
[23-10-2026] Hanno dato fuoco al Presidio No Tav di Borgone: distrutto
La casetta in legno era stata costruita oltre 16 anni fa nei prati a fianco della provinciale verso San Didero; nasceva allora in sostituzione della costruzione precedente (datata giugno 2005), a sua volta distrutta da un incendio. Quello di Borgone fu in assoluto il primo Presidio No Tav in Valsusa, eretto in corrispondenza degli ipotetici futuri binari ad alta velocità. Anche quando la revisione del progetto Tav spostò il tracciato sul lato opposto della valle il Presidio fu mantenuto attivo e divenne luogo di informazione ed aggregazione per la comunità degli oppositori, ma anche sede "diplomatica" del Movimento che vide numerosi incontri con altre realtà di lotta a livello internazionale, con Deputati europei, con artisti e personaggi pubblici più o meno famosi. Ultimamente era meno frequentato, essendo diventati preminenti gli appuntamenti nei Presidi legati ai cantieri del nuovo progetto Tav, e di questo hanno approfittato i piromani. Vedi una breve storia del Presidio di Borgone. O vai ad un approfondimento sulle vicende dei tanti Presidi in valle |

[16-10-2026] Torna alla ribalta la stazione internazionale Tav di Susa
Telt informa che la gazzetta ufficiale UE ha pubblicato l'avviso di gara che invita le imprese a pre-candidarsi per la prossima gara d'appalto relativa a costruzione e manutenzione della stazione. Valore stimato 155 milioni, termine lavori sperato nel 2033. Salta all'occhio l'aumento dei costi "a bocce ferme": nel 2012 si parlava di 48,5 milioni, dopo un po' ne erano stati sparati 57, in anni recenti la correzione a 80 milioni; ora circa il doppio. Chi non si lascia sfuggire l'occasione per rinfocolare la polemica è la Sindaca di Bussoleno, che torna a candidare il suo paese al posto di Susa: risparmio del 90% sui costi e minor impatto ambientale. |

[15-10-2026] Tav terzo Valico: senza ulteriori 3 miliardi dal Governo scatta la cassa integrazione nei principali cantieri
Ai ritardi infiniti dovuti alla natura friabile delle rocce ed alla presenza di grisou si sono sommate, la scorsa estate, le pretese di ulteriori finanziamenti governativi da parte del costruttore Webuild. Si parla addirittura di una cifra tra 2 e 3 miliardi senza i quali si minacciano ancora rallentamenti nei lavori. Intanto una delle ditte impegnate, la Seli Overseas ha comunicato la messa in cassa integrazione di 300 lavoratori, facendo peraltro seguito all'annuncio di esuberi nelle imprese del subappalto. Il timore dei Sindacati è che il fenomeno possa estendersi a tutti i cantieri dell'opera, arrivando a coinvolgere fino a 1.800 lavoratori. Leggi |

[06-10-2026] Una bella manifestazione!
Quella che si è snodata sabato scorso tra Sant'Ambrogio ed Avigliana è stata una corposa marcia autenticamente popolare, che Alberto Perino avrebbe definito "a moda nostra". Intergenerazionale, comunitaria, creativa. Mancavano, tristemente, alcuni dei più anziani, ma la presenza giovanile era forte ed energetica. Erano rappresentate quasi tutte le amministrazioni comunali, C'erano anche sindaci e No Tav francesi. Non era una partecipazione ripiegata su se stessa: bandiere, striscioni e cartelli richiamavano la tragica attualità delle guerre e del riarmo, della Palestina, dei drammi sociali nostrani, sanità, scuola, lavoro, casa, povertà. Proponiamo una cronaca della giornata, ma anche una lettura dall'interno con l'esperienza di 30 anni di lotta come quella di Nicoletta Dosio ("ancora in cammino per rabbia e per amore") e infine alcune riflessioni a sguardo più ampio di Ezio Bertok, che inquadrano il senso dell'evento al cospetto delle attuali miserie dei nostri Partiti. Qui trovate una selezione di immagini dalla marcia. |

[28-09-2026] Se riaprisse il forno di fusione dell'acciaieria Beltrame...
Coloro che si batterono per 10 anni contro l'inquinamento generato dall'acciaieria di Bruzolo-San Didero ricordano bene i gravissimi danni subiti da agricoltori, allevatori e casari col lungo blocco dei loro prodotti. Ciò che paventano oggi è che con l'eventuale riapertura della Beltrame il fenomeno possa ripetersi proprio quando, con anni di lavoro, la Valle era riuscita a consolidare un'economia "dolce" del territorio. Leggi la lettera a Valsusaoggi |

