC Torino-Lyon e relativo tunnel di base". Ma è stata anche la festa di una nuova primavera NO-TAV, del ritorno al protagonismo dei Comitati dopo un periodo di (scettico) attendismo di risultati coerenti dai tavoli di confronto istituzionale. E' stata, infine, l'occasione di valorizzare dal vivo alcune risorse della valle, come i vigneti di Chiomonte ed il sito archeologico della Maddalena; risorse e bellezze che sarebbero irrimediabilmente compromesse dalla realizzazione in zona del tunnel di base. [VEDI CRONACA E FOTO E l' appello ai Sindaci. Leggi il Comunicato stampa]

  • Interrogazione alla Commissione Europea in merito al ruolo dell'Osservatorio (28/3/08)
    Gli europarlamentari Monica Frassoni e Vittorio Agnoletto chiedono "se la Commissione sia cosciente che l’Osservatorio Val Susa non svolge alcun “lavoro di concertazione”, ma di valutazione delle priorità di intervento; che nel lavoro svolto sia arrivato a conclusioni differenti dalle priorità del progetto EU 06010 cui è stato accordato un co-finanziamento comunitario; come intenda quindi tenere conto di tali valutazioni differenti nel prosieguo della verifica dell'eleggibilità del progetto in questione." [VEDI]

  • Sindaci, cresce il malcontento sul pilotaggio
    di Marco Giavelli da Luna Nuova del 28/3/08 – pag.2
    Riunione tempestosa (pare...) della conferenza dei sindaci in Bassa Val di Susa: non è stato possibile decidere i nomi dei tre rappresentanti della bassa valle che entrerebbero nel comitato di pilotaggio per il "Piano strategico di sviluppo" promosso dalla Provincia. La discussione si è incentrata sull'opportunità che la valle accetti anche questo ulteriore tavolo di confronto, definito da alcuni "il tavolo delle compensazioni". Il fronte dissidente rispetto alle posizioni di Ferrentino e della maggior parte dei sindaci si sta allargando.

  • Più 'ndrangheta in Piemonte. (26/3/08)
    Allarme dell’antimafia: in crescita i tentativi di infiltrazione nei cantieri per l’alta velocità
    .
    Chi vince gli appalti è sempre in regola ma è nel meccanismo dei subappalti a catena che la 'ndrangheta si inserisce con mezzi per il movimento terra e camion per il trasporto. Molte le imprese – sempre le stesse – note da anni alle Forze dell'Ordine. Ora è nel mirino la zona della Val di Susa, in particolare Bardonecchia e un Comune vicino alla stazione sciistica, dove in pochi anni imprese edili minori sono diventate giganti dell'edilizia anche grazie – sospettano gli investigatori – ai buoni contatti con amministratori e funzionari locali. (leggi tutto l'articolo)
    Sugli allarmi degli investigatori circa le infiltrazioni mafiose nei cantieri TAV erano usciti due articoli già a Luglio 2007: I tentacoli dei clan sulle grandi opere e I soldi della mafia ai cantieri Tav.

  • Ecco: si delinea la nuova Triplice Alleanza? (22/3/08)
    Ce li stanno già sciorinando uno ad uno in questa campagna elettorale.
    Sono gli ingredienti del Piano Strategico che la Provincia di Torino cucinerà, sapientemente conditi da Cabine e Comitati di Pilotaggio, entro Giugno: agevolazioni di insediamento e sconti fiscali per nuove imprese; una fermata del TAV in valle per favorire il turismo (un assurdo trasportistico ed economico per una linea AV); una nuova uscita dall’autostrada con sistema di risalita alla Sacra di S. Michele (da una vecchia idea dell’architetto illusionista lessicale); interramento di vecchia e nuova ferrovia da Avigliana a S: Antonino (un assurdo idrogeologico); “riqualificazione” immobiliare delle fasce dei paesi liberate dalla linea storica sull’esempio dei “viali delle Spine” di Torino (anche qui con possibili grattacieli? Per carità più bassi della Sacra!): saranno famosi i boulevard di Avigliana, S. Ambrogio, Chiusa, S. Antonino.
    Sta già anche scritto che subito una parte di Valsusini rimarrà affascinata da queste suggestioni di “sviluppo sostenibile” e guarderà con un ottimismo fino ad oggi insperato al domani dei propri figli: potranno finalmente vivere in una banlieu di Torino!
    Sarà dato … libero sfogo ad una “marcia dei 40.000”, questa volta in Valle di Susa, che vedrà finalmente sfilare l’Italia dei SI.
    Come lo fu per CGIL, CISL e UIL a Torino nel 1980, questa manifestazione potrà costituire l’alibi della resa finale per quelli, tra i Sindaci concertativi, che fossero alla ricerca di un’uscita di sicurezza tra le pressioni del partito e gli impegni per cui furono eletti?
    A quel punto, oltretutto, dopo marce del SI e marce del NO si imporrebbe proprio un bel referendum!
    E’ il programma della nuova, potente, oggettiva Triplice Alleanza che si delinea tra il partito del fare, quello del “si può fare” e quello del malaffare?

  • Il SI-TAV in mano al centro-destra?
    AIUTO! Qui il PD non vuole apparire secondo a nessuno
    (21/3/08)
    Reazione istantanea del PD: siamo noi il partito del "si può fare", o no?
    Per portarsi in vantaggio Mercedes Bresso rilascia un'intervista a Luna Nuova in cui anticipa mirabolanti rivelazioni su ciò che (lei sa già) conterrà il Piano Strategico della Provincia: tunnel di base, poi due ferrovie sotterrate, stazione AV a Susa (?), nuovi svincoli autostradali, riqualificazioni urbanistiche... Cose incredibili.
    Su questo, il 3 Aprile si terrà un convegno del partito a Villarfocchiardo, al centro della Valle di Susa: il senso dell'iniziativa è quello di affermare che la posizione del PD sul TAV è "si, ma se fatto bene".
    Dunque Bresso ritorna in valle a parlare di TAV dopo 14 anni. Pare che "i duri" del partito, Chiamparino ed Esposito (candidato con successo assicurato alle elezioni), spingessero addirittura per saltare subito ad una marcia SI-TAV in valle, ma che questa provocazione sia stata frenata da esponenti locali (tra cui i sindaci di Avigliana e Susa)

  • Sempre a Susa: il centro-destra costruisce il SI-TAV (21/3/08)
    L'onorevole Osvaldo Napoli (FI, ora Pdl), il portavoce provinciale de La Destra Giuseppe Lonero e Franco Botta, consigliere provinciale (pre-trasmigrato dall’Udc a FI), con la compiacenza del prestanome Salvatore Panaro, consigliere di minoranza a Susa, (tra i primi in valle ad aderire al Pdl) hanno organizzato una serata segreta SI-TAV nel teatrino Monsignor Rosaz di Susa. Il convegno era strettamente ad inviti, e Panaro aveva inviato a tutto il mondo dell'imprenditoria e del commercio zonale una lettera di convocazione alla serata. Una sorta di "chiamata alle armi".
    Con l'ingresso piantonato dai Carabinieri, hanno discusso a porte chiuse: è la moda del momento.
    "Stiamo costruendo il popolo del fare" ha detto Panaro nelle sue conclusioni, chiedendo espressamente alla platea di radunare collaboratori, famigliari ed amici attorno a questo movimento d'idee costruito sull’equazione "Tav uguale lavoro uguale sviluppo del territorio". E ricche compensazioni da spartire, aggiungiamo noi, tanto l'on. Napoli non ne fa affatto mistero...
    [vedi: TAV, il centro-destra chiama alle armi di Marco Giavelli da Luna Nuova del 21/3/08 – pag. 4)

  • Le stagioni dei NO-TAV (20/3/08)
    A cura di: Ezio Bertok (Comitato NOTAV-Torino) e Maurizio Piccione (Spintadalbass - Avigliana)
    Negli ultimi due anni sono cambiate molte cose ma per chi non vive il problema TAV nella sua quotidianità può essere difficile cogliere ciò che è cambiato.
    I grandi media interessati propongono con sempre maggiore insistenza l’immagine di una valle rassegnata che ha cambiato idea, disposta ad accettare l’idea che il TAV “si può fare”. Non è così. Ma anche l’immagine di un modello intatto di democrazia partecipata è un’immagine distorta che non rende giustizia alla verità. La verità è più complessa e può essere utile un riassunto di questi ultimi due anni per chi, in altre parti del paese, si spende per la difesa del proprio territorio e dei beni comuni guardando con speranza e partecipazione alla resistenza NOTAV.