[24-09-2026] Il Prefetto di Torino sforna ordinanze ad-hoc per ogni iniziativa No Tav in valle
Il Prefetto Cafagna emana sempre più frequenti ordinanze che interdicono temporaneamente a chiunque l'accesso ad ampie zone della Val di Susa. Il pretesto sono le iniziative del Movimento No Tav anche minime, quali possono essere i consueti apericena del lunedì a Traduerivi e del martedì a San Didero. Così è successo che per due giorni, il 21 e 22 scorsi, l'ennesimo provvedimento prefettizio dichiarasse zone rosse ampie aree dei comuni di Borgone, Bruzolo, San Didero, Susa, Giaglione e Chiomonte intorno ai relativi cantieri. Nel testo di tale ordinanza si sostiene che i momenti conviviali possono poi dare luogo ad azioni di disturbo delle forze dell'ordine a guardia dei siti. |

[23-09-2026] Tav: chi crede più a tempi e costi dichiarati da Telt?
Affermazioni quali "la linea entrerà in esercizio nel 2033" o "la revisione dei costi porta ad un totale di 14,7 miliardi" che rappresentano la linea ufficiale di Telt sono in realtà poco credibili se si considerano le note difficoltà di scavo incontrate e l'aumento dei costi energetici (sono milioni i Kwh annui consumati dalle talpe TBM). In un articolo su valsusaoggi il Presidente di Pro Natura Piemonte analizza questi aspetti in modo approfondito. |

[20-09-2026] Ciao Dario
Sempre presente, sempre con Enrica. Che fosse una riunione del Comitato No Tav Torino o un'iniziativa in Valsusa non mancavate mai, forti della "doppia cittadinanza", in città e ai Giagli, sopra Condove. Dario, eri una persona pacifica, generosa ed affettuosa con la famiglia e con i compagni di lotta; hai sempre rifuggito i protagonismi dando al contempo il massimo di impegno operativo. Un raro uomo dolce. Sentiamo la mancanza di un amico come te al nostro fianco. Abbracciamo forte Enrica, Monica e Piera |

[19-09-2026] Ciao, Bianca
Qualcuno ha cominciato a preoccuparsi non vedendoti più partecipare ai momenti conviviali dei presìdi No Tav, di cui eri da sempre accesa sostenitrice credendo profondamente nella loro forza di aggregazione. Qualcuno ha notato che mancavano le tue quasi quotidiane mail di discussione sulla lista No Tav. Qualcuno sapeva della malattia che combattevi da tanti anni con riservatezza. Te ne sei andata due anni dopo Alberto: ci mancheranno la tua lucidità di analisi, i tuoi richiami alla rigorosa coerenza tra lotta No Tav, nonviolenza, pacifismo e difesa di tutti i viventi. Il ricordo di Nicoletta Dosio |

[15-09-2026] Tav Torino-Lione, i ritardi nei lavori aumentano di un ulteriore anno
Dello stallo negli scavi in Francia abbiamo già più volte riferito. La talpa si impantana nel tipo di roccia incontrato e si deve procedere manualmente: poche centinaia di metri in 10 mesi. Dal lato italiano non è mai partito nulla del tunnel di base, la talpa è ancora in Germania, tutta smontata, e sono addirittura da collaudare gli svincoli della A32 a servizio del cantiere su cui i trasporti dovranno transitare. In questa situazione è stato appena ufficializzato dal sito dell'agenzia Cinea della UE (incaricata di gestire le quote di finanziamenti europei all'opera) l'inserimento di un ulteriore anno di ritardo per la conclusione dei lavori. Vedi |

[12-09-2026] Ordinanza anti-vendemmia a Chiomonte
Puntualmente anche quest'anno al momento di inizio del periodo di vendemmia si fa più pesante la militarizzazione del territorio di Chiomonte. Lo stabilisce un'ordinanza prefettizia ad-hoc: i controlli su chi si avvicina alle vigne prospicienti l'area del cantiere Tav si fanno asfissianti. Riproduciamo un post di notav.info che tratta l'argomento |