  • Delibera della giunta provinciale: istituzione del Comitato di pilotaggio per l'elaborazione di un Piano strategico sullo sviluppo della valle di Susa (18/3/08)

  • La Commissione Europea indagherà sul TAV in Val Sangone
    Comunicato stampa del 14/3/08
    La Commissione per le Petizioni del Parlamento europeo ha dichiarato ricevibile la petizione inviata nel luglio 2007 dai cittadini della Val Sangone in merito alla costruzione della linea Tav Torino-Lione; il prossimo 26 Marzo una delegazione dei Comitati NO-TAV sarà ricevuta a Bruxelles.

  • Esplode la creatività degli "architetti del confronto istituzionale"; cresce la voglia di "pilotare" (14/3/08)
    Il Tavolo Politico del 13/2 ha accordato all'Osservatorio 4 mesi di tempo per portare a termine due compiti: completare l'analisi del Nodo di Torino - sotto il coordinamento dell'Agenzia Metropolitana per la Mobilità (l'AMM, siamo in una botte di ferro! - ndr) e, succesivamente, disegnare diversi scenari trasportistici nell'area di Provincia che va da Settimo torinese al confine valsusino con la Francia.
    Dopo questo input si fa più acrobatico il lavoro dell'Osservatorio, a cui sta stretto il limite temporale di fine Giugno. Riemerge la fretta di giungere all'agognata conclusione: il TAV si deve fare, e cominciare anche subito.
    Per giungerci in tempo, l'architetto Virano libera tutta la fantasia concertativa che naturalmente lo pervade: inventa nuovi organismi interni al tavolo tecnico, come il Comitato di Pilotaggio (?!) e propone di raccordare l'analisi degli scenari futuri con i lavori di stesura del Piano Strategico che la Provincia di Torino agogna di iniziare, spendendo finalmente quei 500mila Euro che Berlusconi, due governi fa, le aveva elargito per finanziare studi capaci di dimostrare che il TAV può far solo bene alla valle (?!). E anche la Provincia si struttura con una sua Cabina di Pilotaggio a questo fine! Dice il presidente Saitta: "E 'chiaro che lì non si discute di tracciati, ma è l'individuazione del Piano di sviluppo del territorio attraversato dalla Torino-Lione"
    Insomma, se le parole hanno un senso, pare che la principale preoccupazione sia quella di PILOTARE, di qua e di là.
    Per meglio comprendere queste invenzioni istituzionali acrobatiche, torna utile rileggere l'articolo "Il gatto, la volpe e i valsusini".
    E, male non fa, rilanciare il recente appello: Come i nanetti, liberate quei tre dal giardino di Virano

  • Nuovo bel contributo su TAV e lavoro:
    Da Luna Nuova dell'11/3/08, la lettera alla rubrica Opinioni inviata da Oscar Margaira (Villardora - Ambientevalsusa)

  • Dire, fare, manganellare... (11/3/08)
    Massimiliano Borgia, su Luna Nuova, intervista l'ex viceministro alle infrastrutture Martinat (si, quello già indagato per turbativa d'asta e abuso d'ufficio in vari casi di appalti, tra cui quello relativo al cunicolo esplorativo di Venaus).
    La ricetta dell'onorevole, in caso di vittoria del centrodestra alle prossime elezioni, è chiara: rimettere la Torino-Lione nella Legge Obiettivo, tornare al progetto "sinistra Dora", mantenere l'Osservatorio come sede di mediazione col territorio, elargire le massime compensazioni ai Comuni, manganellare gli oppositori.


  • Istituzioni a geometria variabile - continui aggiustamenti della democrazia, ad uso delle maggioranze - (7/3/08)
    La Conferenza dei Sindaci si rende conto di non poter continuare all'infinito a riunirsi a porte chiuse e non comunicare; allora decide che... va be'... continuerà a farlo, ma all'indomani delle riunioni più significative convocherà una seduta aperta solo, sia chiaro, per comunicare gli esiti a pubblico e stampa. In cambio di ciò, le sedute chiuse saranno d'ora in poi strettamente riservate ai sindaci e vietate invece agli assessori della Comunità Montana, che prima partecipavano come uditori.
    Vedi Sindaci a porte chiuse, poi si vedrà di Marco Giavelli da Luna Nuova del 7/3/08 - pag. 4

  • DOMENICA 2 Marzo, A SUSA, UN MILITANTE NO-TAV E' STATO AGGREDITO DA SEI PERSONE.
    vedi Comunicato stampa dei Comitati

  • TAV: La "Grosse Koalition" è già all'opera! Veltroni e Berlusconi, Programmi fotocopia.
    Comunicato stampa dell'associazione IDRA di Firenze - 26/2/08
    Elezioni del 13 Aprile 2008: i programmi elettorali di entrambi i principali schieramenti hanno la realizzazione del TAV tra le priorità: il PD ha inventato addirittura un nuovo concetto del marketing politico, "l'ambientalismo del fare"; più prosaicamente, il Pdl dice che rimanderà ovunque i Carabinieri a imporre le opere.
    Votare, per i NO-TAV, significherà poter scegliere se è meglio farsi prendere in giro o farsi manganellare.

  • Ancora sul tema: "TAV significa lavoro in Valsusa?" (15/2/08)
    Da Luna Nuova del 15/2/08, una significativa lettera alla rubrica Opinioni inviata da Angelo Fornier di Chiomonte.

  • Lo sconcertante percorso della maggior parte dei sindaci valsusini (15/2/08)
    A Febbraio 2006 la valle di Susa era un esempio virtuoso di democrazia: dopo la bufera di Venaus, amministratori e cittadini discutevano costruttivamente di TAV, ma anche di economia e futuro del territorio, di partecipazione. Ora nessuno riesce più a capire atteggiamenti ed obiettivi della maggioranza dei sindaci, perché questi disertano tutte le sedi di dialogo pubblico: da mesi ogni questione relativa al TAV viene trattata unicamente all'interno di un organismo che si riunisce a porte chiuse, la Conferenza dei Sindaci. Perfino la stampa locale storicamente più vicina agli amministratori oggi lancia un allarme sul rischio di un azzeramento della democrazia reale [VEDI]

  • Esito del Tavolo Politico del 13/2/08
    (vedi comunicato stampa dell’ex-governo)
    Schiacciante
    vittoria dei sostenitori del TAV Torino-Lione: ottengono tutti i risultati che si erano prefissi. L'unica voce realmente dissonante, nell'incontro, è stata quella della prima cittadina di S. Didero, Loredana Bellone, che al tavolo ha rappresentato gli 87 amministratori valsusini contrari a proseguire l'esperienza di un coinvolgimento nella strategia governativa che di fatto sta portando i sindaci ad eludere, uno dopo l'altro, tutti gli impegni presi ("abbandoneremmo i tavoli istituzionali nel caso ci fosse il finanziamento europeo [VEDI]; nel caso un ministero lavorasse ad un progetto mentre l'Osservatorio tecnico valuta SE l'opera è necessaria [VEDI]; nel caso si imponesse di discutere di tracciati...").
    Vedi il resoconto di Loredana Bellone all'assemblea NO-TAV di Villardora (15/2/08)

  • Compra un posto in prima fila! (10/2/08)
    Il coordinamento dei Comitati NO-TAV riunito a Bussoleno il 5 Febbraio scorso ha varato un'iniziativa inedita: il processo di acquisto in proprietà indivisa (un metro quadro a testa, al costo di 15 Euro, da parte di migliaia di persone NO-TAV) dei terreni della zona Colombera di Chiomonte che sarebbero necessariamente da espropriare per realizzare la nuova uscita del tunnel, secondo il "progetto governativo" contenuto nel dossier presentato da Di Pietro alla UE.
    [vedi tracciato] [vedi foto della zona e individuazione dei primi terreni]
    Dopo questa prima fase proseguirà la ricerca di ulteriori appezzamenti nei territori di altri Comuni, situati sempre in zone suscettibili di cantierizzazione per le diverse ipotesi di realizzazione della nuova linea Torino-Lione.
    Qualsiasi futura procedura di presa di possesso di quei terreni, anche solo per effettuare sondaggi, prevederebbe la convocazione sul posto di tutti i proprietari.
    La notizia di questa iniziativa ha riconquistato l'attenzione mediatica per il movimento NO-TAV: domenica 10/2 appariva in prima pagina su La Stampa, nell'edizione nazionale del TG2 delle 13 e regionale del TG3 Piemonte, sulle pagine torinesi di Repubblica ecc...)
    Chiarimenti e istruzioni per aderire
    Modulo di adesione da stampare e compilare