[12-09-2026] Incendio nella galleria Tav del cantiere di St. Martin la Porte
Francia: il quotidiano on-line Savoie News riporta la notizia di un incendio scoppiato a 1.800 metri di profondità nella galleria in fase di scavo dal cantiere Tav di Saint Martin la Porte. Erano all'opera 79 lavoratori che, in seguito all'intervento di spegnimento e messa in sicurezza dei pompieri, hanno impiegato oltre 3 ore per uscire in superficie. Poche e lievi, fortunatamente, le intossicazioni da fumo. Sono ancora da indagare le cause del rogo. Il fatto ha messo in luce la grande criticità di incidenti sul lavoro in tunnel così profondi. |

[12-09-2026] Philippe Delhomme assolto in appello
Philippe Delhomme è professore di storia e geografia, nonché portavoce dell’Associazione ambientalista Vivre et Agire in Maurienne, attivo da anni nella lotta contro il Tav Torino-Lione. Nell'udienza d'appello del 9 settembre al tribunale di Chambéry Philippe è stato assolto dalle accuse di aver pronunciato in pubblico il nome del direttore di Telt e le parole di Erri de Luca "bisogna sabotare la Tav" durante una manifestazione contro l'opera nel 2024. |

[04-08-2026] OLTRE IL CLAMORE-3: genesi storica dei recenti scontri di Chiomonte
Volerelaluna.it ha pubblicato ieri un articolo del prof. Marco Revelli (Scienza della Politica) che affronta in modo approfondito e documentato il processo storico che ha ripetutamente prodotto, almeno da 15 anni a questa parte, le dinamiche di scontro riviste sabato 25 Luglio al cantiere Tav di Chiomonte. Un testo analitico per chi ha la pazienza e la voglia di capire la realtà dei fatti senza fermarsi agli allarmi interessati, agli anatemi della politica, allo stupore sensazionalista dei media esibiti sempre come se fosse la prima volta. Leggi |

[02-08-2026] Quattro ordinanze prefettizie "à la carte" contro il campeggio No Tav
Venerdì 30 luglio doveva iniziare il campeggio itinerante No Tav nella piana di Susa, quattro giorni con tre tappe previste a Traduerivi, San Giuliano e Santa Petronilla. In questi luoghi i giovani attivisti con le tende hanno trovato agenti (rappresentate tutte le armi: PS, CC, GdF) schierati per impedire l'insediamento del campeggio. Erano improvvisamente comparse, appese a pali ed alberi, ben tre ordinanze prefettizie con divieti vari. La decisione dei No Tav di spostare il tutto al Presidio di Venaus ha fatto partorire al volo una quarta ordinanza di impedimento (QUI la cronaca della giornata) e la polizia ha istituito uno schieramento fisso di fronte ai prati del Presidio. Risultato: i ragazzi si sono sistemati in una sorta di bivacco al riparo di una grande bandiera della Palestina e lì hanno svolto quasi interamente il programma del campeggio. Ecco le loro considerazioni sull'esperienza. |

[01-08-2026] OLTRE IL CLAMORE-2: l'eco mediatica delle azioni No Tav è carburante per le politiche repressive del Governo
Che ci sia un disegno governativo prioritario volto a comprimere le libertà di manifestazione non ci sono dubbi: siamo ad un susseguirsi ormai quasi quotidiano di "decreti sicurezza" favorito dai più disparati fatti di cronaca. Nell'ossessione securitaria è palese che prevalgano ormai logiche da presunzione di colpevolezza per chi osa dissentire. Non mancano casi in cui viene il dubbio che un insufficiente o maldisposto schieramento di polizia possa addirittura favorire l'intensità di scontri "di piazza" a scapito degli stessi agenti (Torino, 31/1/26) comandati a "gestire l'ordine democratico". C'è chi si domanda se anche sabato scorso a Chiomonte si sia verificato un caso simile, ad ogni modo il Governo prova a capitalizzare l'eco pubblico di quegli scontri per accelerare ed ulteriormente appesantire nuove leggi repressive: è in preparazione un decreto legislativo che introduce la possibilità di sorveglianza di massa sui cittadini impiegando tecnologie di riconoscimento facciale potenziate dall'utilizzo dell'intelligenza artificiale. Qualora questo provvedimento venisse approvato con la possibilità di schedatura preventiva si avrebbe il definitivo salto ad uno Stato di Polizia. Intanto nello scorso fine settimana sono già stati identificati e filmati quasi tutti i partecipanti all'annuale Festival Alta Felicità. |