  • Nuova delibera del Comune di Rivalta (7/2/08)
    Il Consiglio comunale della città appartenente alla cintura sd-ovest di Torino ha approvato all'unanimità una nuova delibera che esprime chiaramente "la volontà del Comune di Rivalta di salvaguardare gli ambienti della Collina Morenica e del Torrente Sangone, attraverso la promozione di strumenti di maggior tutela paesaggistica e naturalistica, e pertanto richiama la contrarietà già espressa all’attraversamento della Collina Morenica e del Parco del Sangone da parte di nuove linee ferroviarie".

  • Ma il TAV porterebbe lavoro in val di Susa? (29/1/08)
    Anche in Val di Susa, oggi, c’è disoccupazione. Qui la deindustrializzazione era iniziata più precocemente che altrove, alcuni decenni fa; poi ci sono state occasioni di lavoro solo temporanee, come la costruzione dell’autostrada A32 e, più recentemente, le olimpiadi invernali. Da un po’ di tempo a questa parte alcuni albergatori, alcuni imprenditori ed anche alcuni sindacalisti della categoria degli edili stanno attuando una campagna di opinione nella valle, per convincere che la realizzazione del TAV sarebbe la soluzione ai problemi locali di occupazione. In questa loro azione, costoro evidentemente non considerano le esperienze già fatte negli scorsi anni da altri territori con i cantieri dell’Alta Velocità (vedi, sul nostro sito, la sezione appositamente dedicata a questo argomento).
    Per discutere pubblicamente di questo tema di forte rilevanza sociale, si sono tenuti venerdì 25/1/08 due importanti momenti di confronto: un consiglio comunale aperto nella città di Susa (vedi la ricca analisi della situazione locale nel contributo portato da alcuni cittadini appartenenti al comitato NO-TAV) ed un convegno ad Avigliana (vedi la cronaca della serata).
    Nella collaudata tecnica di contrapporre difesa del territorio a difesa dell'occupazione (la storia insegna che così sono state liquidate fior di lotte) non tardano a sguazzare i media "più sbraganti": il 4 febbraio sul Corriere della sera esce un articolo di A. Mangiarotti che fa stra-infuriare l'intera valle (la stessa "giornalista" aveva già provato a seminare zizzania tra sindaci e cittadini il 15/10/2006).
    Gli amministratori valsusini sono costretti ad una smentita.


  • Come i nanetti, liberate quei tre dal giardino di Virano (25/1/08)
    Lettera di Claudio Giorno pubblicata nella rubrica “Opinioni” di Luna Nuova del 25/1/08 – pag. 7
    "Parlo di Antonio Ferrentino, Angelo Tartaglia e Andrea Debernardi ... mi permetto di ritenere non più rinviabile la nascita di un movimento di liberazione dei nostri amici dal recinto (l'Osservatorio tecnico - ndr) in cui questo prestigiatore lessicale li sta tenendo da troppo tempo con un piedistallo ai piedi"

  • Brutte premesse per la prossima riunione del Tavolo Politico, RI-CONVOCATO PER IL 13/2/08
    La crisi del governo Prodi ha finito col provocare il rinvio della convocazione a Roma del Tavolo di Palazzo Chigi per la Torino-Lione. L'appuntamento, che originariamente era per il 30 Gennaio, a nostro avviso non promette nulla di buono, viste le dichiarazione di due autorevoli protagonisti: il ministro Di Pietro intende utilizzarlo per dare all'Osservatorio il mandato di scegliere in tempi rapidi il tracciato definitivo dell'opera in territorio italiano (vedi la sua lettera a La Stampa, intitolata "Tav e rifiuti, i rischi del rinvio"); il commissario Virano, apparentemente più morbido nella forma, per ottenere un "mandato che permetta di confrontare - in sei mesi - uno scenario territoriale e uno scenario di sviluppo che inglobi magari anche un nuovo tracciato ferroviario" (niente, meglio delle sue stesse parole, svela sia il personaggio sia il ruolo ricoperto: leggi "Virano chiede sei mesi per lo scenario"). Ognuno valuti chi sia il gatto e chi la volpe; loro di sicuro pensano di avere a che fare con Pinocchio.



  • Il nuovo progetto governativo per il TAV Torino-Lione
    (reso noto a metà Gennaio 2008)
    Pubblichiamo un estratto dal Dossier di candidatura italiana (parte B) che Di Pietro ha presentato alla UE nel Luglio 2007.

  • La prima cosa che colpisce, leggendo il dossier di candidatura ai finanziamenti europei per la tratta internazionale della Torino-Lione presentato a luglio dal governo italiano è la semplificazione della documentazione e la mancanza di approfondimento tecnico. Nel dettaglio, il tracciato proposto è appena abbozzato; tutte le date di riferimento, "vendute" come scontate, o già decise, sono evidentemente buttate lì e dovrebbero come minimo sollevare le osservazioni della UE.
    Ecco cosa emerge ad una prima lettura (Di Pietro svela il tracciato del TAV, di Massimiliano Borgia da Luna Nuova del 18/1/08)
    Dai Sindaci interessati un coro unanime di critiche (TAV, i sindaci sparano sul dossier, di Marco Giavelli da Luna Nuova del 22/1/08)
    Vedi la simulazione di tracciato per la porzione valsusina della tratta internazionale, secondo le descrizioni del dossier governativo.




  • Assemblea NO-TAV di Bussoleno (11/1/08)
    Un'assemblea popolare, convocata dagli amministratori firmatari del documento in cui si chiede l'uscita dei rappresentanti locali dall'Osservatorio tecnico, si è svolta venerdì 11 Gennaio al salone polivalente di Bussoleno. La partecipazione è stata tale da superare la capienza della pur ampia sede, con una parte dei convenuti rimasti a seguire i lavori attraverso gli altoparlanti collocati all'esterno, nonostante il freddo. Alle relazioni del Sindaco di Bussoleno Joannas e dell'Europarlamentare Agnoletto hanno fatto seguito numerosi interventi nel dibattito. Le conclusioni sono riportate in un documento sintetico.
    Leggi la cronaca della serata nell'articolo di Paola Meinardi da Luna Nuova del 15/1/08 - pag.2

  • Cosa portiamo noi nel 2008 NO-TAV? (9/1/08)
    l'esperienza di un altro anno di resistenza, le nuove solidarietà ed almeno due risultati importanti degli ultimi sei mesi:
- 31.608 firme di opposizione popolare "a qualsiasi tracciato TAV-TAC ed a qualunque tunnel" (VEDI)
Le firme sono state consegnate:
- al Parlamento Europeo il 25/9/07
- al Governo italiano il 31/10/07
- al Governo francese il 30/11/07
ed inoltre recapitate alla Regione Piemonte, alla Provincia di Torino, alle Comunità Montane.

- l'esito più significativo dell'Osservatorio Tecnico: una nuova ferrovia Torino-Lione è inutile, oggi e nel medio periodo (VEDI), visto che
- la capacità della ferrovia esistente è per 2/3 inutilizzata (da Quad.1)
- la saturazione dell'attuale linea non avverrà prima del 2030 (da Quad.2)
---------------------------------------------
Sui risultati dell'Osservatorio vedere anche la sintesi "Torino-Lyon, le risposte dell'Osservatorio" curata da Ambientevalsusa .

  • SI-TAV: per il 2008 i soliti pretesti infondati (9/1/08)
    Nota del Comitato NO-TAV Torino
    Puntuali come ad ogni Gennaio, pare che i pasdaran del TAV vogliano fare di questo 2008 "l’anno decisivo per l’avvio della Torino-Lione". Puntando sui soliti pretesti infondati.
    Aveva iniziato Salvatore Tropea, su Repubblica, in occasione dello sciopero dei camionisti di Dicembre 2007.....
    Ha proseguito il supersindaco Chiamparino, in occasione dell’incontro pre-natalizio coi giornalisti .....
    I veri mandanti del rinnovato pressing, però, quelli per cui i succitati si affannano, sono i soci di Confindustria. .....
    Chi lo dice, per favore, a questi signori ed ai loro cavalier-serventi che, se davvero i collegamenti sono attualmente deficitari, sulla ferrovia già esistente tra Torino e Lione si possono aggiungere almeno 156 treni giornalieri agli attuali 70? ...
    (leggi tutto)