[31-07-2026] OLTRE IL CLAMORE-1: quali dinamiche scatena il sabotaggio dei cantieri Tav
Fatti come quelli accaduti dopo la manifestazione No Tav dello scorso 25 luglio in Valsusa hanno di nuovo provocato uno scossone nella mega-macchina della grande opera. Proprio mentre era intenta a macinare silenziosamente miliardi. Ogni meccanismo dell'apparato promotore ha reagito, coi propri riflessi incondizionati, nel tentativo di trarne il massimo vantaggio: i media, con dovizie di dettagli ed un crescendo di cifre, hanno alimentato un clima pubblico di paure ed ostilità nei confronti dei militanti-antagonisti; le istituzioni hanno gridato "attacco allo Stato!"; analogamente ha fatto la politica che ha inseguito vantaggi per i propri cavalli di battaglia elettorali (il dissenso come minaccia alla sicurezza dei cittadini); Telt ha provato a trarne alibi per i ritardi e le difficoltà realizzative. Per contro, nel Movimento No Tav è scattato ancora una volta l'automatismo che respinge la richiesta di dividere i buoni oppositori dai cattivi: quale devastazione? Sono i cantieri Tav a devastare la valle, siamo tutti responsabili dell'accaduto. Ecco una carrellata per immagini. |

[18-07-2026] I Sindaci: destinare i finanziamenti Tav a sbloccare i cantieri della metropolitana di Torino, opera realmente prioritaria
Questo il ragionamento dei primi cittadini: i Francesi hanno dichiarato che le loro tratte Tav non saranno pronte prima del 2045, allora perché finanziare ora la parte italiana per ultimarla già nel 2033? Oltretutto il progetto definitivo della Avigliana-Orbassano va rivisto pesantemente per ammissione della stessa Rfi. Le reali pressanti esigenze di miglioramento della mobilità locale riguardano oggi l'area del capoluogo torinese, ed in particolare le due linee di metropolitana la cui realizzazione è nuovamente in stallo per l'ennesimo fallimento di imprese. I 3 miliardi del Tav vengano dirottati su queste infrastrutture urbane, finanziando subito una nuova gara di appalto che intanto riassegni i lavori di completamento della Linea 1. Leggi |

[15-07-2026] A due Deputati francesi in visita ai cantieri Tav del tunnel di base zero informazioni su lavori, impatti e finanziamenti
Lo scorso 2 luglio Jean-François Coulomme e Gabriel Amard, deputati del Partito France Insoumise, hanno visitato i cantieri Tav di Chiomonte (insieme ad una delegazione di Parlamentari del Movimento 5 Stelle) e di Saint-Martin-la-Porte. Grazie al lavoro di traduzione da parte del sito Presidioeuropa.net siamo in grado di documentare in Italiano gli esiti di tali visite. In un comunicato stampa Jean-François Coulomme ha dapprima denunciato l'assoluta assenza di risposte alle richieste di informazioni inerenti i lavori, i loro impatti ed i problemi di finanziamento dell'opera (qui l'originale in Francese). In seguito lui ed il collega Amard hanno inviato una lettera al Ministro francese dei Trasporti ed al Presidente di Telt riproponendo tutte le domande inevase (originali in Francese: al Ministro ed a Telt ). Telt ha reagito al solito modo, ottenendo dal quotidiano La Repubblica un articolo di grossolana propaganda dell'opera, scritto con uno stile che si potrebbe definire "epica del moderno minatore" |

[05-07-2026] Torino-Lione: il cantiere accumula i ritardi e le difficolta’
Anche il quotidiano Le Monde dedica, nella sua edizione dello scorso 1° luglio, un articolo allo stallo dei lavori di scavo del tunnel di base Tav lato Francia. La nuova, possente "Talpa Viviana" riesce ad avanzare meno di un metro al giorno, l'8% del previsto, e ci sono state settimane di stop. I tempi slittano, e di parecchio. E i costi salgono. La roccia scistosa (con i suoi fanghi ed i suoi vuoti) è il problema. Che si tenta di superare iniettando schiume (PFAS?), ma senza grandi risultati. E poi c'è lo svuotamento delle riserve acquifere della montagna: su questo l'associazione «Vivre et Agir en Maurienne» ha fatto ricorso alla prefettura della Savoia contro il decreto prefettizio che aveva revocato le zone di protezione intorno ai punti di captazione idrica della valle. |
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